Donna uccisa da agente Ice a Minneapolis, proteste a New York. Mamdani: “Disumani”

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La vittima, Renee Good, è stata colpita durante un raid anti-migranti degli agenti federali. “Quello che i newyorkesi vogliono è una città che sia sicura. Continueremo a dire che questa città è a fianco dei migranti e rispetta le norme di una città santuario", ha affermato Zhoran Mamdani. I democratici chiedono indagine

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Migliaia di persone, a Chicago, New York, Detroit, San Francisco e in altre città del Paese, oltre naturalmente a Minneapolis, hanno manifestando per le strade dopo che un agente dell'Ice ha sparato e ucciso nella sua auto nella città del Minnesota una donna americana di 37 anni, Renee Nicole Good. Le immagini di un video diventato virale mostrano la vettura della donna che si ferma in mezzo a una strada innevata, sbarrando per un attimo il passaggio a uno dei mezzi dell'Ice, l'agenzia dell'antimmigrazione che in tutti gli Usa sta conducendo raid contro persone sospettate di essere entrate illegalmente negli Stati Uniti, seminando paura e incertezza nelle comunità. Un mezzo dell'Ice riesce a superare il blocco, mentre un altro si ferma. Dal veicolo esce un agente, un altro si avvia verso la macchina nera e prova ad aprire la portiera. La donna al volante accenna una breve retromarcia e poi tenta di allontanarsi, ma di fronte trova un terzo agente che, a distanza di un metro le spara tre volte. Il Suv compie qualche metro prima di schiantarsi su un palo, in mezzo a una nuvola di fumo e neve. 

La manifestazione a Minneapolis

Alla protesta di Minneapolis, rimasta inizialmente pacifica, hanno preso parte in abito talare anche i religiosi della vicina chiesa luterana: "Siamo qui per unirci a un quartiere che soffre e a una città che si sente sotto assedio", ha detto la reverenda Ingrid Rasmussen che aveva aperto la sua chiesa durante le proteste per la morte dell'afro-americano George Floyd. Ore dopo, le proteste si sono accese e gli agenti federali hanno usato lagrimogeni per disperdere una manifestazione davanti al Bishop Henry Whipple Federal Building nel centro di Minneapolis. 

Proteste anche a New York

Alcuni manifestanti hanno cartelli di insulti all'Ice, altri sventolano bandiere messicane o indossano la kefiah. Pochi isolati più a nord, auto e barricate improvvisate hanno bloccato la strada principale. Le proteste si sono poi estese anche alla città di New York, dove circa 400 persone si sono radunate fuori dall'ufficio dell'Ice a Manhattan. Dalla parte dei manifestanti anche il sindaco della Mela che ha definito i raid anti-migranti “disumani”. "Non so quello che il presidente farà ma posso dire quello che ho detto direttamente a Trump, ovvero che questi raid sono crudeli e disumani e non fanno nulla per la sicurezza pubblica. Quello che i newyorkesi vogliono - ha affermato Zhoran Mamdani - è una città che è sicura, dove si sentono sicuri a uscire di casa. Continueremo a dire che questa città è a fianco dei migranti e rispetta le norme di una città santuario".

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Democratici chiedono indagine

Dopo la morte della donna, i leader democratici di Camera e Senato hanno attaccato Donald Trump e hanno chiesto l'apertura di un’indagine. "Questo omicidio deve essere oggetto di un'inchiesta approfondita, nel pieno rispetto della legge", ha detto il leader dei democratici alla Camera Hakeem Jeffries criticando la ministra per la sicurezza nazionale Kristi Noem che "non ha credibilità". La ministra ha infatti giustificato l’azione violenta dell’agente affermando che la donna stava "pedinando" gli agenti impegnati nelle operazioni di controllo dell'immigrazione e che l'agente che ha sparato ha "messo in pratica il proprio addestramento per salvare la propria vita e quella dei suoi colleghi".

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Trump: “Agente ha sparato in autodifesa”

In difesa dell’agente è intervenuto anche il presidente Trump. “Ho visto il video di quanto accaduto a Minneapolis. E' orribile da guardare", ha detto il presidente Usa specificando però che l'agente dell'Ice "ha sparato in autodifesa". Il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ha criticato la sparatoria, definendola l'azione di "un agente che ha usato il proprio potere in modo sconsiderato, con il risultato che una persona è morta, è stata uccisa".

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