L’inchiesta si concentra sugli uomini che, nella Sarajevo assediata dai serbo-bosniaci, venivano pagati per partire dall’Italia nei fine settimana e andare a uccidere chiunque gli capitasse a tiro, compresi bambini e anziani. L’uomo, ex autotrasportatore, ha ricevuto l’invito a comparire dopo i racconti di alcuni testimoni e investigatori
C’è un indagato nell’inchiesta sui cecchini del weekend a Sarajevo. Un uomo di 80 anni è sospettato di aver ucciso "civili inermi", tra cui donne, anziani e bambini, nel periodo in cui la città era assediata dai serbo-bosniaci tra il 1992 e il 1995. Il caso è esploso alcuni mesi fa e riguarda quegli uomini che, nei fine settimana, partivano dall’Italia come mercenari e venivano pagati per uccidere la popolazione civile. All’anziano, ex autotrasportatore residente in provincia di Pordenone è stato notificato un invito a comparire per l’interrogatorio fissato per il prossimo lunedì, 9 febbraio. L’uomo è stato individuato e iscritto nel registro degli indagati sulla base dei racconti messi a verbale nel corso delle audizioni di testimoni, investigatori e inquirenti.
Le indagini
Da quanto è emerso dalle indagini del Ros dei carabinieri, coordinate dal pm Alessandro Gobbis della Procura di Milano diretta da Marcello Viola, l’anziano in quel periodo si sarebbe vantato con altre persone di andare "a fare la caccia all'uomo" nella città jugoslava assediata. Una donna avrebbe riferito ad una giornalista di una tv locale friulana di aver saputo di questi racconti con cui l'uomo si vantava di quella "caccia". Sia quella donna che la cronista sono state ascoltate. Alla luce di questi dettagli, gli inquirenti hanno deciso di iscriverlo nel registro degli indagati per omicidio volontario continuato, ossia per una pluralità di episodi. L’uomo è stato anche perquisito. Nella sua abitazione sono state trovate sette armi regolarmente detenute: due pistole, una carabina e quattro fucili.
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Lo scoppio del caso
Il caso è stato aperto in seguito a un esposto dello scrittore Ezio Gavazzeni. Nel documento venivano riportate anche le parole dell'ex 007 dell'intelligence bosniaca, Edin Subasic, che ha riferito di aver avuto contatti all'epoca con il Sismi. L'ex 007 ha spiegato che l'ex servizio segreto italiano avrebbe avuto informazioni proprio dai servizi bosniaci, a inizio '94, che i "tiratori turistici" partivano da Trieste. E che gli stessi servizi italiani, poi, avrebbe "interrotto" quegli orribili "safari". L'ex agente bosniaco aveva sostenuto pure che ci potevano essere carte conservate su interlocuzioni tra 007 bosniaci e italiani e con tanto di "identificazioni" di quegli assassini. Da queste informazioni si è attivata una macchina investigativa internazionale che ha coinvolto anche la Procura del Meccanismo Residuale per i Tribunali Penali Internazionali per l’acquisizione di atti. Tra i racconti agli atti anche quello "di un soldato serbo catturato" che riferì allo 007 bosniaco "di aver assistito in prima persona al trasporto di uno dei 'cacciatori'". Fu quel teste "oculare" a parlare di italiani che arrivavano da Milano, Torino e Trieste.