Salman Rushdie staccato dal respiratore, riesce a parlare: è "sulla via della guarigione"

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L’agente dello scrittore ha spiegato che "le ferite sono gravi, ma le sue condizioni sono avviate sulla strada giusta", anche se "sarà un processo lungo". Rushdie è stato accoltellato il 12 agosto prima di un intervento in un convegno nello Stato di New York. La procura - che non ha fissato cauzione - ritiene che l'attentato sia stato un atto "mirato e premeditato”. L’aggressore, Hadi Matar, era arrivato un giorno prima dell'evento e si era presentato con un documento falso. Minacce online anche per JK Rowling

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Salman Rushdie è stato staccato dal respiratore ed è ora di nuovo in grado di parlare. La notizia, data dalla Bbc, è stata confermata dall’agente dello scrittore, Andrew Wylie, il quale ieri aveva parlato di danni al fegato, ai nervi di un braccio e soprattutto del rischio che lo scrittore potesse perdere un occhio. Anche il figlio di Salman Rushdie ha dichiarato che la famiglia è "estremamente sollevata" per il fatto che lo scrittore sia ora in grado di respirare autonomamente e ha aggiunto che "il senso dell'umorismo provocatorio" di suo padre "rimane intatto". L’agente, in un comunicato al Washington Post, ha poi spiegato che Rushdie è "sulla via della guarigione". "Le ferite sono gravi, ma le sue condizioni sono avviate sulla strada giusta", ha detto. La guarigione, ha aggiunto, "sarà un processo lungo". Lo scrittore, 75 anni, è stato accoltellato il 12 agosto durante un suo intervento in un convegno nello Stato di New York.

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Secondo quanto emerso, Rushdie è stato accoltellato tre volte al collo e quattro all’addome. Lo scrittore è ricoverato nell'ospedale di Erie, in Pennsylvania. Secondo quanto ha riferito il procuratore distrettuale Jason Schmidt, Rushdie è stato accolellato tre volte sul lato destro della parte anteriore del collo, quattro allo stomaco, una all'occhio destro, una al petto e una sulla coscia destra. Si è trattato quindi di dieci coltellate in tutto.

Procura: l'attacco è stato premeditato

L'attacco contro Salman Rushdie è stato "mirato e premeditato”, ha detto il procuratore distrettuale della contea, Jason Schmidt. L’aggressore era arrivato un giorno prima dell'evento al quale doveva intervenire lo scrittore al Chautauqua Institution e si era presentato con un documento d'identità falso. Gli inquirenti ritengono che l'attacco sia stato "mirato e premeditato". Il procuratore non lo ha precisato ma è probabile che il documento falso sia la patente che è stata trovata addosso a Hadi Matar intestata a un 'martire' degli Hezbollah. L'avvocato d'ufficio dell'aggressore, Nathaniel Barone, si è lamentato con il procuratore che il cliente è stato lasciato ammanettato in una stazione di polizia per troppo tempo, prima di essere portato davanti a un giudice. "Ha diritto alla presunzione di innocenza", ha detto il legale secondo quanto riportato dall'Associated Press.

Arresto senza cauzione

Il giudice, intanto, ha stabilito per Matar l'arresto senza cauzione. Il procuratore distrettuale ha lasciato intendere che il motivo per cui non è stata fissata una cifra è la fatwa dell'Iran. "Anche se questo tribunale dovesse stabilire una cauzione da un milione di dollari, corriamo il rischio che possa essere pagata", ha detto Jason Schmidt. "Non importa quale sia la disponibilità economica" di Hadi Matar, ha aggiunto, "dietro l'operazione che è stata portata ci sono gruppi e organizzazioni più grandi, ben oltre i confini giurisdizionali della contea di Chautauqua".

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Anche se non è trapelata nessuna informazione ufficiale sul movente dell'attacco, l'aggressore - un 24enne nato in New Jersey da genitori libanesi - sembra essere vicino all'estremismo sciita e ai pasdaran iraniani. Stando alla ricostruzione della polizia, sono state le persone presenti nella sala del Chautauqua Institution, dove Rushdie stava per prendere la parola, a bloccare Hadi Matar prima dell'arrivo degli agenti. Questa circostanza ha scatenato le critiche contro gli organizzatori per la mancanza di sicurezza a un evento al quale partecipava un uomo che rischia la vita dal 1989. Molti dei presenti hanno denunciato come all'ingresso non ci fossero metal detector o controlli delle borse tanto che un uomo in possesso di un coltello è riuscito a entrare e sedersi tra il pubblico come un normale spettatore. Matar è stato rinchiuso nel carcere locale ed è accusato di tentato omicidio di secondo grado. Comparso brevemente in tribunale, ammanettato e con la tuta a strisce bianca e nera dei detenuti, si è dichiarato non colpevole. Ancora nulla, invece, sul movente ma comincia a farsi largo la pista dell'estremismo islamico. 

Minacce anche per JK Rowling

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Intanto la polizia scozzese ha dichiarato che sta indagando su una segnalazione di una "minaccia online" nei confronti della scrittrice JK Rowling arrivata dopo aver un tweet in cui esprimeva la sua condanna per l'accoltellamento di Salman Rushdie. La creatrice di Harry Potter ha detto che si sentiva "molto male" dopo aver sentito la notizia e sperava che lo scrittore "stesse bene”. In risposta, un utente ha detto "non preoccuparti, sei la prossima”. Dopo aver condiviso gli screenshot del tweet minaccioso, Rowling ha dichiarato che la polizia è informata di queste minacce. Un portavoce della polizia scozzese ha dichiarato: "Abbiamo ricevuto una segnalazione di una minaccia online e gli agenti stanno conducendo indagini".

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