Lione, tra i 9 arrestati per omicidio Quentin Deranque anche assistente deputato Lfi

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Tra i fermati per l'omicidio del 23enne nazionalista c'è anche un collaboratore di Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare (ora licenziato) del deputato della France Insoumise Raphaël Arnault. Il giovane era stato picchiato a morte giovedì 12 febbraio, per poi morire in ospedale due giorni dopo

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Nove persone sono state arrestate in Francia perché sospettate dell'omicidio del 23enne militante nazionalista Quentin Deranque, picchiato a morte a Lione giovedì 12 febbraio e poi deceduto due giorni dopo. Tra i fermati c'è anche Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare (ora licenziato) del deputato della France Insoumise Raphaël Arnault, fondatore del collettivo antifascista sciolto La Jeune Garde. In tutto, aveva spiegato il procuratore di Lione, il giovane era stato picchiato da "almeno sei individui" mascherati e con il passamontagna. Secondo quanto riporta Le Progrès, citando l’AFP, i sospettati sono stati arrestati nella regione di Lione, nell’Alta Loira, nella Drôme e nell’Aisne. Sei sono sospettati di aver partecipato direttamente al pestaggio, mentre gli altri tre di aver prestato aiuto. Nei prossimi giorni potrebbero seguire altri arresti.

La France Insoumise esclude qualsiasi collegamento con la morte di Quentin Deranque

Già prima che si diffondesse la notizia del coinvolgimento di Favrot, il coordinatore della France Insoumise Manuel Bompard aveva assicurato che non c'è ''alcun legame'' tra il suo partito e la morte di Deranque. "Invito tutti alla responsabilità e alla vigilanza, perché, quando si lanciano accuse infondate, gravi e menzognere, questo ha delle conseguenze'', ha dichiarato ai microfoni di Radio France Inter. Così aveva fatto da ultimo ieri anche Jean-Luc Mélenchon, leader del partito, contrattaccando e definendo gli accusatori come "banda di calunniatori".

Polemiche politiche

Mélenchon parla di "un atto che disonora" ma il caso ha già innescato un incendio politico in Francia. Il presidente del Rassemblement National Jordan Bardella lo attacca: il leader di Lfi ha "aperto le porte dell'Assemblea Nazionale a presunti assassini, ha una responsabilità morale e politica immensa". Il governo, nella persona del primo ministro Sébastien Lecornu, ha chiesto a Lfi di "fare pulizia" nelle sue "idee" e tra i suoi "ranghi". Il nome di Favrot era stato da subito tra quelli circolati nelle prime ricostruzioni e, tramite il suo avvocato, aveva già negato di "essere responsabile di questa tragedia" e si era detto "a disposizione della giustizia", dimettendosi dal suo incarico di assistente parlamentare.

Gli arrestati    

Gli arrestati sono tutti uomini: tra loro Favrot, assistente parlamentare del deputato di La France Insoumise Raphael Arnault, e Adrian B., membro del movimento Jeune Garde e vicino anche lui ad Arnault che è considerato il 'padre' del movimento giovanile di estrema sinistra fondato nel 2018 e sciolto dalle autorità nei mesi scorsi. Fino ad ora si sa che Quentin, lo scorso giovedì, durante scontri esplosi a margine di una conferenza dell'eurodeputata di Lfi Rima Hassan organizzata nella facoltà di Sciences Po, è stato gettato a terra e picchiato. Raggiunto dai soccorritori, il 23enne "presentava soprattutto lesioni alla testa", fra le quali "un grave trauma cranico". Descritto dalla sua famiglia come un "attivista pacifico", il giovane era coinvolto nel movimento radicale di estrema destra.

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