Introduzione
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha citato la dottrina Monroe per giustificare l'attacco portato avanti in Venezuela, che il 3 gennaio ha visto la cattura del presidente Nicolás Maduro, trasportato a New York e incriminato con le accuse di cospirazione per narcotraffico e terrorismo, cospirazione per l'importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e ordini esplosivi contro gli Usa.
Trump ha anche annunciato che Washington sarà "fortemente coinvolta nell'industria petrolifera del Venezuela", tra le più grandi riserve petrolifere del pianeta, e che gestirà il Paese fino a quando potremo farlo", in attesa di una transizione "sicura". Il tycoon promette di "riaffermare e far rispettare” la dottrina Monroe “per ripristinare la preminenza americana nell'emisfero occidentale e per proteggere il Paese", come si legge nella sua nuova National Security Strategy all'insegna dell'America First. Ma cosa prevede la citata dottrina?
Quello che devi sapere
Attacco Usa in Venezuela, cos’è la Dottrina Monroe
La dottrina Monroe fu enunciata nel 1823 dal presidente James Monroe (al potere tra il 1817 e il 1825), da cui prende il nome. In sintesi, rivendicava l'influenza statunitense nella regione occidentale e soprattutto americana, quindi anche fuori anche dai confini Usa, parlando dell'America Latina come il proprio “cortile di casa”. Così poi fece anche la successiva "diplomazia delle cannoniere" vista sotto Theodore Roosevelt all'inizio del Novecento. Si tratta di due pilastri storici dell'espansionismo e dell'interventismo Usa in America Latina, che riportano alla mente ricordi di ingerenze passate e che sono fortemente osteggiati dai governi e dalle popolazioni della regione.
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“L’America agli americani”, così nacque la dottrina Monroe
La dottrina Monroe nacque in un contesto storico in cui molte colonie latinoamericane stavano ottenendo l'indipendenza dalle potenze europee. Il principio cardine era sintetizzato nello slogan "l'America agli americani": gli Stati Uniti si arrogavano il diritto di considerare l'intero emisfero occidentale come una propria sfera d'influenza, avvertendo le potenze europee che qualsiasi tentativo di intervento o di ricolonizzazione sarebbe stato considerato un atto ostile.
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Da dottrina difensiva a strumento ideologico
Formalmente presentata come una dottrina difensiva, divenne nel tempo uno strumento ideologico per giustificare l'ingerenza statunitense negli affari interni dei Paesi latinoamericani, oggi in gran parte fortemente legati a Cina e Russia, come è infatti il Venezuela.
Il “corollario Roosevelt” alla dottrina Monroe
Come detto, all'inizio del Novecento, sotto la presidenza di Theodore Roosevelt (1901-1909), l’impostazione della dottrina Monroe fu ulteriormente rafforzata e resa esplicita con il cosiddetto "corollario Roosevelt".
L’intervento Usa in America Latina (e l’opposizione all’Europa)
Secondo la visione di Roosevelt, gli Stati Uniti non solo avevano il diritto di opporsi all'intervento europeo nel continente americano, ma anche il dovere di intervenire direttamente negli Stati dell'America Latina qualora questi fossero ritenuti incapaci di garantire stabilità politica, ordine interno o il rispetto degli interessi economici internazionali.
L’uso della forza e la “diplomazia delle cannoniere”
È proprio in quel contesto che si affermò la cosiddetta "diplomazia delle cannoniere", ovvero l'uso esplicito della forza militare come strumento di pressione politica, con frequenti interventi armati, occupazioni militari e imposizioni di governi favorevoli a Washington.
La dottrina “Donroe”
Donald Trump ha fatto sue queste ideologie, tanto che la dottrina Monroe è ormai stata ribattezzata dottrina Donroe, neologismo coniato da The New York Post sulle linee guida del presidente.
Le operazioni militari in America Latina: Guatemala
Sono molte le operazioni militari condotte dagli Usa in America latina. Tra queste si ricorda quella in Guatemala del 1954, nome in codice “Operazione PBSuccess”, quando Washington organizzò un golpe. Fu un'operazione segreta condotta dalla Cia che depose il presidente Jacobo Árbenz Guzmán, democraticamente eletto nel 1951, e pose fine alla Rivoluzione guatemalteca (1944-1954). Il risultato fu l'instaurazione di una dittatura militare guidata da Carlos Castillo Armas.
Cuba
Nel 1961 ci fu invece la cosiddetta "crisi della Baia dei Porci", quando a Cuba si registrò il fallimento dell'invasione da parte di esuli cubani addestrati dalla Cia per rovesciare il governo di Fidel Castro. Un evento che portò alla successiva crisi dei missili di Cuba nel 1962: l'Urss installò missili nucleari sull'isola, portando il mondo sull'orlo della guerra atomica.
Repubblica Dominicana
Nel 1963 toccò alla Repubblica Dominicana: fu il turno di un altro golpe di stato appoggiato dagli Usa. Questa volta rovesciò il primo presidente democraticamente eletto, Juan Bosch, dopo soli sette mesi di governo. L’operazione fu guidata da militari conservatori, come il generale Elías Wessin y Wessin.
Cile
L'11 settembre del 1973 ci fu il colpo di Stato che rovesciò il governo cileno presieduto da Salvador Allende, eletto nel 1970, che perse la vita sotto le bombe. Un evento fondamentale della storia del Paese e di tutta l'America Latina, diventato il simbolo della Guerra fredda e dell'ingerenza degli Usa nelle questioni interne dei Paesi latinoamericani.
Grenada
Dieci anni dopo, nell'ottobre del 1983, venne battezzata 'Urgent Fury' l'operazione militare Usa che, sotto la guida di Ronald Reagan, portò all'invasione dell'isola di Grenada. L'obiettivo era fermare i rivolgimenti politici che avrebbero potuto portare a un uso futuro dell'isola come base sovietico-cubana. I militari Usa sbarcarono nell'isola e rovesciarono il governo militare di Hudson Austin, da poco salito al potere.
Panama
Il 3 gennaio del 1990, 26 anni fa, gli Usa catturarono il presidente panamense Manuel Noriega, denominato 'Faccia d'ananas' per il suo viso vistosamente butterato. Il presidente americano dell'epoca, George H. W. Bush, aveva ordinato l'invasione del paese nel 1989, costringendo Noriega a cercare riparo nell'ambasciata del Vaticano.
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