Si tratta di un’intesa internazionale di scambio già messa in campo in passato dagli Stati Uniti: è una delle opzioni sul tavolo, sulla quale starebbe puntando il presidente Usa per accaparrarsi l'isola artica. Ecco di cosa si tratta
Donald Trump può davvero “comprare” un’altra nazione sovrana? Tecnicamente sì, basandosi su un accordo di scambio o tramite un cosiddetto “Cofa”, acronimo che sta per Compact of free association. Il trattato di libera associazione sarebbe una delle possibilità al vaglio dei funzionari Usa per chiudere la partita aperta dal presidente Donald Trump che mira ai territori della più grande isola del mondo, la Groenlandia, ricchissima di materie prime e di petrolio nascosti sotto i ghiacci artici in scioglimento.
Il precedente storico
Si tratta, in sostanza, di un'intesa internazionale di scambio che l’amministrazione statunitense ha già sottoscritto in passato con alcune isole del Pacifico. Allora, una quarantina di anni fa, lo fece per contrastare l'influenza di Pechino. Nel dettaglio, Washington strinse accordi con alcune piccole nazioni insulari sovrane: le Isole Marshall, gli Stati Federati di Micronesia e la Repubblica di Palau. Una sorta di “do ut des”, l’accordo di diritto romano usato nell’antichità nei secoli di forte espansione dell’impero.
La firma tra Washington e i partner dell’accordo Cofa avvenne tra il 1982 e il 1983 e fu poi ratificata dagli abitanti degli Stati del Pacifico con dei referendum. Giusto un anno e mezzo fa, nel marzo 2024, il presidente Joe Biden e il Congresso hanno rinnovato quegli stessi accordi Cofa per altri 2 decenni e stanziato 7,1 miliardi di dollari di aiuti economici per sanità, istruzione e infrastrutture. Denari essenziali per le tre nazioni insulari, che si sono così garantite anche un aiuto in caso di catastrofi naturali.
Accordo di dare e avere
In base ai trattati, le cui negoziazioni vennero avviate nel 1980, alle 3 nazioni restano ufficialmente Stati sovrani e avevano garantito un accesso esclusivo agli Usa: i loro cittadini possono cioè tutt’oggi vivere, lavorare e studiare negli Stati Uniti senza visto. Inoltre, possono anche prestare servizio nelle forze armate americane. Allo stesso tempo, alle 3 nazioni viene poi garantito un sostegno sia in termini finanziari sia di difesa, ed è prevista una partnership commerciale esente da dazi. Cosa hanno ottenuto in cambio gli Stati Uniti? Un accesso militare illimitato ed esclusivo a un'area strategica dell'Indo-Pacifico mentre è escluso totalmente che le forze armate di altri Paesi possano operare nelle stesse aree senza il permesso degli stessi Stati Uniti.
La Groenlandia potrebbe accettare?
La differenza, rispetto al precedente storico, è che nonostante il forte interesse Usa la Groenlandia non mostri di avere alcuna necessità economica di scendere a compromessi con Trump. Un anno fa, quando il tema emerse per la prima volta tra lo stupore e lo sconcerto dei Paesi Ue, alla domanda dei sondaggisti di Verian se volessero lasciare la Danimarca per diventare parte degli Stati Uniti l'85% dei groenlandesi rispose un netto 'naagga', cioè no. L’amministrazione Usa ci ha insegnato a non dare nulla per scontato e il fronte di chi si fa tentare potrebbe però allargarsi davanti a laute offerte americane: molto dipenderà dalla posta in gioco che sarà disposto a offrire Trump. Non solo, c’è infine una condizione imprescindibile, che ha ricordato in una audizione al Senato americano lo scorso 12 dicembre da Alex Gray, senior fellow presso l’American Foreign Policy Council: la Groenlandia dovrà anzitutto dichiarare l’indipendenza dalla Danimarca.