Mentre prosegue l’inchiesta sull'uccisione del giovane militante nazionalista, lo scontro si è spostato sul livello politico. Stamattina evacuata la sede de La France Insoumise per un falso allarme bomba
Continuano le indagini in Francia sul caso di Quentin Deranque, militante nazionalista ucciso durante scontri tra attivisti di estrema sinistra e di estrema destra. Sono salite a 11 le persone fermate in Francia per la sua morte, avvenuta sabato scorso a Lione. E mentre prosegue l’inchiesta su quanto avvenuto, lo scontro si è trasferito negli ultimi giorni a livello politico. La France Insoumise è accusata di legami con "La Jeune Garde", un movimento della sinistra estrema già sciolto d'autorità lo scorso giugno. E proprio alcuni esponenti di questo "collettivo" sarebbero fra i colpevoli del pestaggio del ventitreenne Quentin, colpito con calci e pugni alla testa quando era già a terra.
Allarme bomba sede La France Insoumise a Parigi
E proprio oggi la sede nazionale de La France Insoumise, che è situata nel Decimo arrondissement di Parigi, è stata "evacuata in seguito alla minaccia della presenza di una bomba" questa mattina sullo sfondo delle forti tensioni di questi giorni dopo la morte di Quentin Deranque. Ad annunciarlo è stato in mattinata il coordinatore del partito, Manuel Bompard, su X. Sul posto è intervenuta la polizia per perquisire il palazzo in cui sorge la sede di LFI. Breve l'evacuazione dei dipendenti presenti, il tempo sufficienti di appurare che si trattasse di un falso allarme. Ma è bastato per far protestare la vicepresidente degli Insoumis in Assemblée Nationale, Clémence Guetté: "Si è oltrepassato un limite, chi utilizza il dramma e la morte di un giovane per prendersela con La France Insoumise deve far cessare le sue abiette manovre”.
Le richieste di escludere Arnault
Secondo quanto emerso finora dalle indagini, secondo la procura sono stati in sei a infierire sulla vittima. Tutti i partiti francesi, a cominciare da quelli di governo, hanno lanciato un appello a LFI affinché escluda dai suoi ranghi Raphaël Arnault, eletto deputato dopo aver scoperto di essere schedato come "S", la stessa lettera che identifica chi è a rischio radicalizzazione e terrorismo. Anche per proteggere il suo entourage, ha scelto lo pseudonimo di Arnault per candidarsi. In molti lo sospettano di essere coinvolto nelle aggressioni, quanto meno dopo che tra i fermati è emersa la figura di Jacques-Elie Favrot, suo assistente parlamentare. Favrot è stato immediatamente sospeso ed espulso dall'Assemblée Nationale.
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Lo scontro politico su LFI
Ai fermi dei giorni scorsi si sono aggiunti quelli di un secondo assistente parlamentare di Arnault, e quello di un ex stagista. Quest'ultimo, secondo fonti degli inquirenti, è accusato di aver direttamente partecipato al pestaggio di Quentin. Il primo invece avrebbe soltanto aiutato l'altro a sfuggire alle forze dell'ordine. Favrot non è l'unico schedato "S", fra i fermati: anche nel movimento disciolto e rimasto ai margini della legalità, la "Jeune Garde", ce ne sarebbero diversi. Ed è stato proprio Arnault, oggi parlamentare di LFI che molti chiedono a Jean-Luc Mélenchon di espellere dal partito, a fondare quel gruppo al centro dei sospetti degli inquirenti per la morte di Quentin. Maud Bregeon, portavoce del governo, ha chiesto stamattina che sia "escluso" dal gruppo parlamentare. Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, ha sparato a zero: Arnault dovrebbe "dimettersi", attorno a La France Insoumise bisogna erigere un "cordone sanitario".
Il caso Deranque arriva in Italia
Intanto il caso sta creando scalpore anche all'estero. In Italia a intervenire è stata la premier, Giorgia Meloni, secondo cui "l'uccisione del giovane Quentin è un fatto che sconvolge e addolora profondamente e che rappresenta una ferita per l'intera Europa". A Montecitorio, durante una commemorazione di Quentin, è stata bagarre tra maggioranza e opposizione, con uno scontro acceso soprattutto tra la Lega e il Movimento Cinque Stelle. Mentre il leader di Avs, Angelo Bonelli, ha denunciato in aula minacce di morte: "Gravissimo leggere di leader di partito che mettono il simbolo di Avs sopra l'immagine dell'efferato omicidio di Quentin, e mi riferisco anche al ministro Salvini".