Assalto al Congresso Usa, la commissione ha deciso di ascoltare Mike Pence

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Entro la fine del mese la convocazione dell'ex vicepresidente repubblicano che sarà comunque volontaria, senza alcun mandato obbligatorio di comparizione

Potrà testimoniare volontariamente senza alcun mandato obbligatorio di comparizione.

A poco più di un anno dall’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio la commissione del Congresso americano che indaga proprio su quanto avvenuto ha fatto sapere di voler ascoltare entro la fine del mese l’ex vicepresidente repubblicano Mike Pence. A sottolinearlo il deputato democratico Bennie Thompson, presidente della Commissione.

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Pence è una figura centrale per quanto riguarda i fatti della scorsa Epifania. Quel 6 gennaio si rifiutò infatti di bloccare in Senato la certificazione della vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali, diventando nelle ore dell'assalto uno dei bersagli principali dei rivoltosi, essendo considerato un traditore per non aver avallato la teoria di Donald Trump delle elezioni rubate. Alcuni sostenitori di Trump sono convinti infatti che Pence potesse ancora ribaltare il risultato delle elezioni. 

La richiesta della commissione

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“Il vicepresidente è stato messo in una posizione difficile - ha affermato Thompson -  Il presidente stava esercitando molta pressione su di lui perchè infrangesse la legge, ma ha tenuto duro. E per aver rispettato la legge, alcune persone un anno fa sono venute in Campidoglio per impiccarlo. Il nostro comitato ha davvero bisogno di sentire quali sono le sue opinioni su quanto accaduto il 6 gennaio”.

La commissione d’inchiesta, nata sul modello di quella creata per l’11 settembre 2001, si riunirà la prossima settimana a porte chiuse. Nelle ultime settimane, il comitato ha convocato personaggi come Sean Hannity, volto simbolo dell’emittente conservatrice “Fox News”, e i deputati del Partito repubblicano Scott Perry della Pennsylvania e Jim Jordan dell’Ohio. L’ obiettivo della commissione sarebbe concludere le indagini prima delle elezioni di medio termine di novembre, poichè i repubblicani potrebbero riprendere il controllo della camera bassa del Congresso e interrompere l’inchiesta sul 6 gennaio 2021.

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