Il Minnesota fa causa al governo federale contro l'operazione Ice, in arrivo mille agenti

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La causa denuncia violazioni del Decimo Emendamento, abusi dei diritti civili e un intervento che avrebbe assunto il controllo operativo dell’area, culminato, alla fine dell'anno, con l’uccisione di una donna di 37 anni. Tra i funzionari querelati figurano i vertici di DHS, ICE e Border Protection, mentre lo Stato chiede al tribunale di bloccare immediatamente l’operazione

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Lo Stato del Minnesota e le Twin Cities - Minneapolis e St Paul - hanno intentato una causa contro l'amministrazione del presidente Donald Trump, sostenendo che l'operazione anti-immigrazione dell'Ice nello Stato è "un'invasione federale" e chiedendo un'ordinanza del tribunale che vi ponga fine. La causa presentata dal procuratore generale Keith Ellison, punta a fermare quella che viene definita “un’ondata senza precedenti” di personale del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS), arrivata a superare i duemila agenti tra Ice e Customs and Border Protection.

Minnesota contro Washington

L'intervento federale avrebbe progressivamente assunto il controllo operativo dell'area metropolitana, generando un clima di tensione e portando a gravi episodi, tra cui l'uccisione di una donna di 37 anni durante un'operazione a fine anno. Le autorità statali denunciano numerose segnalazioni di abusi dei diritti civili e sostengono che Washington abbia violato il Decimo Emendamento, interferendo con l'autonomia del Minnesota nella gestione della sicurezza pubblica

Tra i funzionari federali querelati figurano il segretario per la Sicurezza Nazionale Kristi Noem, il direttore ad interim dell'Immigration and Customs Enforcement, Todd Lyons, e il comandante dell'agenzia della Border Protection, Greg Bovino.

In arrivo altri mille agenti

L’azione legale arriva dopo che, a dicembre, il governo federale ha lanciato una vasta operazione anti-immigrazione nelle Twin Cities, ufficialmente mirata a contrastare la presenza di immigrati somali irregolari. Secondo fonti federali citata della Cnn, il dispiegamento dovrebbe ampliarsi ulteriormente con l’arrivo di altri mille agenti della Border protection, che si aggiungerebbero ai circa duemila già presenti nell’area.

La causa chiede al tribunale federale di bloccare immediatamente l’operazione, sostenendo che il governo stia ignorando leggi statali e ordinanze cittadine e stia utilizzando risorse federali per scavalcare l’autorità locale. Sulla stessa linea il sindaco di Minneapolis, Jasob Frey, che ha promesso di continuare a opporsi all’intervento federale finché gli agenti “agiranno al di fuori dei limiti della legge”.

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