Arrestati in India tre studenti del Kashmir perché tifavano Pakistan a cricket

Mondo

Gianluca Ales

L’episodio è avvenuto dopo la sconfitta della nazionale indiana contro la rappresentanza pakistana nella Coppa del Mondo di cricket. Insultato sul web l’unico giocatore musulmano della squadra di New Delhi

Non accenna a diminuire la tensione India-Pakistan sulla questione del Kashmir, territorio conteso da entrambe le nazioni dal ’48. Questa volta a farne le spese tre studenti della regione, “rei” di aver tifato per la rappresentanza di Islamabad alla Coppa del Mondo di Cricket, lo sport nazionale, e di aver gioito dopo la vittoria del Pakistan.

Gli arresti e gli insulti sul web

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La polizia dello stato settentrionale dell'Uttar Pradesh ha infatti arrestato i tre dopo che avevano celebrato la vittoria con un messaggio su WhatsApp.

Già l’università di Agra aveva proceduto alla loro sospensione dal college. La polizia, secondo quanto riporta la BBC, ha detto che sono stati arrestati mercoledì dopo una denuncia da parte di alcuni membri del partito al potere Bharatiya Janata Party, partito del primo ministro Narendra Modi.

Non è l’unico episodio sintomatico di un clima sempre più teso tra India e Pakistan.

Poco dopo la fine della partita, infatti, Mohammed Shami, l'unico musulmano della squadra di cricket indiana, è stato brutalmente insultato sui suoi profili. Gli utenti dei social media lo hanno accusato di aver deliberatamente giocato per favorire la squadra pakistana, mentre altri lo hanno etichettato come traditore.

Una questione spinosa

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Non è un caso che sia il cricket l’evento che scatenato questa ondata di odio. È lo sport nazionale in tutto il subcontinente indiano, ed è spesso l’occasione per rilanciare messaggi nazionalistici e per “soffiare” sulle tensioni etnico-religiose. È  anche un grande trampolino di lancio per le carriere politiche, come dimostra la parabola di Imran Khan, attuale primo ministro pakistano, ex campione di cricket a livello mondiale.

Questo il clima, poi c’è l’ultradecennale questione del Jammu-Kashmir, che vede ancora formalmente india e Pakistan in guerra, e una sorta di sospensione con la Cina, anche se schermaglie e scaramucce sono all’ordine del giorno tra i vari fronti. Tutto per il controllo di una regione montuosa dall’importante peso strategico anche per i suoi ghiacciai perenni e per l’accesso all’acqua.

India e Pakistan sono in pessimi rapporti fin dall’uscita dell’impero britannico, nel 1948. La separazione tra i due stati è di tipo confessionale: in Pakistan la maggioranza è musulmana, in India è indù, sebbene ci siano significative minoranze in entrambi paesi. In particolare, nel Kashmir la popolazione è a maggioranza musulmana e questo ha dato il via alla insanabile contesa.

In più la svolta ultranazionalista di Narendra Modi non ha fatto che rinfocolare le tensioni.

Che, appunto, possono esplodere anche con una partita di cricket.

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