La premier Sanae Takaichi, che ha convocato il voto anticipato, va alla ricerca di una maggioranza stabile per solidificare la sua leadership. Secondo i sondaggi potrebbe ottenere una ampia vittoria, mentre il Paese è alle prese con la rinnovata tensione con Pechino
Si terranno domenica 8 febbraio le elezioni anticipate in Giappone. Il voto è stato chiesto dalla premier Sanae Takaichi, in carica dallo scorso ottobre, che secondo quanto riportato dalla BBC “spera di tradurre il forte sostegno nei sondaggi in una grande maggioranza alla Camera dei rappresentanti”. La leader del governo, prima donna nella storia del Paese, ha parlato in occasione della convocazione del voto di una “decisione molto difficile”, che permetterà di “decidere il futuro del Giappone insieme al popolo”. Si tratta di elezioni molto importanti per Tokyo, che negli ultimi anni ha registrato instabilità politica e negli ultimi mesi ha visto salire la tensione con la vicina Cina.
Lo scenario politico
Le elezioni dell’8 febbraio serviranno a rinnovare tutti i 465 membri della Camera bassa del Parlamento giapponese, quella che detiene maggiore potere politico. L’attuale premier è Sanae Takaichi, leader del Partito Liberal-democratico (centrodestra), che ha ottenuto la carica lo scorso 21 ottobre a seguito delle dimissioni del suo predecessore Shigeru Ishiba. La fine del precedente governo è arrivata a causa della perdita della maggioranza in entrambe le Camere, e adesso Takaichi sta governando con una risicata maggioranza di coalizione che spera di incrementare alle urne. Si tratta delle seconde elezioni politiche per la Camera bassa in meno di due anni, con la precedente tornata che si è svolta nell’ottobre del 2024. Il Senato ha invece rinnovato i suoi membri la scorsa estate.
Chi sono i candidati
A guidare il Partito Liberal-democratico, che governa ininterrottamente da 12 anni il Paese, è l’attuale premier Sanae Takaichi. A correre insieme alla sua formazione è il Japan Innovation Party, noto come Ishin e che fa parte dell’attuale coalizione di governo. La principale forza di opposizione è la Centrist Reform Alliance, nata a inizio anno dalla fusione di due partiti: i due leader che guidano la formazione sono Yoshihiko Noda - già leader del Partito Democratico Costituzionale e già stato primo ministro del Giappone - e Tetsuo Saito. Ci sono poi diverse altre formazioni minori in corsa, tra cui il Partito Democratico per il Popolo - guidato da Yuichiro Tamaki - Reiwa, Sanseito e il Partito Comunista.
Cosa dicono i sondaggi
Secondo i più recenti sondaggi, la colazione guidata dalla premier Sanae Takaichi potrebbe riuscire a ottenere un’ampia vittoria. Secondo quanto riportato da Reuters, infatti, il Partito Liberal-democratico potrebbe superare i 233 seggi (su 465) necessari per avere la maggioranza alla Camera. Insieme a Ishin, l’intera coalizione potrebbe arrivare a quota 300 parlamentari eletti. Per quanto riguarda invece la principale forza di opposizione, la Centrist Reform Alliance, secondo gli analisti il rischio è quello di vedere dimezzati i suoi attuali 167 seggi. Anche i mercati sembrano anticipare una vittoria di Takaichi: gli interessi sui bond del Giappone sono stati infatti in discesa a pochi giorni dal voto.