Esercito europeo e Nato, Cavo Dragone: "Nessuna crisi ma cercare cooperazione con Usa"

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L’ammiraglio, da un anno a capo del Comitato militare dell'Alleanza Atlantica, ha sciolto alcuni nodi: dalle tensioni con Trump alla guerra in Ucraina. “La Russia avanza a passi minimi. Ormai è chiaro che Putin non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi strategici iniziali”, afferma Cavo Dragone, che ribadisce: “La Nato non è assolutamente in crisi”

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"La Nato ha gli strumenti per rispondere alla crisi e ripensare sé stessa. Invece di parlare di esercito europeo, cerchiamo piuttosto nuovi modi di cooperazione militare tra Europa e Stati Uniti". A dirlo, in un’intervista al Corriere della Sera, è l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. Nato ed esercito europeo, tra Donald Trump che punta la Groenlandia, la guerra in Ucraina e il ruolo della Cina, sono quindi al centro del dialogo del quotidiano con l’ex capo di stato maggiore della Difesa italiano che da un anno è a capo del Comitato militare dell'Alleanza Atlantica. Gli eventi geopolitici degli ultimi anni hanno messo in discussione il ruolo della Nato che però, sostiene Cavo Dragone, è in grado di stare al passo con i cambiamenti. “È nel DNA della Nato riflettere sul proprio ruolo - ricorda l’ammiraglio - lo facciamo da 76 anni, continuando ad adattarci ai cambiamenti. I valori della sicurezza collettiva, la difesa della libertà e della democrazia restano centrali”. Neanche gli attacchi di Donald Trump possono destabilizzare l’Alleanza che, al contrario, esce “più coesa e più forte dal dibattito e dagli ultimi stress test".

Nodo Ucraina

La priorità per la Nato al momento resta la guerra tra Mosca e Kiev. “Al cuore resta la minaccia russa, che è stata confermata dal 2022 e che guida la nostra strategia”, afferma Cavo Dragone. “Dobbiamo continuare a esercitare deterrenza. Ed è vero che gli Stati Uniti suonano la carica: hanno dato forti scossoni in nome di una necessità che io ritengo giusta, ovvero che i costi per la difesa collettiva vengano distribuiti in modo più equo. L’ultimo summit dell’Aja l’estate scorsa è stato un successo in questo senso: l’Europa s’impegna a più alte spese militari, adesso vanno assunte maggiori responsabilità operative”. Per il capo del Comitato militare della Nato, "la Russia avanza a passi minimi. Ormai è chiaro che Putin non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi strategici iniziali: mirava a prendere l'intera Ucraina e non ha neppure occupato tutto il Donbass. Si era illuso che la sconfitta della Nato in Afghanistan lo ponesse in vantaggio. Ma oggi la Nato è più forte e coesa di prima proprio grazie alla reazione contro l'invasione dell'Ucraina".

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Nato in crisi?

“La Nato non è assolutamente in crisi”, ci tiene a precisare l’ammiraglio. Anzi, l’Alleanza continua ad esercitare il proprio ruolo in ogni circostanza. Il 21 e 22 gennaio, come ricordato da Cavo Dragone, si è riunito il Comitato Militare della Nato nel quale Stati Uniti, Groenlandia e Danimarca hanno avuto modo di dialogare tra loro a livello politico: “Io credo - aggiunge - che arriveranno a una soluzione politica. Posso assicurare che nessuno ha valutato potesse scoppiare un conflitto armato tra alleati”. La Nato per il momento vuole concentrarsi sull'Artico: "Molto probabilmente vi incentiveremo le nostre attività: ci saranno spese per adddestramenti in loco e per i necessari equipaggiamenti in climi rigidi". Anche la Russia è tornata a interessarsi al territorio ma per Cavo Dragone questo al momento non è preoccupante "grazie alle nostre contromisure".

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No all'esercito europeo

L'ammiraglio ha poi parlato dell'ipotesi di un esercito europeo avanzata dal presidente ucraino Zelensky. "Non sposo l’idea di esercito europeo - afferma Cavo Dragone - resto legato alla Nato assieme agli Usa: un’alleanza virtuosa e navigata. I militari americani rimangono fondamentali, potranno esserci in futuro dei riorientamenti parziali e ci adatteremo in modo flessibile. Oltretutto adesso avremo più fondi grazie agli apporti europei e questo permetterà una più stretta collaborazione con le industrie militari". Non convinto dell'esercito europeo è anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte, secondo il quale non è possibile per l'Europa fare a meno del sostegno statunitense: "Leggo le parole di Rutte come uno sprone: si può fare di più, il legame Usa-Ue resta è indiscutibile", chiude l'ammiraglio.

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