La giustizia statunitense ha incriminato il presidente e i vertici del regime venezuelano, inclusa la moglie Cilia Flores, per narco-terrorismo e traffico di cocaina. Le accuse, depositate a New York dalla procuratrice Pam Bondi, risalgono al 1999 e coinvolgono collaborazioni con Farc, Eln, cartelli messicani e Tren de Aragua. Tra gli imputati anche il figlio di Maduro
La giustizia federale degli Stati Uniti ha formalizzato una serie di accuse per narco-terrorismo, traffico internazionale di cocaina e uso di armi da guerra contro il presidente venezuelano Nicolás Maduro e altri esponenti di vertice del regime. È quanto emerge dal documento dell'accusa depositato presso la Corte del Distretto meridionale di New York, pubblicato dalla Procuratrice generale americana, Pam Bondi.
Secondo l'atto d'accusa, a partire dal 1999 gli imputati avrebbero partecipato a una cospirazione di lungo periodo per facilitare l'importazione di tonnellate di cocaina negli Stati Uniti, collaborando con organizzazioni criminali e gruppi armati designati come terroristici, tra cui Farc, Eln, cartelli messicani e il gruppo Tren de Aragua (RAID USA IN VENEZUELA, SEGUI LE NOTIZIE IN DIRETTA).
Oltre a Maduro e moglie, altri quattro imputati
Nel procedimento risultano imputati, oltre a Maduro: Diosdado Cabello, ministro dell'Interno; Ramón Rodríguez Chacín, ex ministro ed ex governatore; Cilia Flores, moglie del presidente; Nicolás Ernesto Maduro Guerra, figlio del capo dello Stato, noto come "Nicolasito"; Héctor Rusthenford Guerrero Flores, alias "Nino Guerrero", indicato come leader del gruppo criminale Tren de Aragua.
Le accuse comprendono cospirazione per narco-terrorismo, cospirazione per l'importazione e la distribuzione di cocaina, produzione e traffico di stupefacenti destinati al mercato statunitense e uso e possesso di mitragliatrici e ordigni esplosivi in relazione alle attività di narcotraffico.L'incriminazione prevede inoltre la confisca dei beni ritenuti collegati ai reati contestati.