Putin riconosce Donbass. Ue: "Reagiremo con fermezza". Zelensky: "Non cederemo"

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Il discorso in diretta tv del presidente russo ha scatenato le reazioni del mondo. Zelensky: "Non cederemo nulla a nessuno". L’Ue annuncia sanzioni attraverso l’Alto rappresentante Borrell: “Se c'è un'annessione, se c'è un riconoscimento, ci sono le sanzioni”. La condanna dei vertici Ue Michel e von der Leyen arriva attraverso un tweet coordinato. Biden:  bando sugli investimenti. Condanna anche dalla Nato e del ministro Di Maio, che annuncia che il governo riferirà in Parlamento

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Il presidente russo Vladimir Putin (LA SUA FOTOSTORIA) ha deciso di riconoscere l'indipendenza delle repubbliche separatiste ucraine del Donbass, firmando in diretta tv il decreto, alla presenza dei leader di Lugansk e Dontesk (IL DISCORSO DI PUTIN). La firma arriva dopo il lungo discorso al Cremlino con cui Putin ha ripercorso la storia dell’Ucraina dal punto di vista russo per giustificare la sua mossa. Il riconoscimento del Donbass viola unilateralmente gli accordi presi a Minsk nel 2015. La notizia ha scatenato le reazioni del mondo occidentale. Il presidente ucraino Zelensky tuona: "Non cederemo nulla a nessuno, la Russia ha violato la nostra integrità nazionale". L’Ue annuncia sanzioni, mentre il presidente Usa Joe Biden firma il bando a nuovi investimenti nel Donbass (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE).

Ue: “Reagiremo con fermezza”

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"Il riconoscimento dei due territori separatisti in Ucraina è una lampante violazione del diritto internazionale, dell'integrità territoriale ucraina e degli accordi di Minsk. L'Ue e i suoi partner reagiranno con unità, fermezza e determinazione". Sono i tweet del presidente del Consiglio Ue Charles Michel e della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "L'Unione ribadisce il suo incrollabile supporto all'indipendenza, alla integrità territoriale e alla sovranità dell'Ucraina nell'ambito dei confini internazionalmente riconosciuti. L'Ue reagirà con sanzioni dirette nei confronti di chi è coinvolto in quest'azione illegale", si legge in una dichiarazione congiunta della presidente von der Leyen e del presidente Michel. "È un segnale molto oscuro", commenta invece il premier britannico Boris Johnson, che ha definito così il discorso del presidente russo Vladmir Putin. Dopo la notizia del riconoscimento russo del Donbass, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ed il presidente francese Emmanuel Macron si sono detti "delusi" dalla decisione di Vladimir Putin di riconoscere le repubbliche separatiste dell'Ucraina orientale. Scholz aveva avvertito Putin che il riconoscimento del Donbass sarebbe una violazione unilaterale degli accordi di pace. Dopo la notizia sono stati convocati vari consigli di sicurezza. Prima un vertice di urgenza tra Scholz, Macron e il presidente ucraino Volodimir Zelensky. Poi il presidente ucraino Zelensky ha convocato il consiglio di sicurezza nazionale. Anche Macron ha convocato il consiglio nazionale di difesa all'Eliseo.

Di Maio: “L’Italia condanna il riconoscimento, pronti a riferire in Aula”

"La decisione delle autorità russe di riconoscere le cosiddette repubbliche separatiste di Lugansk e Donetsk è da condannare, in quanto contraria agli accordi di Minsk”, ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Costituisce un grave ostacolo nella ricerca di una soluzione diplomatica. L'Italia continua a sostenere l'integrità e la piena sovranità dell'Ucraina nei suoi confini internazionalmente riconosciuti", ha aggiunto il ministro. "Il governo italiano è pronto a riferire in Parlamento" sulla crisi ucraina. "L'Italia è in costante contatto con i partner europei e atlantici per coordinare la risposta all'annuncio del Presidente della Federazione Russa", aggiunge il ministro. Il presidente del Consiglio Mario Draghi, a quanto si apprende, sta seguendo costantemente l'evoluzione della crisi ucraina. La notizia ha scatenato la condanna delle forze politiche. "Noi crediamo che sia inaccettabile la scelta di Putin, una scelta da condannare, la deve condannare l'Italia e l'Ue, senza ambiguità. Chiediamo che il Parlamento venga convocato immediatamente, l'Italia deve esprimersi: è inaccettabile che l'uso della forza diventi la regola con cui si costruiscono gli Stati e i confini", ha detto il segretario del Pd Enrico Letta. "L'Ue prenda le decisioni più forti. L’Europa deve reagire con durezza", ha concluso. "La preannunciata determinazione della Russia a riconoscere le due repubbliche secessioniste di Donetsk e di Lugansk costituisce una compromissione dell'attuazione degli accordi di Minsk e introduce un grave ostacolo sulla strada del dialogo tra le parti", ha dichiarato il leader M5s Giuseppe Conte.

La discussione sulle sanzioni

Sul terreno la crisi corre lasciando spiazzata l'Unione. "Abbiamo assistito con crescente preoccupazione alla riunione di Putin con il Consiglio di sicurezza della Russia", ha ammesso l'Alto Rappresentante Josep Borrell in una conferenza stampa, alla fine della quale i cronisti gli hanno comunicato che il Cremlino aveva appena annunciato il riconoscimento del Donbass. "Lo apprendo da voi, grazie di avermi informato, ora lasciatemi lavorare", risponde Borrell. Poco prima l'Alto Rappresentante aveva dato qualche indizio sulle prossime mosse di Bruxelles. Un nuovo Consiglio Affari Esteri potrebbe essere convocato nei prossimi giorni e potrebbe avere luogo a Kiev. “Siamo pronti a reagire come un unico fronte", ha dichiarato. "Se c'è un'annessione, se c'è un riconoscimento, ci sono le sanzioni, tenendo presente della procedura" necessaria. "Io presenterò un pacchetto di misure, che vanno approvate dal Consiglio Affari Esteri Ue all'unanimità", ha detto Borrell. Ma l’Ue rischia di spaccarsi sulle sanzioni alla Russia. Per evitarlo, si potrebbe infine optare per un'attuazione proporzionale delle misure. "Noi abbiamo un pacchetto di sanzioni pronto, che possono essere applicate a seconda del livello di aggressione. È la proposta che verrà presentata ai ministri, che istituzionalmente e politicamente devono decidere", spiega non a caso Borrell: probabilmente il riconoscimento del Donbass non sarà considerato al pari di un attacco 'boots on the ground' da parte di Mosca all'Ucraina.

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"Joe Biden firmerà presto un ordine esecutivo che proibisce nuovi investimenti, attività commerciali e finanziarie da parte degli americani per, da o nelle cosiddette regioni separatiste dell'Ucraina": lo rende noto la Casa Bianca dopo il riconoscimento da parte di Vladimir Putin delle due repubbliche secessioniste. "Questo ordine esecutivo fornirà l'autorità di imporre sanzioni su ogni persona determinata a operare in quelle aree dell'Ucraina", prosegue. Le misure annunciate sono "separate e in aggiunta alle rapide e forti misure economiche che abbiamo preparato in coordinamento con gli alleati e i partner nel caso la Russia invada ulteriormente l'Ucraina", precisa la Casa Bianca. "Stiamo continuando a consultarci strettamente con alleati e partner, inclusa l'Ucraina, sui prossimi passi e sull'escalation russa lungo i confini con l'Ucraina", conclude. La Casa Bianca ha reso noto che Biden è in riunione con il suo Consiglio per la sicurezza, dopo gli ultimi sviluppi della crisi ucraina, su cui è "regolarmente aggiornato”. Nella riunione ci sono tutti i membri del consiglio di sicurezza nazionale, dal segretario di Stato Antony Blinken al capo del Pentagono Lloyd Austin, dal consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan al generale Mark Milley, capo dello stato maggiore congiunto, fino ai dirigenti delle agenzie di intelligence.

Nato: "Erode sforzi per soluzione"

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg "condanna" la decisione del presidente Putin. "Condanno la decisione della Russia di estendere il riconoscimento alle autoproclamate repubblica popolare di Donetsk e di Luhansk. Ciò mina ulteriormente la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina, erode gli sforzi per una risoluzione del conflitto e viola gli accordi di Minsk", ha sottolineato in una nota.

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"Il mio governo condanna la violazione dell'integrità territoriale e della sovranità dell'Ucraina da parte della Russia nei termini più forti possibili". Lo ha detto l'ambasciatrice tedesca all'Onu, Antje Leendertse, durante la riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza, sottolineando che la violazione di Mosca avrà "gravi conseguenze economiche, politiche e strategiche".

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