Ucraina, Blinken: guerra potrebbe non finire presto. Von der Leyen: pronte nuove sanzioni

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Il segretario di Stato Usa e la presidente della Commissione Ue in una dichiarazione congiunta: "La cooperazione tra Stati Uniti e Unione europea è il cuore dell'efficace risposta" alla Russia. Putin "è via via più isolato nella comunità internazionale". Paesi del G7: "Ulteriori, severe sanzioni contro Mosca"

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“Sappiamo che il conflitto è tutt'altro che finito e restiamo pronti ad adottare ulteriori sanzioni se Putin non si fermerà e non tornerà indietro dall'invasione. Siamo risoluti, determinati, uniti". A dirlo è la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in una dichiarazione congiunta con il segretario di Stato Usa, Antony Blinken. "Putin è via via più isolato nella comunità internazionale ma nonostante le proteste del mondo il suo esercito va avanti", ha sottolineato Von der Leyen, ricordando anche che "la cooperazione tra Usa e Ue è il cuore dell'efficace risposta" alla Russia. "Tutto questo", ha poi ricordato a sua volta Blinken durante il punto stampa a Bruxelles, "potrebbe non finire presto e dunque dobbiamo sostenere gli sforzi che stiamo compiendo assieme" (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI LIVE - LO SPECIALE DI SKY TG24 SUL CONFLITTO).

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Inoltre, "i principi stabiliti dopo le due guerre mondiali" adesso sono "sotto attacco per l'aggressione della Russia contro l'Ucraina commessa dal presidente Putin. Se permettiamo che questi principi vengano violati impunemente, apriremo un vaso di Pandora in ogni angolo del mondo" e "la pace e la sicurezza che siamo stati in grado di stabilire svanirebbero", ha specificato il segretario di Stato Usa.  Blinken, prima della dichiarazione congiunta con Von der Leyen, ha partecipato questa mattina al vertice dei ministri degli Esteri della Nato: “La Nato è un'alleanza difensiva, noi non cerchiamo il conflitto. Ma se il conflitto viene da noi saremo pronti”, ha avvertito.

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Intanto, i Paesi del G7 "continueranno ad imporre ulteriori, severe sanzioni in risposta all'aggressionenrussa" che è stata "facilitata dal regime di Lukashenko in Bielorussia", come si legge in una nota del G7 che promette anche di "contrastare la campagna di disinformazione" di Mosca. 

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