Mikhail Watford, ex magnate dell’energia che nel Regno Unito ha creato un impero immobiliare, è stato trovato senza vita nel garage della sua lussuosa residenza nel Surrey. Non risultava al momento colpito da sanzioni da parte del governo di Boris Johnson. (la corrispondente da Londra)
LONDRA - Le vicende e vicissitudini degli oligarchi russi nel Regno Unito, nel pieno della guerra in Ucraina, si tingono ancora una volta di giallo. Mikhail Watford (nato Tolstosheya), 66 anni, oligarca di origi ucraine, è morto in maniera “inspiegabile”, secondo quanto riferito dalla polizia.
Da magnate del settore energetico a padrone di un impero immobiliare
A darne per primo la notizia è il tabloid the Daily Mail, secondo quale il decesso risalirebbe a lunedì scorso. Il suo corpo è stato trovato nei suoi possedimenti nel Surrey, nella campagna inglese, nel garage della sua esclusiva magione. Lascia una moglie, Jane, di origini estone, e tre figli. Come molti altri oligarchi, anche Watford aveva fatto una fortuna nel settore dell’energia nell’Unione sovietica, prima di creare un impero immobiliare, come tanti altri oligarchi, in Gran Bretagna.
Il conflitto e il rischio delle sanzioni
Il suo nome non appare comunque nella lista di quelli colpiti da sanzioni da parte del governo britannico: un elenco che, stando alle parole pronunciate all’ultimo question time dal premier Boris Johnson, sarebbe destinato ad allungarsi.
Il popolare Sun riporta la voce di un amico di famiglia secondo il quale lo stato mentale di Watford sarebbe stato violentemente scosso dalla guerra in Ucraina. La tempistica tra la sua morte e quanto sta succedendo non sarebbe dunque valutata dal suo entourage come una coincidenza.
Un inquietante precedente
Il decesso di Watford segue di un decennio quello, a 44 anni, di un altro uomo di affari milionario, il russo Alexander Perepilinchnyy, che viveva nell’area esclusiva di St. George’s Hill di Weybridge.