Donna uccisa dall’ICE, scontri a Minneapolis. FBI toglie le indagini alle autorità locali
MondoL’amministrazione Trump ha difeso l’operato dell’agenzia, mentre i Dem al Campidoglio chiedono un’indagine su quanto accaduto. La Casa Bianca annuncia più agenti
Non si placa lo scontro negli Stati Uniti a seguito della morte della 37enne Renee Good, uccisa da un agente dell’ICE - l’Immigration and Custom Enforcement, l’agenzia federale che si occupa del contrasto all’immigrazione nel Paese - ieri a Minneapolis nel tardo pomeriggio italiano. Mentre l’amministrazione Trump ha difeso l’operato dell’ICE e i leader Dem al Campidoglio hanno chiesto un’indagine su quanto accaduto, la tensione si concentra adesso sull'inchiesta per accertare le responsabilità: il Minnesota Bureau of Criminal Apprehension - l'agenzia statale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Minnesota che si occupa dei crimini di alto profilo - è stato infatti costretto a ritirarsi dalle indagini dopo che l'FBI ha preso il controllo del caso, come ha reso noto il sovrintendente Drew Evans.
Che cosa è successo a Minneapolis
Si tratta del secondo incidente mortale da quando Donald Trump ha lanciato le retate nelle principali città americane, tutte a guida Dem, inviando la Guardia Nazionale e gli uomini dell'ICE. A settembre un agente aveva ucciso un migrante irregolare a Chicago accusato di aver tentato di resistere al fermo guidando la propria auto contro il poliziotto. Ma le cronache sono piene di episodi controversi, abusi, maltrattamenti da parte dell'ICE. Renee Good, 37 anni, poetessa e madre di tre figli, è l'ultima vittima: come mostrano diversi video, è stata colpita a bruciapelo mentre cercava di allontanarsi dagli agenti che si affollavano attorno al suo Suv, che secondo loro stava bloccando il passaggio in mezzo alla strada. I filmati mostrano un agente ICE mascherato tentare di aprire la portiera dell'auto della donna prima che un altro agente, anche lui mascherato, sparasse tre volte contro la vettura. Il veicolo si è poi schiantato contro auto ferme. Il corpo insanguinato della donna è stato visto accasciato nel Suv incidentato. Un uomo che si è identificato come medico ha tentato di raggiungere la vittima, ma gli agenti gli hanno negato l'accesso mentre la folla gridava contro di loro. Il poliziotto che ha sparato è stato trasportato in ospedale con ferite lievi ed è stato successivamente dimesso.
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La Casa Bianca: “Più agenti a Minneapolis”
L’uccisione di Renee Good ha provocato diverse manifestazioni di protesta negli Stati Uniti, una anche a New York. Oggi a Minneapolis gli agenti federali hanno usato lacrimogeni per disperdere una manifestazione davanti al Bishop Henry Whipple Federal Building nel centro della città. Nel tentativo di spostare alcuni manifestanti dall'altro lato della strada davanti all'edificio federale che ospita varie agenzie tra cui quelle per l'immigrazione, gli agenti hanno fatto ricorso alla sostanza gas-simile. Una nube di fumo ha invaso l'area e, come mostrano video dal luogo, diversi manifestanti si sono messi a tossire e ad ansimare, con evidenti difficoltà respiratorie. Intanto la portavoce della Casa Bianca Katerine Leavitt ha fatto sapere che il Dipartimento per la sicurezza interna continuerà a operare sul territorio in Minnesota e saranno attivati più agenti.
Lo scontro politico
Intanto, non si placa lo scontro politico sul caso. Secondo il vicepresidente JD Vance l’agente dell'ICE che ha ucciso la donna a Minneapolis stava "semplicemente facendo il suo lavoro". Secondo il numero 2 della Casa Bianca quanto accaduto sarebbe una "tragedia di cui i responsabili sono la donna e tutti gli estremisti che insegnano che l'immigrazione è l'unica legge su cui i rivoltosi possono interferire". Mentre Kristi Noem, la ministra dell’Interno, ha parlato di “un atto di terrorismo domestico”. Noem ha detto che non è contraria a mandare altri agenti a Minneapolis, se necessario. Invece il sindaco Dem di Minneapolis Jacob Frey non ha usato mezzi termini per esprimere la sua rabbia contro gli agenti dell'ICE: prima ha intimato loro di "andarsene fuori dalle p...", poi si è scusato sarcasticamente se il suo linguaggio aveva "offeso le loro orecchie da principessa Disney". I suoi commenti hanno suscitato una rapida reazione da parte dei conservatori, che hanno definito lo sfogo provocatorio e inutile. Frey, tuttavia, non si è tirato indietro quando gli è stato chiesto di rispondere alle accuse di alimentare la discordia. "Mi dispiace tanto se ho offeso le loro orecchie da principessa Disney, ma ecco il punto: se parliamo di ciò che è incendiario, da una parte c'è qualcuno che ha detto una parolaccia, dall'altra c'è qualcuno che ha ucciso un'altra persona", ha dichiarato il sindaco alla Cnn, in tono di sfida. "Credo che l'azione più incendiaria sia uccidere qualcuno. Quindi, ancora una volta, cerchiamo di essere realistici, onesti e diretti su ciò che sta succedendo qui. Questo non è accettabile", ha sottolineato.