Usa, Luigi Mangione eviterà la pena di morte se condannato

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Il ventisettenne è a processo con l'accusa di aver ucciso a colpi d’arma da fuoco il ceo di UnitedHealthcare Brian Thompson fuori da un hotel nel centro di Manhattan il 4 dicembre 2024, mentre il dirigente si stava recando a una conferenza di investitori di prima mattina

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Luigi Mangione, accusato di aver ucciso nel 2024 Brian Thompson, il ceo di UnitedHealthcare, non rischierà una condanna a morte nel suo processo penale. Lo ha stabilito Margaret Garnett, giudice federale di New York, che ha archiviato due dei quattro capi d'accusa a carico del 27enne, uno dei quali comporta la potenziale contanna alla pena capitale. La pena massima che ora rischia Mangione, che si è dichiarato colpevole, per i restanti due capi d'accusa è "l'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale", ha osservato Garnett.

 

Esultano i legali del 27enne: "Stalking non è crimine violento"

Per i legali di Mangione la decisione è una vittoria importante perché sono riusciti a far valere la tesi che lo stalking "non si configura come crimine violento" e non può essere quindi il presupposto per la pena di capitale. Gli avvocati di Mangione hanno anche sostenuto che la decisione di chiedere la pena di morte fosse di natura politica. La giudice ha deciso anche di ammettere al processo come prove quanto rinvenuto nello zaino dell'imputato quando è stato fermato per la morte dell'amministratore delegato di UnitedHealthCare Brian Thompson. I legali di Mangione avevano invece chiesto che le prove raccolte dalla zaino fossero escluse dal processo perché la perquisizione effettuata allora a carico di Mangione era stata eseguita in modo illegale perché le autorità non avevano alcun mandato per agire.

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