Ucraina, scambio di prigionieri con Mosca. Usa: “Possibile che Putin usi armi nucleari”

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Ansa/Ipa

Gli 007 di Kiev: “Liberati 144 soldati fra cui 95 combattenti dell’acciaieria Azovstal”. Secondo l’Intelligence nazionale Usa Mosca ci metterà anni a ricostruire le sue forze e "in questo lasso di tempo è possibile che le forze russe facciano affidamento su altri mezzi come i cyberattacchi, i ricatti energetici o le armi nucleari”. Putin: “Tutto sta andando secondo i piani. L’obiettivo finale è la liberazione del Donbass”

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La guerra in Ucraina potrebbe durare ancora a lungo, e non è escluso che la Russia possa decidere di usare armi nucleari. A dirlo è la direttrice dell'Intelligence nazionale Usa, Avril Haines, secondo cui al momento le forze militari russe sono state talmente indebolite dai combattimenti che sono in grado solo di avanzare lentamente. Intanto ieri, hanno fatto sapere gli 007 ucraini, sono stati liberati 144 soldati nel "maggiore" scambio di prigionieri con Mosca avvenuto fino a oggi: fra questi 95 sono combattenti dell'acciaieria Azovstal di Mariupol (GUERRA IN UCRAINA: LO SPECIALE - GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA)

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Secondo l’Intelligence nazionale Usa, l’indebolimento delle forze di Mosca potrebbe significare che la guerra durerà ancora "per un periodo esteso", perché il presidente russo Vladimir Putin non rinuncia all’obiettivo di conquistare gran parte del territorio ucraino. "Percepiamo una frattura fra gli obiettivi militari a breve termine di Putin in questa regione e le sue capacità militari. Una mancata corrispondenza fra le sue ambizioni e quello che i militari sono in grado di ottenere", ha detto Haines in un intervento a una conferenza organizzata dal dipartimento del Commercio. Per l'intelligence americana, dopo quattro mesi di conflitto, Mosca ci metterà anni a ricostruire le sue forze. E "in questo lasso di tempo è possibile che le forze di Vladimir Putin facciano affidamento su altri mezzi come i cyberattacchi, i ricatti energetici o le armi nucleari per cercare di gestire e proiettare potere e influenza a livello globale". Haines ha affermato che a questo punto del conflitto le agenzie di intelligence Usa vedono tre possibili scenari: il più probabile è quello in cui il conflitto si protrae e le forze russe continuino a compiere piccoli progressi senza sfondare. Il secondo che le forze di Mosca riescano a prevalere, il terzo che l'Ucraina stabilizzi le linee del fronte ottenendo piccoli guadagni. La priorità di Putin adesso, ha spiegato ancora la numero uno dell'intelligence americana, è "progredire nel Donbass e sconfiggere le forze ucraine, un'operazione che secondo Mosca porterà al crollo della resistenza interna".

Putin: “Tutto sta andando secondo i piani”

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Affermazioni, quelle di Haines, che non combaciano con l’atteggiamento di Putin, secondo cui “tutto sta andando secondo i piani”. Il presidente russo l’ha detto in occasione della sua visita in Turkmenistan, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa russa Ria Novosti, aggiungendo che “gli obiettivi della guerra della Russia non sono cambiati: l’obiettivo finale è la liberazione del Donbass e la creazione di condizioni che garantiscano la sicurezza della Russia stessa”. Putin ha anche detto, citato dalla Tass, che non vi è stato alcun attacco terroristico a Kremenchuk, sottolineando che l’esercito non colpisce obiettivi civili.

Putin: “Possibili tensioni con Svezia e Finlandia”

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Putin, citato dal The Guardian, ha anche commentato l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato, dicendo che la Russia risponderà allo stesso modo se l’Alleanza dispiegherà truppe e infrastrutture nei due Paesi nordici. "Svezia e Finlandia vogliono unirsi alla Nato? Che lo facciano", ha ribadito Putin alla tv di Stato russa, sottolineando però che "devono capire che prima non c'era alcuna minaccia, mentre ora se i contingenti militari e le infrastrutture saranno dispiegati lì dovremo rispondere in modo simile e creare eguali minacce per i territori da cui vengono minacce nei nostri confronti". Il presidente russo ha detto poi che sarà inevitabile che le relazioni di Mosca con Helsinki e Stoccolma si inaspriranno a causa della loro adesione alla Nato: "Tra noi è andato tutto bene, ma ora potrebbero esserci delle tensioni. Di certo ci saranno: è inevitabile se c'è una minaccia per noi".

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