Secondo un’indiscrezione riportata dal Washington Post, Mosca avrebbe trasmesso a Teheran dati su basi, navi e velivoli americani, segnando il primo coinvolgimento indiretto di una grande potenza nel conflitto in Medio Oriente. L’informazione aumenta le complessità operative per Washington e le tensioni internazionali
Fonti governative statunitensi citate dal Washington Post indicano che la Russia sta fornendo informazioni di intelligence all'Iran per colpire le forze statunitensi nel Golfo. Le comunicazioni includerebbero la localizzazione di navi da guerra, velivoli e altre installazioni militari, segnando un primo coinvolgimento diretto di Mosca nel conflitto, seppur in forma indiretta.
Intensità degli attacchi e bilancio
La portata esatta dell’assistenza russa non è stata definita con precisione, ma fonti citate dal quotidiano sottolineano che le capacità iniziali iraniane di individuare autonomamente gli obiettivi statunitensi sono state parzialmente compromesse nei primi giorni di combattimento. Dall’inizio delle ostilità, l’Iran ha lanciato migliaia di droni monouso e centinaia di missili contro siti militari statunitensi, ambasciate e infrastrutture civili. La risposta congiunta di Stati Uniti e Israele ha colpito oltre 2.000 obiettivi iraniani, inclusi siti di lancio di missili balistici, unità navali e strutture operative chiave. Gli esperti militari sottolineano come la condivisione di informazioni russe abbia probabilmente contribuito alla precisione degli attacchi iraniani, con colpi mirati a radar, centri di comando e strutture temporanee, come quelle colpite in Kuwait, dove sei soldati statunitensi hanno perso la vita.
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Mosca tra vantaggi strategici e limiti operativi
Fonti del Washington Post evidenziano che la Russia, pur supportando l’Iran, non partecipa direttamente alle operazioni militari e mantiene la priorità strategica sulla guerra in Ucraina. Analisti suggeriscono che Mosca potrebbe trarre benefici indiretti da un conflitto prolungato tra Stati Uniti e Iran, tra cui un possibile aumento dei ricavi petroliferi o una distrazione internazionale dal teatro europeo. Parallelamente, la Cina, pur intrattenendo stretti rapporti con Teheran, non sembrerebbe fornire supporto operativo diretto alle forze iraniane.
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Reazioni degli Stati Uniti e importanza dell'intelligence russa
Il Pentagono e la CIA hanno rifiutato commenti sulle segnalazioni di supporto russo. La Casa Bianca ha ribadito che gli attacchi iraniani colpiscono frequentemente obiettivi civili e che le forze americane non prendono di mira strutture non militari. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che Russia e Cina non costituiscono al momento fattori diretti nelle operazioni in Medio Oriente. Secondo Dara Massicot del Carnegie Endowment for International Peace, le capacità spaziali russe risultano decisive per l’Iran, che dispone di un numero limitato di satelliti militari. L’informazione fornita da Mosca consente attacchi più mirati e riduce la dipendenza da sistemi di rilevamento locali, aumentando la pressione sulle difese statunitensi. Nicole Grajewski del Belfer Center osserva come la sofisticazione dei raid iraniani rifletta sia l’accuratezza degli obiettivi sia la capacità di sovraccaricare le difese nemiche, elementi che potrebbero essere amplificati dall’accesso a dati avanzati forniti da Mosca.