Putin a Guterres: “Negoziato prosegue, ma senza Crimea e Donbass accordo impossibile”

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Il presidente russo: "A Bucha provocazione, esercito russo non c'entra". Il segretario generale delle Nazioni Unite durante il colloquio con il capo del Cremlino: "Soluzioni devono passare dal diritto internazionale". Prima di incontrare Putin, un dialogo "molto aperto" con il ministro degli Esteri del Cremlino. Mosca punta il dito contro i Paesi occidentali: "Se continueranno a consegnare armi difficilmente i negoziati avranno buoni esiti"

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Nessun negoziato tra Russia e Ucraina, e quindi nessuna “garanzia di sicurezza”, potrà avere successo senza prima “un accordo sulla Crimea e sul Donbass”. Vladimir Putin spiega quali sono le condizioni di Mosca per arrivare una svolta nel conflitto in Ucraina durante il suo colloquio a Mosca con il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Il capo del Cremlino spiega la “speciale operazione militare” lanciata contro Kiev, rimarcando ancora una volta come sia stata necessaria “per evitare il genocidio” della popolazione filorussa in Ucraina. E, mentre Guterres continua a chiedere il cessate il fuoco, parla del massacro di Bucha come di “una messinscena” e una “provocazione” architettata per “sabotare gli importanti passi avanti dei colloqui” diplomatici a cui Mosca tiene molto, come “quelli di Istanbul”. La Russia sarebbe quindi "pronta a permettere alla Croce Rossa e ai rappresentanti dell'Onu di verificare il trattamento dei prigionieri di guerra ucraini". Guterres, dall’altra parte, avverte Putin: la questione ucraina non potrà essere risolta se non con il rispetto del diritto internazionale e con “gli strumenti stabiliti dallo statuto dell'Onu”. Qualche ora prima del colloquio con il presidente russo, Guterres ha incontrato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov (GUERRA IN UCRAINA, GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE DI SKY TG24).

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Putin, oltre al massacro di Bucha, ha fatto anche riferimento alla situazione dell’acciaieria Azovstal di Mariupol, importante sito produttivo diventato rifugio per centinaia di ucraini. Al suo interno si troverebbero anche civili, tra cui molti bambini (IL VIDEO DAI BUNKER DELL’ACCIAIERIA). Secondo Kiev, l’acciaieria continua a essere circondata dai soldati di Mosca. Putin ha invece detto che l’area “è totalmente isolata”, senza “azioni di combattimento” nei suoi pressi. Sarebbero quindi le forze di Kiev a tenere i civili bloccati al suo interno, comportandosi “come terroristi". Sul tema, Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite, ha poi reso noto che Putin ha accettato la partecipazione di Onu e del Comitato internazionale Croce Rossa all'evacuazione dei civili.

L'incontro tra Guterres e Lavrov

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Guterres ha definito il suo dialogo con Lavrov come un incontro “molto aperto”. Il segretario generale dell'Onu ha ribadito che sul conflitto in Ucraina “ci sono due posizioni diverse”. Da un lato la Federazione russa, secondo cui “quello che sta avvenendo è un'operazione militare speciale" con un obiettivo che il segretario Onu definisce “non ancora annunciato”. Dall’altro le Nazioni Unite, ferme nel considerare l’invasione dell’Ucraina come “una violazione dell'integrità territoriale”. Guterres ha chiesto "un cessate il fuoco il prima possibile" e si è detto “fortemente convinto che prima si mette fine alla guerra meglio sarà per tutti". Lavrov ha detto che la Russia “è per una soluzione negoziata”, sottolineando ancora una volta come - secondo Mosca - quanto sta succedendo in Ucraina “è il risultato dell'espansione incontrollata della Nato” nei Paesi dell’Est Europa. Il ministro degli Esteri del Cremlino ha poi puntato il dito contro i Paesi occidentali per i rifornimenti di armi a Kiev e contro lo stesso presidente ucraino Zelensky, che secondo Mosca non sarebbe interessato “ai negoziati”.

Guterres: "Preoccupato per crimini di guerra"

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Guterres ha detto di essere arrivato a Mosca “come messaggero di pace”, puntando al “salvataggio di vite e alla riduzione della sofferenza". Il segretario Onu ha espresso la sua preoccupazione per i numerosi rapporti che parlano di “violazioni ripetute dei diritti umani e di crimini di guerra in Ucraina". Per questo, ha dichiarato Guterres, "i corridoi umanitari sono necessari e devono essere rispettati da tutti: ho proposto un gruppo di contatto umanitario con Russia e Ucraina perché questi corridoi siano efficaci e rispettati". Occhi puntati soprattutto sulla città di Mariupol, ormai un simbolo del conflitto per la forza con cui continua a essere colpita dai russi: “Serve un lavoro coordinato per consentire le evacuazioni sicure nelle direzioni che sceglieranno", ha detto Guterres. 

Lavrov: "Con aiuti militari da Occidente negoziati difficili"

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Lavrov si è detto pronto a riprendere i negoziati di pace, che sarebbero arrivati a uno stallo anche per i continui aiuti militari che vari Paesi occidentali, tra cui l’Italia, stanno fornendo a Kiev. Se la situazione rimarrà questa, ha detto Lavrov, “difficilmente i negoziati avranno buoni esiti”, anche se Mosca sarebbe pronta “a riprenderli se qualcuno presenterà idee interessanti". In ogni caso, in questa fase del conflitto, discutere di accordi “è prematuro: vogliamo risposte all'ultima variazione del documento inviata 12 giorni fa ma che forse non è stata consegnata a Zelensky, che ha detto di non esserne a conoscenza". In merito ai civili ucraini, Lavrov ha detto che la Russia è "pronta a collaborare" con l'Onu per la loro salvaguardia. 

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