Gaza, Witkoff: “Al via fase 2 piano Trump, si passa a smilitarizzazione e governance”

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L’inviato della Casa Bianca ha annunciato l’avvio della fase 2 del piano Usa in 20 punti “per porre fine al conflitto di Gaza, che passa dal cessate il fuoco alla smilitarizzazione, alla governance tecnocratica e alla ricostruzione". Gli Stati Uniti, ha aggiunto, si aspettano che Hamas "rispetti pienamente i propri obblighi, incluso l'immediato ritorno dell'ultimo ostaggio deceduto". La Presidenza palestinese: “Uniti a sostegno del piano Trump e dei suoi organismi”

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L’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff ha annunciato in un post su X che oggi “a nome del presidente Trump” viene avviata la “fase 2 del piano in 20 punti per porre fine al conflitto di Gaza, che passa dal cessate il fuoco alla smilitarizzazione, alla governance tecnocratica e alla ricostruzione".

La fase 2: dalla smilitarizzazione alla governance

 

La fase 2 del piano del presidente americano, ricorda Witkoff, "istituisce un'amministrazione palestinese tecnocratica transitoria a Gaza, il comitato nazionale per l'Amministrazione di Gaza e avvia la completa smilitarizzazione e ricostruzione di Gaza, anzitutto con il disarmo di tutto il personale non autorizzato". "È importante sottolineare che la fase uno ha fornito aiuti umanitari di portata storica, ha mantenuto il cessate il fuoco e ha restituito tutti gli ostaggi ancora in vita e le spoglie di ventisette dei ventotto ostaggi deceduti. Siamo profondamente grati a Egitto, Turchia e Qatar per i loro indispensabili sforzi di mediazione che hanno reso possibili tutti i progressi finora conseguiti”, ha ricordato l'inviato. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, si aspettano che Hamas "rispetti pienamente i propri obblighi, incluso l'immediato ritorno dell'ultimo ostaggio deceduto. In caso contrario, si verificheranno gravi conseguenze".

 

La Presidenza palestinese: “Uniti a sostegno del piano Trump e dei suoi organismi”

 

La Presidenza palestinese, che fa capo all'Anp e ha sede a Ramallah, in Cisgiordania, ha ribadito il proprio sostegno alla formazione del Comitato Palestinese per l’amministrazione di Gaza, avvenuta oggi al Cairo, spiegando che si tratta di una fase di transizione che si inquadra negli sforzi degli Stati Uniti per consolidare il cessate il fuoco e passare alla seconda fase e quindi alla ricostruzione. La presidenza ha tuttavia evidenziato l'importanza "di collegare le istituzioni dell'Autorità Nazionale Palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza e di non creare accordi amministrativi, legali o di sicurezza che possano consolidare duplicazioni, divisioni, separazioni o frammentazioni". La Presidenza ha inoltre fatto sapere di aver mantenuto uno stretto coordinamento con gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner, con i team statunitensi e con Nickolay Mladenov, che dovrebbe ricoprire l'incarico di alto rappresentante del Consiglio di Pace. Nella nota, vengono ringraziati Trump e gli Stati mediatori, Egitto, Qatar e Turchia, per aver creato le condizioni per un superamento della crisi. Viene poi sottolineata l'importanza di "collaborare con gli Stati Uniti e i partner pertinenti per adottare misure decisive in Cisgiordania, parallelamente alla fase di transizione a Gaza. In altre parole: far cessare le aggressioni israeliane e l'espansione dei coloni, sbloccare i fondi palestinesi trattenuti, impedire lo sfollamento e l'annessione e precludere qualsiasi indebolimento dell'Autorità Nazionale Palestinese e della soluzione dei Due Stati”. 

 

L’appello alla società palestinese 

 

La presidenza ha infine “invitato tutte le fazioni palestinesi, le istituzioni nazionali, le organizzazioni della società civile e tutti i segmenti della società palestinese ad assumersi le proprie responsabilità nazionali e storiche e ad agire con spirito di partenariato e con il massimo senso di responsabilità al fine di garantire il successo di questa critica fase di transizione". Il vicepresidente dello Stato di Palestina, Hussein Al-Sheikh ha ribadito il concetto, sottolineando "la ferma posizione palestinese sulla necessità di preservare la continuazione della cessazione della guerra, accelerare l'ingresso di aiuti umanitari e assistenza, riaprire i valichi, avviare la ripresa e la ricostruzione, garantire il ritiro israeliano e salvaguardare l'unità della terra e del popolo”. 

 

Media: “Egitto: individuati 15 componenti del comitato tecnico per Gaza”

 

Fonti egiziane hanno rivelato a Al Hadath che durante i colloqui al Cairo sono state individuate 15 personalità palestinesi che potrebbero far parte del comitato tecnico incaricato, secondo il piano Trump, di gestire gli affari correnti della Striscia. "Le persone coinvolte sono state informate - ha aggiunto la fonte - e l'elenco potrebbe subire dei cambiamenti". Una fonte ufficiale ha confermato la notizia a Al Arabiya. Ad Al Hadath,  Fonti egiziane hanno precisato che la sede del Comitato tecnico palestinese sarà per il momento all'estero e che l'organismo sarà trasferito a Gaza "dopo il ritiro israeliano".

 

Media: “Blair avrà un ruolo nella governance di Gaza”

 

Secondo Politico, che cita alcune fonti, Tony Blair dovrebbe assumere un ruolo nelle decisioni sul futuro di Gaza. L’ex primo ministro britannico sarebbe candidato a un posto in un comitato esecutivo del più ampio Board of Peace, l'organismo che supervisionerà la governance transitoria della Striscia. Blair era stato preso in considerazione come candidato per far parte del Board of Peace, ma è invece in lizza per un posto nel comitato esecutivo, mentre il più ampio impegno del Board of Peace sarà guidato dal diplomatico bulgaro Nikolay Mladenov.

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