I liberaldemocratici della premier Takaichi hanno conquistato oltre i due terzi dei seggi alla Camera bassa, mentre i rivali dell’Alleanza riformista centrista hanno subìto uno crollo, ottenendo appena 49 parlamentari. Su Truth sono arrivate le congratulazioni di Donald Trump: "Ti auguro grande successo nell'attuazione del tuo programma conservatore. Il meraviglioso popolo giapponese, che ha votato con tanto entusiasmo, avrà sempre il mio forte sostegno"
I liberal democratici (Ldp) hanno vinto in modo schiacciante le elezioni in Giappone tenutesi domenica 8 febbraio. Il partito della premier Sanae Takaichi ha conquistato oltre i due terzi dei seggi alla Camera bassa, passando dai 198 detenuti prima delle consultazioni agli attuali 315 sui 465 disponibili. Il balzo permetterà al partito liberal democratico di avviare modifiche costituzionali e approvare leggi che però potrebbero trovare l'opposizione del Senato, dove non detiene la maggioranza. Risultato importante anche quello dell'affluenza, giunta al 56,26% e cresciuta di due punti rispetto al voto precedente, che ha dovuto fare i conti con le difficoltà legate al maltempo estremo sull'intero versante nordoccidentale del Paese, con nevicate anche nella capitale Tokyo, che hanno complicato la campagna elettorale più breve della storia giapponese. "Questo è l'inizio di una grande, grandissima responsabilità nel rendere il Giappone più forte e prospero", ha dichiarato Takaichi.
Le altre formazioni
Dall'altra parte dello schieramento, invece, l'Alleanza riformista centrista, nata dalla fusione tra democratici costituzionali e Komeito, ha subìto un vero e proprio tracollo passando da 167 a soli 49 seggi, spingendo i co-leader - l'ex premier Yoshihiko Noda e Tetsuo Saito - a ventilare le dimissioni. La rottura tra Ldp e la forza di ispirazione buddista, Komeito, storico alleato per 26 anni, si è difatti rivelata un boomerang elettorale per quest'ultimi. Lo stesso partito Ishin, partner minore della coalizione, è emerso indebolito nonostante la vittoria complessiva, con appena due seggi in più dai 34 precedenti e un peso politico destinato a ridursi notevolmente rispetto a quello di Ldp. Tra i fenomeni emergenti, i populisti del Sanseito, che hanno moltiplicato i propri seggi da 2 a 15 con la retorica antimmigrazione, mentre Team Mirai - movimento pro-digitale - ha conquistato 11 seggi, debuttando in Parlamento.
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Le politiche della premier
Nonostante un'inflazione persistente e un contesto geopolitico sempre più teso, Takaichi ha promesso una politica fiscale "responsabile ma aggressiva". Un esempio è il piano per sospendere l'aliquota dell'8% sui consumi alimentari, cavalcato dalla premier durante la campagna elettorale e condiviso da molte forze di opposizione, che però non fa dormire sonni tranquilli agli investitori, visto che il debito pubblico supera il 200% del Pil, i rendimenti delle obbligazioni a lungo termine hanno toccato livelli storicamente elevati e lo yen continua a perdere valore. Sul fronte geopolitico, invece, il nuovo mandato rafforza la linea dura intrapresa fin qui da Takaichi nei confronti di Pechino, come dimostrano le recenti allusioni a un possibile intervento militare in caso di un attacco cinese a Taiwan, facendo salire la tensione nella regione. Rapporti nettamente più idilliaci, invece, con Washington: non è un caso infatti, che dagli Stati Uniti siano arrivate le congratulazioni sia del segretario del Tesoro Scott Bessent che del presidente Donald Trump. "Congratulazioni alla premier e alla sua coalizione per la schiacciante vittoria ottenuta nell'importantissimo voto. È una leader molto rispettata e popolare. La decisione coraggiosa e saggia di Sanae di indire le elezioni ha dato i suoi frutti. Il suo partito ora controlla il parlamento, detenendo una storica maggioranza di due terzi, la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale", ha scritto Trump su Truth. "Sanae, è stato un onore per me sostenere te e la tua coalizione. Ti auguro grande successo nell'attuazione del tuo programma conservatore, basato sulla pace attraverso la forza. Il meraviglioso popolo giapponese, che ha votato con tanto entusiasmo, avrà sempre il mio forte sostegno", ha aggiunto. Resta infatti aperta la partita per la revisione costituzionale dell'articolo 9, la clausola pacifista che limita l'uso delle forze armate e consente il via libera al potenziamento delle capacità militari offensive: il risultato, infatti, potrebbe consentire a Ldp di valutare l'indizione di un referendum sul tema.