Francia, morto studente nazionalista: "Aggredito da 6 persone, è omicidio volontario"

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L'inchiesta sulla sua morte è stata ampliata oggi per includere l'accusa di "omicidio volontario", ha dichiarato a Lione il procuratore Thierry Dran. Il ventitreenne Quentin Deranque è stato gettato a terra e picchiato da "almeno sei individui" durante gli scontri tra attivisti di estrema sinistra e di estrema destra di giovedì scorso

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L'omicidio di Quentin Deranque è avvenuto la scorsa settimana a Lione e la sua morte sta sollevando molto scalpore in Francia. Gli autori delle violenze ai danni del giovane militante nazionalista sarebbero "almeno sei individui", che avrebbero gettato a terra e picchiato il 23enne durante gli scontri tra attivisti di estrema sinistra e di estrema destra. L'inchiesta sulla morte di Deranque è stata ampliata oggi per includere l'accusa di "omicidio volontario", ha dichiarato il procuratore Thierry Dran. 

Il ragazzo ha subito "un grave trauma cranico", ha riferito il procuratore. Quando sono arrivati i soccorsi, il giovane "presentava principalmente ferite alla testa", tra cui "un grave trauma cranico", "al di là di qualsiasi intervento terapeutico e fatale a breve termine", ha aggiunto Thierry Dran in una conferenza stampa. Quentin è stato dichiarato morto sabato. La polizia ha già ascoltato "più di quindici testimoni" e sta analizzando i video dell'attacco e "mentre vi parlo, non ci sono stati arresti", ha sottolineato il procuratore di Lione. La sua aggressione, da parte di individui che indossavano maschere e passamontagna è avvenuta giovedì scorso, intorno alle 18, a margine di una conferenza tenuta dall'eurodeputata di La France Insoumise (Lfi, sinistra radicale) Rima Hassan a Sciences Po Lione. 

Il clima politico

Secondo il collettivo Nemesis, vicino all'estrema destra, Quentin faceva parte della sicurezza incaricata di proteggere i suoi attivisti che manifestavano contro la conferenza di Rima Hassan. Affermano che l'aggressione è stata opera di attivisti antifascisti, alcuni dei quali appartengono alla Jeune Garde (Giovane Guardia). Questo collettivo, che ha negato ogni responsabilità per la morte di Quentin, è stato co-fondato nel 2018 da Raphael Arnault, ora deputato Lfi, e sciolto nel giugno 2025. Questa mattina, la presidente dell'Assemblea Nazionale, Yael Braun-Pivet, ha annunciato la sospensione dell'accesso al parlamento per Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare del deputato di La France Insoumise Raphael Arnault, il cui nome è stato "menzionato da diversi testimoni" nell'aggressione mortale a Quentin Deranque. "La sua presenza nei locali dell'Assemblea Nazionale potrebbe causare turbative dell'ordine pubblico", ha spiegato l'ufficio della presidente in un comunicato. Braun-Pivet "ha pertanto deciso di sospendere, a titolo precauzionale e fatto salvo l'esito dell'indagine giudiziaria, il diritto di accesso del signor Favrot". "Qualsiasi altra misura che possa essere adottata potrà essere adottata solo dal deputato da cui dipende", ha aggiunto il comunicato, specificando che la presidente dell'Assemblea è responsabile di garantire la sicurezza interna ed esterna dell'istituzione. Quentin Deranque "è morto a causa di una violenza inaudita e intollerabile", sottolinea, inoltre, la dichiarazione, condannando atti "di estrema gravità" sui quali "spetta alla giustizia fare piena luce". La brutale aggressione di Quentin sta aggravando ulteriormente il clima politico già teso e polarizzato in Francia, a un  mese dalle elezioni comunali del 15 e 22 marzo. Questa mattina il governo ha denunciato la "responsabilità morale" degli Insoumis nell'attuale "clima di violenza". Ieri, in un'intervista a Radio J, il presidente Emmanuel Macron ha definito La France Insoumise un movimento di "estrema sinistra", all'interno del quale emergono "espressioni antisemite" che "bisogna combattere". 

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