Usa, assalto a Capitol Hill: condannato a 41 mesi di carcere lo “sciamano” Jake Angeli

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Jacob Chansley, questo il suo vero nome, era stato arrestato per aver partecipato all’irruzione in Campidoglio il 6 gennaio scorso. Davanti al giudice, parlando della sua detenzione, ha detto: "La parte più difficile di questo è sapere che sono da biasimare. Doversi guardare allo specchio e sapere che hai davvero incasinato tutto. Ero in isolamento a causa mia. A causa della mia decisione. Ho infranto la legge, avrei dovuto fare quello che avrebbe fatto Gandhi e assumermi la responsabilità"

Jacob Chansley, lo “sciamano di Qanon” (CHI È) conosciuto con lo pseudonimo Jake Angeli e arrestato per aver partecipato all'assalto al Capitol Hill il 6 gennaio scorso, è stato condannato a 41 mesi di prigione. Le sue immagini al Congresso vestito con pelliccia, copricapo con le corna, volto dipinto a stelle e strisce e una bandiera americana in mano, avevano fatto il giro del mondo.

Si era dichiarato colpevole

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Il Dipartimento di Giustizia aveva chiesto che Chansley ricevesse una condanna dura, come esempio per i rivoltosi del 6 gennaio. Secondo la Cnn, è probabile che in futuro altri giudici guardino a questa sentenza come possibile punto di riferimento, dal momento che lo "sciamano" è uno dei primi imputati tra più di 660 casi legati all'assalto al Campidoglio a ricevere una condanna.

"Avrei dovuto fare come Gandhi"

Lo "sciamano", riporta la Cnn, in aula ha parlato per più di 30 minuti dell'impatto che il carcere ha avuto su di lui e del senso di colpa che prova per aver infranto la legge. Ha detto di aver sbagliato a entrare in Campidoglio il 6 gennaio e che non è un insurrezionista o un terrorista domestico. "La parte più difficile di questo è sapere che sono da biasimare. Doversi guardare allo specchio e sapere che hai davvero incasinato tutto - ha detto Chansley - Ero in isolamento a causa mia. A causa della mia decisione. Ho infranto la legge... avrei dovuto fare quello che avrebbe fatto Gandhi e assumermi la responsabilità. Non ci sono 'se' e 'ma', è quello che fanno gli uomini d'onore".

Dall'assaldo al Congresso allo sciopero della fame

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Chansley, divenuto il simbolo dell'attacco alla sede del Congresso costato la vita a cinque persone, era stato arrestato con diverse accuse federali e rischiava una condanna fino a vent'anni. Al processo a settembre si era dichiarato colpevole di un solo capo d'accusa, ostacolo a procedimenti ufficiali, per aver preso parte all'assalto del Congresso da parte dei sostenitori dell'allora presidente Donald Trump. Nelle ore convulse del 6 gennaio, quando era stato immortalato a petto nudo e con un copricapo di pelliccia e corna da sciamano, aveva lasciato un messaggio sulla scrivania del vice presidente Mike Pence, avvertendo: "È solo questione di tempo, la giustizia sta arrivando". Armato di una lancia con appesa la bandiera Usa, lo "sciamano" era stato visto più volte interloquire con i funzionari della sicurezza e - stando a testimonianze - sarebbe stato lui a convincere i rivoltosi ad abbandonare il Congresso, una volta avviato lo sgombero, per evitare eccessivi spargimenti di sangue. Originario dell'Arizona e appartenente al movimento cospirazionista, Chansley aveva fatto notizia anche dopo l'assalto a Capitol Hill: a febbraio aveva cominciato uno sciopero della fame perché nel carcere dove era stato rinchiuso non prevedevano un menù vegano.

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