Guerra in Ucraina, Tugendhat a Sky TG24: “Putin minaccia l’Europa tutta”

Mondo

Tiziana Prezzo

Per il Presidente della Commissione Esteri della Camera dei Comuni del Regno Unito, uno degli esponenti più autorevoli del partito conservatore attualmente guidato da Boris Johnson, il capo di stato russo rappresenta un pericolo concreto anche per Nato e Occidente democratico. E diffida della Cina nel ruolo di mediatore (La corrispondente da Londra)

ascolta articolo

LONDRA - Tom Tugendhat, 49 anni, conservatore e presidente della Commissione esteri della Camera dei Comuni - il più giovane parlamentare scelto per questo ruolo - è un uomo dall’eloquio efficace ed elegante.  Chi non se ne era già accorto prima, se n’è sicuramente reso conto l’estate scorsa, durante un suo intervento alla Camera sul disastroso ritiro della Nato dall’Afghanistan. Un intervento commuovente, che trasudava dolore e sdegno, il suo. Perché se Tugendhat deve forse l’eleganza del parlare a un curriculum studi di altissimo livello, a una famiglia di altro rango e a un passato da giornalista, le sue parole, scelte con cura, assomigliano a lame affilate. Anzi, a proiettili, come quelli che ha visto infinite volte servendo, fino al grado di tenente colonnello, in Iraq e Afghanistan. E le sue parole, sulla guerra in Ucraina, non lasciano scampo.  “A nessuno dovrebbe essere permesso di nascondere la realtà delle cose. La verità è che Putin sta minacciando, in maniera piuttosto chiara, specifica e deliberata la pace in Europa, la Nato e l'Occidente democratico”, ci dice a conclusione di un’intervista che non fa sconti.

“Putin è un criminale di guerra”

Per Tom Tugendhat il presidente russo Vladimir Putin è un criminale di guerra. “Penso che le prove contro di lui stiano aumentando e mi sorprenderebbe se, una volta raccolti gli elementi per incriminarlo, non lo facessimo per crimini di guerra”, commenta senza incertezze. Così come non ha alcuna esitazione a smontare l’immagine di una Cina mediatrice e pontiere avanzata da tanti opinionisti e analisti in questi giorni.

“La Cina avvisata da mesi, non è un credibile mediatore”

“La Cina potrebbe giocare un ruolo, se decidesse di farlo. Ma siccome sta sostenendo la Russia, non ho ragione di credere che riuscirà a fare alcuna differenza”, commenta il parlamentare, che aggiunge: “Il governo cinese e Xi in persona sono stati sicuramente informati di quali azioni Putin avrebbe compiuto e gli hanno chiaramente dato il via libera. Gli hanno permesso di ridispiegare a ovest migliaia di truppe che erano al confine cinese per poter invadere l'Ucraina. L'idea quindi che la Cina non sia coinvolta è semplicemente sbagliata”.

Tra Putin e Xi una collaborazione in crescita

Il presidente della Commissione esteri non si ferma qui e va ancora più in profondità. “Sappiamo – dice- che la frequenza delle conversazioni tra Putin e Xi ha continuato a crescere negli ultimi anni, al punto che i due hanno avuto un vertice solo pochi mesi fa. Non è francamente credibile che questo tema non sia stato oggetto di discussione. Non è possibile che un'operazione di questa portata non sia stata pianificata mesi fa. Abbiamo registrato l'aumento delle truppe a novembre-dicembre. Se l'aumento delle truppe è iniziato allora, mi perdoni ma da ex ufficiale dell'esercito le dico che la pianificazione ha preso un bel po' di tempo prima. Non ti svegli la mattina e decidi di dispiegare 190mila soldati. Non funziona così”.

Il rischio reale di un’escalation che vada oltre l’Ucraina

Già prima del conflitto, il generale Richard Shirreff, ex numero due della Nato in Europa, aveva prefigurato ai nostri microfoni, scenari da 1945, con i Paesi del Baltico particolarmente esposti. Chiediamo a Tugendhat se condivide questa lettura. “La realtà è che Putin ha reso estremamente chiaro il suo piano e la sua visione. Ha espresso chiaramente quelli che sono i suoi desideri: influenzare non solo quelle aree che lui considera russe, dove vivono i russi, ma anche quelle aree dove gente libera ha scelto di entrare nella Nato, come Polonia, Romania e Bulgaria. E' piuttosto chiaro quello che sta facendo. A nessuno dovrebbe essere permesso di nascondere la realtà delle cose”.

La debolezza della Nato

L’intervista si chiude tornando col pensiero all’Afghanistan, e  a quel frettoloso fuggi fuggi dell’Alleanza atlantica che agli occhi del mondo è apparsa, tra l’altro, come un evidente segno di debolezza. Possibile che proprio quella triste pagina della storia abbia convinto Putin di una ormai comprovata fragilità della Nato e che gli abbia dato la stura per intervenire in Ucraina? “Ci sono molti aspetti che hanno convinto Putin che la Nato o, meglio, le democrazie occidentali non siano unite – spiega – . Lo abbiamo visto in Italia come nel Regno Unito, con un taglio delle spese per la Difesa,  lo abbiamo notato  nella generale mancanza di credibilità o non volontà di unirsi per espellere o sanzionare individui,  nella difficoltà di unirsi nei momenti di bisogno, nella tolleranza mostrata nei confronti delle dittature, che si tratti di Russia o di Cina. E questo è  accaduto almeno negli ultimi dieci, quindici anni. Questi sono tutti motivi che hanno fatto sentire Putin autorizzato ad agire. Lei ha ragione, l’Afghanistan ha sicuramente giocato un ruolo. Ma le ragioni sono ancora più ampie e profonde”.

Mondo: I più letti