Caro vita, la Gran Bretagna tassa i profitti extra delle imprese energetiche

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Dal governo britannico arrivano aiuti alle famiglie colpite dall'impennata dell'inflazione. Il ministro delle finanze Rishi Sunak presenta un pacchetto di sostegno da 15 miliardi di sterline provenienti in gran parte da una "tassa extra" sugli ultra profitti delle compagnie petrolifere che hanno beneficiato dell'aumento dei prezzi delle materie prime, dovuto sopratutto alla guerra in Ucraina

 

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Il governo britannico interviene con una tassa “straordinaria” alle compagnie petrolifere per aiutare le famiglie in difficolta per l’impennata dell’inflazione. Si tratta di un pacchetto del valore di 15 miliardi di sterline come sostegno per i consumatori colpiti dall'aumento delle bollette energetiche nazionali. Tra le misure del pacchetto c’è il pagamento di 650 sterline a 8 milioni di famiglie inglesi che ricevono sussidi, che costerà al Regno Unito 5 miliardi. Questi soldi verranno presi con un prelievo “eccezionale” alle imprese d’energia sull'aumento dei profitti che godono colossi come Bp e Shell “che hanno beneficiato parecchio dell'aumento dei prezzi delle materie prime dovuto in parte alla guerra in Ucraina”  (GUERRA IN UCRAINA: LO SPECIALE - GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - IL RACCONTO DEGLI INVIATI). A dichiararlo è il ministro delle finanze britannico Rishi Sunak che alla presentazione del “pacchetto di sostegno” ha sottolineato come l'aumento dell'inflazione sta "causando un acuto disagio ai britannici e ha devastato i bilanci delle famiglie a livello nazionale”. 

Cosa prevede il pacchetto di sostegno

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Oltre al pagamento per le famiglie a basso reddito, il pacchetto di misure comprende il contributo a vuoto di 400 sterline per il pagamento delle bollette per tutti i cittadini, 300 sterline di aiuti aggiuntivi per i pensionati e 150 sterline per le persone disabili. “Questo governo non cesserà mai di aiutare la gente” dichiara il cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak criticato mesi fa per aver adottato misure di aiuto troppo limitate. Questo perché il governo conservatore si era finora rifiutato di imporre una tassa straordinaria sui profitti del settore energia per timore che avrebbe inviato in segnale negativo alle imprese, portando ad una riduzione degli investimenti. “Si tratta comunque di una misura temporanea, mirata che impone una tassa del 25 per cento sui profitti extra ma che è anche abbinata ad una sgravio fiscale del 90 per cento per le impresse che investono in petrolio e gas” precisa il ministro delle finanze britannico.

 

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