Incidente Air India, 8mila sterline alle famiglie delle vittime per rinunciare alla causa

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Poche migliaia di sterline per rinunciare al diritto di citazione in giudizio. È l’offerta avanzata da Air India alle famiglie delle vittime del tragico incidente aereo dello scorso 12 giugno nel quale hanno perso la vita 260 persone. Intanto si sarebbe vicino alla svolta sul fronte delle indagini: gli investigatori indiani, come riporta il Corriere, sarebbero pronti a scrivere un rapporto contenente il riferimento diretto alla responsabilità "intenzionale" di uno dei due piloti 

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8mila sterline per rinunciare al diritto di citazione in giudizio. Prendere o lasciare. Suona più o meno così l’offerta fatta da Air India alle famiglie delle vittime dell'incidente aereo di Ahmedabad dello scorso anno. L'offerta prevede che i familiari  firmino un documento di indennizzo, rinunciando definitivamente al diritto di citare in giudizio la compagnia aerea e Boeing, la compagnia statunitense costruttrice del velivolo. Air India e il produttore Usa cercano così escamotage o soluzioni per affrontare le numerose cause legali nei tribunali britannici e statunitensi. Una di queste, aperta in America, sostiene che l'incidente sia stato causato da interruttori del carburante difettosi. Se dovesse essere confermata, avrebbe ovviamente grossissime ripercussioni economiche e di responsabilità penali. I team legali che rappresentano le famiglie delle vittime, intanto, starebbero sconsigliando di firmare poiché l'indagine ufficiale è ancora in corso e la ricostruzione dell'incidente non è ancora completa. 

La tragedia

Il Boeing 787-8 Dreamliner diretto all’aeroporto di Londra Gatwick era decollato lo scorso 12 giugno con a bordo 242 persone a bordo. Lo schianto è avvenuto pochi secondi dopo. Una sola persona è sopravvissuta alla tragedia, mentre altre 19 a terra hanno perso la vita. Dopo 32 secondi dal decollo il jet è precipitato su un ostello per studenti di medicina.

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La svolta possibile

Tuttavia, in queste ultime ore,  sembrerebbe prendere piede una ipotesi accusatoria che potrebbe dare una svolta alle indagini e una risposta definitiva al diritto delle famiglie coinvolte di conoscere la vera dinamica degli avvenimenti. Gli investigatori indiani che guidano l’indagine sull’incidente del Boeing 787 di Air India si preparano a scrivere nel loro rapporto finale che il velivolo sarebbe precipitato per volontà diretta di uno dei piloti a bordo. Il capitano, in particolare, avrebbe spento i due interruttori del carburante subito dopo il decollo. Non ci sarebbe stato alcun difetto tecnico, ma un intervento umano “quasi sicuramente” intenzionale. A riportarlo è il Corriere della Sera che avrebbe ascoltato i racconti di due fonti occidentali a conoscenza degli sviluppi più recenti tra Nuova Delhi e Washington.

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