Guerra Israele-Hamas. Altri raid su Gaza, Qatar: colloqui per tregua non sono interrotti

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Il portavoce del ministero degli Esteri ha respinto le affermazioni israeliane secondo cui la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiede un cessate il fuoco avrebbe avuto "un impatto immediato" sui colloqui. La risoluzione chiede il “cessate il fuoco” a Gaza per il Ramadan e la liberazione “immediata e incondizionata” degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas. Raid israeliano contro campo profughi di Jabalia: morti e feriti. Bombe anche contro Hezbollah in Libano orientale

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Cnn, 'Gaza, almeno 12 annegati per recuperare aiuti finiti in mare'

Almeno 12 abitanti di Gaza sono morti annegati nel tentativo di recuperare aiuti alimentari paracadutati dal cielo che sono finiti in mare, a largo della spiaggia di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza. Lo scrive la Cnn citando un testimone e alcune immagini ottenute dall'emittente. 

Il testimone, identificato come Abu Mohammad, ha raccontato che gli aiuti sono caduti a circa un chilometro dalla costa e "molti uomini che non sapevano nuotare sono annegati" mentre cercavano di ripescarli. Le immagini viste dalla Cnn mostrano centinaia di palestinesi che si precipitano verso il luogo dove venivano paracadutati gli aiuti, con alcuni che si buttano in mare. In immagini successive si vedono diversi corpi sulla spiaggia, con alcuni che cercano di rianimarli. 

Al momento non è chiaro quali sia il paese coinvolto in questo lancio aereo. Aiuti da cielo sono stati lanciati da Egitto, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Singapore e una missione congiunta Giordania-Emirati Arabi Uniti.

Hezbollah, lanciati 50 razzi contro base Israele nel Golan

Hezbollah rivendica di aver lanciato una raffica di 50 razzi contro una base delle Forze di difesa israeliane (Idf) nelle Alture del Golan. Si tratta di una risposta, hanno affermato i miliziani libanesi, a un attacco aereo israeliano vicino a Baalbek, nel nord-est del Libano, stamattina.

Mezzaluna Rossa, 'ospedale al-Amal ha smesso di operare'

La Mezzaluna Rossa ha fatto sapere che l'ospedale al-Amal di Khan Yunis, nel sud della Striscia, ha "smesso di operare" dopo che l'Idf ha "evacuato la struttura e bloccato gli ingressi". L'organizzazione palestinese su X ha espresso " disappunto per il fatto che l'ospedale sia stato messo fuori servizio dopo che la comunità internazionale non è riuscita a fornire la protezione necessaria al proprio personale, ai pazienti e agli sfollati". L'esercito israeliano ha più volte spiegato di aver cominciato ad operare nella struttura "sulla base di informazioni precise di intelligence" che indicano la presenza di "terroristi sul posto". 

Relatrice Onu, 'a Gaza un genocidio, basta armi a Israele'

La relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, Francesca Albanese, ha affermato oggi al Consiglio Onu Diritti umani a Ginevra che "ci sono fondati motivi" per ritenere che sia "stata raggiunta la soglia che indica la commissione del crimine di genocidio contro i palestinesi come gruppo a Gaza". Alla luce della risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza di ieri, "imploro gli Stati membri di rispettare i loro obblighi, che iniziano con l'imposizione di un embargo sulle armi e di sanzioni a Israele", ha aggiunto la relatrice indipendente presentando il suo ultimo rapporto sulla situazione nei Territori palestinesi occupati. "Dopo quasi sei mesi di implacabili e senza precedenti attacchi israeliani a Gaza, è mio solenne dovere riferire il peggio di ciò di cui l'umanità è capace e presentare le mie scoperte: 'L'anatomia di un genocidio'", ha esordito Albanese citando il titolo del suo rapporto e ricordando che dal 7 ottobre Israele ha ucciso oltre 32.333 palestinesi, tra cui più di 13.000 bambini. "Il numero straziante di morti, il danno irreparabile arrecato a coloro che sopravvivono, la distruzione sistematica di ogni aspetto necessario al sostentamento della vita a Gaza - dagli ospedali alle scuole, dalle case ai terreni coltivabili - e il danno particolare subito da centinaia di migliaia di bambini, donne incinte e giovani madri, questo può essere interpretato solo come prova prima facie dell'intenzione di distruggere sistematicamente i palestinesi come gruppo", afferma Albanese nel rapporto. Nel suo intervento, la relatrice ha poi affermato che una delle principali scoperte del suo lavoro riguarda come Israele "abbia intenzionalmente distorto" le regole fondamentali del diritto internazionale umanitario. Se la popolazione civile di Gaza è caratterizzata da Israele come "scudi umani" o "complici del terrorismo", può essere attaccata, uccisa, distrutta, ha detto la relatrice parlando di "una guerra di annientamento". "E' mia responsabilità" ricordare che la Convenzione sul genocidio prevede una norma per prevenire la commissione del genocidio, una realtà che la Corte Internazionale di Giustizia ha riconosciuto come plausibile esattamente due mesi fa". "Il momento per gli Stati di agire era allora e, poiché non lo hanno fatto, quel momento è adesso", ha detto la relatrice indipendente. La delegazione di Israele non era presente in sala. 

Media, 'Idf dietro raid contro agenti legati all'Iran nella Siria orientale'

L’aeronautica israeliana è responsabile degli attacchi aerei notturni nella Siria orientale, che secondo quanto riferito hanno ucciso diversi agenti legati all’Iran. Lo ha appreso il Times of Israel, citando fonti della difesa israeliana, secondo cui i raid nell'area di Deir Ezzor e al-Bukamal hanno preso di mira risorse appartenenti all'Unità 4000 iraniana, alla Divisione per le operazioni speciali dell'Organizzazione di intelligence del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche e all'unità per le operazioni speciali della Forza Quds dell'Irgc in Siria, nota come Unità 18840.

Ieri lo Shin Bet ha annunciato di aver sventato i tentativi di queste due unità iraniane di contrabbandare armi ai terroristi palestinesi della Cisgiordania. Gli attacchi notturni, dicono fonti della difesa, sono stati una risposta ai tentativi di contrabbando di beni iraniani.

Israele è a conoscenza del fatto che diversi agenti iraniani o legati all’Iran sono stati uccisi negli attacchi. L’Osservatorio siriano per i diritti umani con sede nel Regno Unito sostiene che nove persone sono state uccise negli attacchi.

Tajani, Israele non attacchi Rafah e accetti il cessate il fuoco

"Credo che Israele non debba fare l'attacco a Rafah, debba accettare il cessate il fuoco, ottenere il rilascio dei suoi ostaggi e permettere di far arrivare ai civili palestinesi gli aiuti alimentari. Credo che debba fare una scelta, non può rimanere isolato, continuare a insistere per un attacco a Rafah rappresenta un grave errore anche per la salvezza degli ostaggi". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a Tagadà su La7. 

L'Idf conferma attacco ai siti di Hezbollah nel profondo Libano

L'Idf ha confermato di aver preso di mira i siti di Hezbollah nel profondo Libano, vicino alla città nordorientale di Zboud, in risposta al lancio di missili effettuato dal gruppo terroristico contro la base di controllo del traffico aereo di Mount Meron questa mattina.

L'esercito israeliano ha riferito che l'attacco ha preso di mira “un complesso militare utilizzato dall'unità aerea di Hezbollah” vicino a Zboud nel distretto di Baalbek, a più di 110 chilometri dal confine israeliano.

Il complesso comprendeva diversi edifici e una piattaforma di atterraggio per droni, secondo l'Idf, che aggiunge di aver colpito un edificio e altre infrastrutture utilizzate da Hezbollah ad Ayta ash-Shab e Kafr Kila, e un posto di osservazione a Maroun al-Ras.

Idf

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Mezzaluna Rossa: "L'ospedale al-Amal ha smesso di funzionare"

Ha smesso completamente di funzionare l'ospedale al-Amal a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, da giorni assediato dalle forze di difesa israeliane (Idf). Lo scrive in un tweet la Mezzaluna Rossa palestinese, sottolineando che gli israeliani hanno costretto il personale dell'ospedale e i feriti a evacuare la struttura. ''La Mezzaluna Rossa esprime il suo disappunto per il fatto che l'ospedale al-Amal sia stato messo fuori servizio dopo che la comunità internazionale non è riuscita a fornire la protezione necessaria al proprio personale, ai pazienti e agli sfollati'', si legge su 'X'.

''L'ospedale è stato assediato per più di 40 giorni e bombardato più volte prima che le forze di occupazione riprendessero nuovamente l'assedio e costringessero tutti i presenti ad andarsene, lasciando l'ospedale distrutto'', prosegue la Mezzaluna Rossa ricordando che ''la stessa sorte è toccata all'ospedale al-Quds a Gaza City, che è stato messo fuori servizio diversi mesi fa''.

Soddisfazione del Brasile per la risoluzione Onu su Gaza

Il governo brasiliano ha "accolto con soddisfazione" la notizia dell'approvazione di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sul conflitto israelo-palestinese che impone un cessate il fuoco immediato a Gaza. "Il Brasile ricorda l'attuazione obbligatoria delle decisioni emesse dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu e spera che il cessate il fuoco venga attuato immediatamente", si legge in una nota del ministero degli Esteri. Brasilia "ribadisce inoltre l'urgenza di garantire l'effettivo ingresso di un flusso esteso e regolare di aiuti umanitari a Gaza, nonché il rilascio di tutti gli ostaggi", conclude. 

Onu: "La sofferenza a Gaza deve finire, serve la tregua adesso"

"Abbiamo bisogno di un cessate il fuoco e del rilascio di tutti gli ostaggi adesso. La sofferenza deve finire". Lo ha detto il coordinatore speciale dell'Onu per il processo di pace in Medio Oriente, Tor Wennesland, in Consiglio di Sicurezza. "Il devastante conflitto a Gaza continua insieme alla violenza quotidiana nella Cisgiordania occupata. Nella Striscia, l'impatto umanitario delle ostilità è stato catastrofico e peggiora ogni giorno, mentre le demolizioni e i sequestri di strutture di proprietà palestinese sono continuati in tutta la Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est". 

Onu

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Fatah al Cairo: "Fermare la violenza a Gaza e in Cisgiordania"

La situazione umanitaria e della sicurezza nei territori palestinesi occupati della Striscia di Gaza e della Cisgiordania, le misure necessarie per fermare la guerra nella Striscia di Gaza e la crescente violenza dei coloni contro il popolo palestinese e le sue proprietà in Cisgiordania, sono stati al centro dei colloqui di oggi tra il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry e una delegazione del movimento palestinese Fatah guidata dal suo vicepresidente Mahmoud Al-Aloul, presenti anche esponenti dell'Anp. Lo ha riferito il portavoce del ministro egiziano. Shoukry ha ribadito il "fermo impegno dell'Egitto verso la causa palestinese" e il rigetto "della continua espansione da parte israeliana delle pratiche di insediamento illegale", citando "l'ultima approvazione della confisca di circa 8.000 migliaia di proprietà nella regione di Agwar, nella Cisgiordania occupata". Confermato anche il "rifiuto incondizionato dei tentativi e dei piani di evacuazione forzata dei palestinesi". L'Egitto sottolinea che continua la comunicazione tra le parti e con la comunità internazionale per "risolvere questa crisi alle sue radici", con il riconoscimento di uno Stato palestinese e con la sua "piena adesione all'Onu". Si è parlato anche degli aiuti umanitari che il ministro ha chiesto di tutelare "dalle violazioni israeliane", condannando "le pratiche di punizione collettiva contro i palestinesi con bersagli indiscriminati, assedio, fame e distruzione completa delle infrastrutture", sottolineando la "necessità di un'immediata attuazione della risoluzione 2728 del Consiglio di Sicurezza e uno stop permanente agli attacchi". 

Almeno 2 morti in raid di Israele nel sud del Libano

Almeno due persone sono morte in seguito a un raid aereo israeliano che ha colpito una casa nel sud del Libano. Lo afferma l'agenzia di stampa libanese Nna spiegando che il raid è avvenuto contro la città di confine di Mais al-Jabal. In precedenza le forze di difesa israeliane hanno annunciato che missili anticarro sono stati lanciati dal Libano contro la base militare di controllo del traffico aereo di Mount Meron.

Tensioni all'Onu, per gli Usa risoluzione su Gaza non vincolante

Il braccio di ferro al Consiglio di Sicurezza Onu continua. Dopo l'adozione della risoluzione che chiede un "cessate il fuoco immediato per il Ramadan che porti ad un cessate il fuoco duraturo e sostenibile" a Gaza, passata con 14 voti a favore e l'astensione degli Usa, Washington mette in dubbio il valore vincolante del documento. Sia l'ambasciatrice americana all'Onu Linda Thomas-Greenfield che il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby hanno sottolineato che si tratta di una risoluzione "non vincolante", affermazione contestata da diversi Paesi membri. Le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, infatti, sono vincolanti ai sensi del diritto internazionale, ed e' proprio questa la differenza dai documenti adottati dall'Assemblea Generale, che invece hanno valore simbolico ma sono 'non binding' (non vincolanti, appunto). Secondo gli esperti legali, questo potrebbe voler dire che se Israele non rispetta la richiesta di interrompere le operazioni militari, gli Usa non permetteranno ai membri del Cds di imporre sanzioni allo Stato ebraico. I membri con diritto di veto infatti (compresi gli Stati Uniti) possono opporsi a qualsiasi misura di applicazione. "Penso che sia abbastanza chiaro che se Israele non rispetta la risoluzione, l'amministrazione di Joe Biden non permetterà ai membri del Consiglio di Sicurezza di imporre sanzioni", ha commentato Richard Gowan, esperto delle Nazioni Unite presso l'International Crisis Group. D'altronde, Israele ha violato numerose risoluzioni dell'organo Onu, tra cui una del 2016 che chiede di interrompere la costruzione di insediamenti in Cisgiordania. 

Gaza, appello degli ospedali assediati all'Onu: "Salvateci la vita"

"Le équipe mediche e i pazienti degli ospedali assediati di Gaza rinnovano il loro appello alle agenzie delle Nazioni Unite e alla comunità internazionale ad un intervento urgente per salvare le loro vite": lo afferma il ministero della Salute palestinese, secondo l'emittente statale egiziana Al Qahera. Nei giorni scorsi almeno 6 ospedali della Striscia hanno smesso di funzionare per mancanza di materiale medico e carburante. Oggi, l'Oms ha dichiarato che una sua richiesta di accesso all'ospedale Al Amal di Gaza è stata respinta dalle autorità israeliane. 

Hamas, 'dopo il voto all'Onu Israele è sempre più isolato'

"Nonostante la risoluzione (dell'Onu che chiede il cessate il fuoco a Gaza) sia arrivata tardi e ci potrebbero essere delle lacune da colmare, la risoluzione stessa indica che l'occupazione di Israele sta subendo un isolamento politico senza precedenti". Lo ha affermato il capo dell'ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, durante una conferenza stampa a Teheran, come riporta Iran International, canale televisivo vicino ai dissidenti iraniani all'estero. 

Gallant a Blinken, 'senza ritorno ostaggi guerra continua'

"Ho sottolineato a Blinken che Israele non cesserà di operare a Gaza fino al ritorno degli ostaggi. Solo una vittoria decisiva porterà alla fine della guerra". Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant al termine dell'incontro con il segretario di stato Usa con il quale ha discusso "gli sviluppi della guerra contro Hamas e le operazioni militari necessarie per distruggere l'autorità militare e di governo di Hamas nella Striscia". 

Herzog: "Sinwar è fattore determinante per liberare ostaggi"

Il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, è il fattore determinante per ottenere il rilascio degli ostaggi ancora bloccati nell'enclave palestinese. Lo ha dichiarato il presidente israeliano, Isaac Herzog, nel corso di un evento a Gerusalemme, secondo quanto riporta il Times of Israel.
"Alla fine non c'è scelta, dobbiamo continuare a combattere, dobbiamo avere Sinwar vivo o morto se vogliamo riportare gli ostaggi a casa", ha affermato Herzog, mentre il Qatar ha assicurato che i negoziati a Doha sono ancora in corso.
"Questa è la realtà e il mondo dovrebbe prenderne atto: tutto inizia e finisce con Sinwar", ha aggiunto il presidente. "È lui che ha deciso il massacro del 7 ottobre, è lui che ha voluto spargere il sangue di innocenti, è lui che lavora per infiammare tutta la regione, per distruggere il Ramadan, per farci combattere gli uni contro gli altri".

Qatar: i colloqui per la tregua a Gaza sono ancora in corso

Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar Majed al-Ansari ha riferito ai giornalisti che i negoziati per una tregua a Gaza sono ancora in corso, ma non ha fornito ulteriori dettagli. Lo riporta il Times of Israel. Ansari ha respinto le affermazioni israeliane secondo cui la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiede un cessate il fuoco avrebbe avuto "un impatto immediato" sui colloqui.

Hamas: sale a 18 numero dei morti nel recupero di aiuti a Gaza

Il governo di Hamas ha annunciato che 18 persone sono morte, tra cui 12 annegate in mare, mentre cercavano di recuperare gli aiuti alimentari paracadutati nella Striscia di Gaza. Oltre ai dodici annegati lunedì, sei persone sono morte in incidenti legati all'arrivo degli aiuti con il paracadute, secondo l'ufficio stampa del governo del movimento islamista palestinese Hamas.

Hamas chiede la fine dei lanci di aiuti dagli aerei

Le autorità di Hamas nella Striscia di Gaza hanno chiesto la fine dei lanci di aiuti dagli aerei e l'apertura degli accessi terrestri per i convogli umanitari.

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