Covid, la Cina attacca gli Usa: “Terrorismo sull’origine del SARS-CoV-2”

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Pechino reagisce dopo le ultime richieste di esperti e rappresentanti di Stati Uniti, Unione Europea, Australia e Giappone di una seconda fase di indagini guidate dall’Oms. Poi accusa l'agenzia di Ginevra di “arroganza” e invita ad approfondire i dati del laboratorio americano di Fort Detrick e di “oltre 200 laboratori all'estero”

La Cina ha accusato gli Stati Uniti di "terrorismo" in merito all'origine del Covid-19, dopo le ultime richieste sull'avvio di nuove indagini. "Gli Stati Uniti sono impegnati nel terrorismo del rintracciamento dell'origine", ha commentato su Twitter la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, che è a capo del Dipartimento informazione, rinnovando l'invito agli Usa ad accettare l'ingresso degli esperti dell'Oms perché esaminino la situazione sul loro territorio. Il dibattito sul tema si è ravvivato negli ultimi giorni dopo che esperti scientifici e rappresentanti governativi di Stati Uniti, Unione Europea, Australia e Giappone si sono espressi a favore di una seconda fase di indagini guidate dall'Oms sull'origine del Covid-19 (COVID: GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE)

Pechino accusa l’Oms di “arroganza”

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I commenti degli Usa che "stigmatizzano" l'origine del Covid-19, ha aggiunto ancora Hua, hanno ricevuto "forte opposizione dagli utenti globali di internet". E la richiesta di una seconda fase di indagini, già respinta da Pechino nei mesi scorsi, è stata adesso criticata accusando l'Oms di "arroganza". La Cina, infatti, ha attaccato il Segretariato dell'agenzia dell'Onu sulla sanità, colpevole di aver proposto unilateralmente "uno studio sulle origini di seconda fase del coronavirus e un suo piano di lavoro", che è solo per discussioni tra gli Stati membri ed è soggetto a modifiche. "Il Segretariato ha la responsabilità di facilitare la piena consultazione e l'accordo tra gli Stati membri, e non ha il diritto di prendere decisioni da solo", ha obiettato il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian, in merito al rifiuto di Pechino sul programma d'azione dell'Oms. 

“Indagate laboratori Usa e all’estero”

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Giudizi che hanno sancito il raffreddamento dei rapporti della Cina con l'agenzia di Ginevra, finita nel mirino dell'Occidente per le accuse di un atteggiamento giudicato morbido verso Pechino. La Cina ha esortato gli Stati Uniti a rilasciare dati e a controllare i campioni raccolti nel Paese durante le prime fasi della pandemia di Covid-19 e a invitare gli esperti dell'Oms a indagare il laboratorio di Fort Detrick e oltre 200 laboratori all'estero per tracciare l'origine del coronavirus il prima possibile, ha rilanciato Zhao. Gli Stati Uniti, a suo dire, dovrebbero anche invitare gli stessi esperti a indagare sull'Università della Carolina del Nord e a pubblicare i dati relativi ai casi tra i soldati americani che parteciparono ai Giochi mondiali militari del 2019 nella città di Wuhan, il capoluogo dell'Hubei, nella Cina centrale, dove è emerso per primo il Covid-19 alla fine dello stesso anno.

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