
Premio Nobel per la Pace 2022, anche Zelensky e Greta Thunberg tra i candidati
Secondo gli esperti, tra gli indiziati alla vittoria del prestigioso riconoscimento che sarà assegnato il 7 ottobre ci sono anche il presidente ucraino e la celebre attivista insieme ad altre personalità legate alla guerra e alla lotta contro il cambiamento climatico. Dall'oppositore russo Navalny all’ambientalista Elsaim fino all'Oms, ecco tutti i nomi

Ad aprire la sfilza annuale dei Nobel è stato il premio alla Medicina, finito nelle mani del ricercatore svedese Svante Paabo. Ma, come ogni anno, la massima attenzione attorno al prestigioso riconoscimento si concentra su quello per la Pace, il cui titolare per il 2022 sarà annunciato venerdì 7 ottobre
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Secondo alcuni esperti del premio più prestigioso al mondo, due sono le tematiche su cui si concentrerà l'autorevole Accademia di Svezia: la guerra in Ucraina, che si sta svolgendo a due passi da Stoccolma e nei confronti della quale la commissione potrebbe voler esprimere una chiara condanna, e la lotta al cambiamento climatico, l’altra grande minaccia al futuro dell’umanità. Da qui la convinzione che tra i favoriti ci siano soprattutto personalità legate a questi due ambienti: ecco la lista dei possibili vincitori

Al primo posto c’è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: è lui che sta dal 23 febbraio sta guidando la resistenza con l’appoggio della comunità internazionale. Il suo nome è stato proposto da un gruppo di politici europei, che in una lettera hanno detto: “È arrivato il momento di mostrare agli ucraini che il mondo è dalla loro parte”. Non manca però chi contesta la candidatura, sottolineando i toni aggressivi di Zelensky e la sua volontà non scendere a negoziati con la Russia. “Abbandonate Putin o sarete uccisi uno ad uno”, ha dichiarato di recente il leader
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In pole ci sono anche i massimi oppositori del presidente russo Vladimir Putin. In primis Alexey Navalny, arrestato per motivi politici a febbraio del 2021 dopo essere sopravvissuto a un tentativo di avvelenamento grazie alle cure ricevute in Germania. Di recente, in collegamento video dal carcere, ha detto che la guerra in Ucraina è "ingiusta e criminale" poiché "persone innocenti moriranno in trincea" e la mobilitazione è "ugualmente criminale" e "anche molto stupida"
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Oltre a Navalny, tra i papabili c’è anche l’oppositrice bielorussa in esilio, Svetlana Tikhanovskaya, soprannominata in Francia la “De Gaulle bielorussa”. La donna è diventata leader dell’opposizione dopo che il marito Sergei Tikhanovsky è stato condannato a 18 anni di reclusione per essersi candidato alle elezioni presidenziali contro Alexander Lukashenko, considerato un dittatore de facto e stretto alleato di Putin. Anche Tikhanovskaya ha di recente condannato la guerra in Ucraina dicendo che i responsabili sono proprio i due leader

In tema di ambiente, il nome più accreditato resta quello di Greta Thunberg. La giovane attivista è in prima linea nella lotta al cambiamento climatico dal 2018, quando cominciò a manifestare ogni venerdì davanti al parlamento di Stoccolma, dando il via al movimento planetario chiamato Fridays for Future. Dopo elezioni che hanno visto il boom dell’estrema destra in Svezia, la 19enne ha twittato invitando a "resistere, difendere l'antifascismo, l'antirazzismo e la giustizia climatica” e ha denunciando che "i gruppi emarginati diventano capri espiatori"
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Tra i nomi citati da media di diversi Paesi tornano anche quelli di una ‘collega’ di Greta, Nisreen Elsaim, attivista e negoziatore climatico giovanile sudanese. È membro del gruppo consultivo giovanile delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici dopo una nomina da parte della Pan African Climate Justice Alliance oltre ad essere presidentessa del Sudan Youth for Climate Change

Un altro potenziale Nobel per la Pace potrebbe essere Chibeze Ezekiel: 43enne ghanese, nel 2020 ha vinto il massimo premio per gli ecologisti, il Goldman, grazie al suo impegno nel promuovere il buon governo in questo settore e alla sua leadership in materia di cambiamenti climatici in Africa e nel mondo

Viene anche evocato il celebre e blasonato naturalista e divulgatore scientifico britannico, David Attenborough, 96 anni, così come il ministro degli Esteri di Tuvalu Simon Kofe, in qualità di 'portavoce' delle nazioni insulari a rischio scomparsa per l’innalzamento del livello del mare, oltre al gruppo Fridays for Future

Non solo persone fisiche. In lizza c’è infatti anche Transparency International, l’ong anticorruzione con sede centrale a Berlino. Altri potenziali vincitori di questa categoria sono ancora una volta organizzazioni internazionali quali l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), il Fondo Onu per l’infanzia, l’Unicef, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) o l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)
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