Tajani ha precisato che “non ci sono italiani coinvolti o feriti” nell’episodio avvenuto in "acque territoriali tunisine", "quindi non possiamo fare nulla”. Ha poi definito la Flotilla “un’operazione a rischio” e ha aggiunto che “non possiamo fare nulla se non garantire, se e quando arriveranno in territorio israeliano, tutto il sostegno consolare agli italiani”
Sull’attacco con drone che nella notte tra lunedì e martedì ha colpito una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, denunciato dagli organizzatori, è intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Si attendono gli esiti di "un'indagine da parte dei tunisini, non sappiamo quel che realmente è successo”, ha detto il vicepremier a margine di una riunione sulla manovra. Si tratta di un episodio avvenuto in "acque territoriali tunisine" ad una "nave battente bandiera portoghese", peraltro "non ci sono italiani coinvolti, feriti, quindi non possiamo fare nulla”, ha aggiunto. "Aspettiamo" di vedere "cosa succede, la nostra ambasciata a Tunisi è allertata per la presenza di cittadini italiani là, di più non possiamo fare. Non tocca all'Italia fare indagini”.
Tajani: “Operazione Flotilla a rischio, chiamerò Sa'ar”
Alla domanda se fosse preoccupato per gli italiani presenti sulla Flotilla, Tajani ha risposto che si tratta di “un’operazione a rischio”. “Non possiamo fare nulla se non garantire, se e quando arriveranno in territorio israeliano, tutto il sostegno consolare agli italiani" che dovessero "avere problemi”, ha riferito. "In caso di provvedimenti restrittivi, ho dato disposizione all'ambasciata di dare di dare il massimo sostegno ai nostri concittadini e in particolare ai parlamentari. Nei prossimi giorni chiamerò il ministro Sa'ar per chiedere ad Israele di rispettare il mandato parlamentare", ha aggiunto, ribadendo che la maniera migliore per far arrivare gli aiuti a Gaza è seguire i canali ordinari ed istituzionali e definendo quella della Flotilla "una libera scelta che però presenta dei rischi".