L'esercito israeliano ha avviato nuovi attacchi contro obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano, dopo aver ordinato evacuazioni mirate alla popolazione locale. Intanto, gli Stati Uniti hanno dato il via alla fase 2 del piano Trump per Gaza, che introduce smilitarizzazione, governance tecnocratica e ricostruzione
La tensione in Medio Oriente continua a crescere su più fronti. Mentre l'esercito israeliano ha avviato nuovi attacchi contro obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano, da Washington arriva un segnale politico di peso: ieri è ufficialmente partita la fase 2 del piano statunitense per Gaza, annunciata dall'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff.
L'annuncio
Le operazioni sono state precedute dalla diffusione di avvisi di evacuazione rivolti alla popolazione civile. Il portavoce in lingua araba dell'esercito israeliano ha pubblicato su X una mappa con le zone evidenziate in rosso, accompagnata da un messaggio diretto: quelle aree sarebbero state colpite a breve.
"L'Idf attaccherà infrastrutture militari di Hezbollah, che sta cercando di ricostruire l'attività terroristica nell'area", si leggeva nell'avviso.
La fase due del piano di Trump per Gaza
Sul fronte diplomatico, gli Stati Uniti hanno compiuto un passo significativo. In un post su X, l'inviato speciale Steve Witkoff ha annunciato nelle ultime ore l'avvio della fase 2 del piano in 20 punti elaborato dal presidente Trump per porre fine al conflitto a Gaza. Questa nuova fase prevede il passaggio dal cessate il fuoco alla smilitarizzazione, alla creazione di una governance tecnocratica transitoria e all'avvio della ricostruzione. Witkoff ha aggiunto che gli Stati Uniti si aspettano che Hamas "rispetti pienamente i propri obblighi, incluso l'immediato ritorno dell'ultimo ostaggio deceduto".