Stop a gas russo in Polonia e Bulgaria, Von der Leyen: "Quello di Gazprom è un ricatto"

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"Gli europei possono aver fiducia nel fatto che siamo uniti e solidali con gli Stati membri colpiti" scrive in un tweet la presidente della Commissione Ue. Il presidente della Duma Vyacheslav Volodin oggi ha parlato di sospensione delle forniture anche ad altri Paesi ostili

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Questa mattina la multinazionale russa Gazprom ha annunciato di aver completamente sospeso le forniture di gas a Polonia e Bulgaria per effetto del mancato pagamento, alla fine della giornata di ieri, del gas in rubli.  Gazprom ha comunicato a Bulgargaz e Pgnig, le sue controparti bulgare e polacche, che i flussi resteranno sospesi fino a quando i pagamenti in rubli non saranno ricevuti. Essendo Polonia e Bulgaria degli Stati di transito del gas verso Paesi terzi, Gazprom ha inoltre avvertito i due Paesi che in caso di prelievo non autorizzato di gas russo destinato a Paesi terzi, le forniture di transito verranno ridotte di un ammontare analogo. (GUERRA IN UCRAINA. LO SPECIALE - GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA)

Presidente Duma: "Stop gas anche in altri Paesi ostili"

Il presidente della Duma Vyacheslav Volodin, secondo quanto riportato dalla Tass, ha affermato oggi che la Russia dovrebbe sospendere la fornitura di gas non solo a Bulgaria e Polonia, ma anche ad altri Paesi ostili. "Gazprom - ha precisato Volodin su Telegram - ha sospeso completamente la fornitura di gas a Bulgaria e Polonia. Lo stesso dovrebbe essere fatto per quanto riguarda i Paesi ostili nei nostri confronti".
Bloomberg, citando fonti vicine a Gazprom, ha riportato che quattro acquirenti europei hanno già pagato in rubli il gas di Gazprom e dieci hanno aperto i conti presso Gazprombank necessari per assecondare la richiesta di Mosca di pagare in valuta locale.

Von der Leyen: "È un ricatto, europei possono contare su nostro sostegno"

"L'annuncio di Gazprom è un altro tentativo della Russia di ricattarci con il gas" ha scritto in un tweet la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Nella dichiarazione diffusa sul tema ha affermato: "È ingiustificato e inaccettabile. E mostra ancora una volta l'inaffidabilità della Russia come fornitore di gas. Siamo preparati per questo scenario. Siamo in stretto contatto con tutti gli Stati Membri. Abbiamo lavorato per garantire consegne alternative e i migliori livelli di stoccaggio possibili in tutta l'Ue. Gli Stati membri hanno predisposto piani di emergenza proprio per questo scenario e abbiamo lavorato con loro in coordinamento e solidarietà". In un comunicato von der Leyen ha anche fatto sapere che è in corso una riunione del gruppo di coordinamento sul gas. "Stiamo tracciando la nostra risposta coordinata dell'Ue" ha affermato. "Continueremo inoltre a lavorare con partner internazionali per garantire flussi alternativi. E continuerò a lavorare con i leader europei e mondiali per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico in Europa. Gli europei possono confidare nel fatto che siamo uniti e in piena solidarietà con gli Stati membri colpiti da questa nuova sfida. Gli europei possono contare sul nostro pieno sostegno". 

Bulgaria: "Non pieghiamo il capo"

Il premier bulgaro Kiril Petkov, come riferisce il quotidiano britannico The Guardian, ha dichiarato che l'interruzione delle forniture di gas russo alla Bulgaria rappresenta una grave violazione del contratto ed equivale a un ricatto. Petkov ha chiarito che la Bulgaria sta rivedendo tutti i suoi contratti con la Gazprom, incluso quelli relativi al transito del gas russo diretto in Serbia e Ungheria, perché "il ricatto unilaterale non è accettabile". "La Bulgaria non negozierà sotto pressione e a testa bassa", ha detto il ministro dell'Energia bulgaro Alexander Nikolov, secondo quanto riporta Bloomberg. "È chiaro - ha precisato - che in questo momento il gas naturale viene usato come arma politica e commerciale nel contesto della guerra". La Bulgaria si è assicurata riserve di gas per almeno un mese attraverso fonti alternative e al momento non è stata richiesta ai cittadini nessuna limitazione al consumo. Il Paese, secondo quanto dichiarato dallo stesso ministro, non ha violato alcun contratto con Gazprom, a cui ha pagato il gas in dollari ad aprile. 

Portavoce governo bulgaro: "No rischi a sicurezza energetica"

La Bulgaria dipende per circa il 90% dal gass russo. La portavoce del governo Lena Borislavova ha dichiarato questa mattina al canale televisivo privato Btv che "non ci sono rischi per la sicurezza energetica del Paese". "È da mesi - ha aggiunto - che siamo preparati per uno scenario del genere". Bulgargaz, la più grande società di distribuzione di gas naturale del Paese, in un comunicato stampa ha fatto sapere che al momento non è necessario intraprendere misure di contenimento dell'utilizzo. "La nuova procedura di pagamento proposta dalla parte russa - ha osservato Bulgargaz - non è in linea con il contratto in vigore fino alla fine di quest'anno e pone rischi significativi per la parte bulgara". Intanto gli esperti hanno osservato che non sarebbe ragionevole fermare, come contromisura, il transito del gas russo attraverso il territorio bulgaro verso Serbia e Ungheria.

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Polonia conferma stop forniture gas

Anche PGNiG, la compagnia petrolifera di stato polacca, ha confermato in una nota che Gazprom ha sospeso tutte le forniture di gas russo nell'ambito del contratto Yamal. Lo stop non ha impatto sulle consegne ai clienti finali e la società polacca ha ribadito di aver debitamente adempiuto agli obblighi previsti dal contratto. PGNiG ha precisato che gli impianti di stoccaggio sono attualmente pieni all'80% e che "può approvvigionarsi di gas dall'Ue tramite interconnessioni con la Germania e la Repubblica Ceca e dal mercato globale del Gnl".

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