
Cuba, migliaia in piazza contro il governo: un morto. Protesta più grande dagli anni ’90
Era da trent’anni che nel Paese non andava in scena una mobilitazione di massa così grossa: nel mirino ci sono il presidente della Repubblica Miguel Díaz-Canel, la dittatura comunista e una situazione economica che continua a peggiorare. Si sono registrati scontri con le forze dell’ordine e con i supporter del governo, scesi in strada per contro-manifestare. Biden: “Stiamo saldamente con il popolo cubano ”. Russia: “Interferenze inaccettabili”. Migliaia le persone in piazza anche in altre città del mondo

Migliaia di persone sono scese in piazza nelle scorse ore a Cuba, in quella che è stata definita la più grande protesta di massa mai vista sull'isola negli ultimi 30 anni. Nel mirino ci sono il presidente della Repubblica Miguel Díaz-Canel, la dittatura comunista e una situazione economica che continua a peggiorare. Si sono registrati scontri con le forze dell’ordine e con i supporter del governo, scesi in strada per contro-manifestare. Il ministero dell'Interno ha comunicato che una persona è morta durante le proteste
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Sono migliaia le persone, di ogni estrazione e ceto sociale, rivoluzionari e oppositori, scese in strada in oltre 25 città del Paese: accusano il governo del presidente Miguel Diaz-Canel (nella foto) di fare poco o nulla contro l'endemica crisi economica che oramai sta mettendo in ginocchio l'intera popolazione

Dopo le proteste, altre persone sono scese in piazza per manifestare a sostegno del governo e si sono registrati scontri tra le due fazioni

La protesta contro il governo e la crisi economica è nata dal tam tam sui social, con l'hashtag #SosCuba divenuto il simbolo della rivolta: nelle città si sono registrati scontri, centinaia di arresti e un ingente dispiegamento di forze dell'ordine, compresi gli uomini delle forze speciali

Le autorità cubane, in un copione che è sempre lo stesso da decenni, attribuiscono le colpe di ogni difficoltà al decennale embargo economico e finanziario imposto dagli Usa dai tempi della rivoluzione di Fidel Castro

Ma il colpo di grazia per i cubani è arrivato con la pandemia, col turismo - fonte di reddito principale del Paese - azzerato o ridotto al lumicino, e un esercito di disoccupati che cresce ogni giorno di più

L'immagine delle difficoltà della popolazione dell'isola è quella delle lunghissime e interminabili code a cui oramai in tantissimi sono costretti ogni giorno per assicurare alle proprie famiglie generi di prima necessità come cibo, acqua, medicine, carta igienica. Una situazione insostenibile che ha fatto esplodere la rabbia e che rischia di trasformarsi anche in una nuova crisi internazionale, alimentando le tensioni sull'asse tra Washington e Mosca e mettendo a rischio le relazioni tra gli Usa e gran parte del mondo latinoamericano

"Gli Stati Uniti hanno tutto l'interesse a provocare disordini sociali", ha accusato Diaz-Canel, il primo leader dell'isola dai tempi della rivoluzione che non appartiene alla famiglia Castro. Subentrato tre anni fa a quel Raul Castro, fratello minore di Fidel, che arrivò a stringere la mano a Barack Obama facendo sperare per la prima volta in oltre 60 anni in una possibilità di disgelo. Chance poi gelate dall'arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump

"Non siamo una dittatura - ha detto il presidente dell'isola - e dietro a tutto questo c'è solo il sogno di porre fine alla rivoluzione cubana. Ma non permetteremo a nessuno di manipolare la nostra situazione, né ammetteremo che un qualsiasi mercenario venduto agli Stati Uniti provochi una destabilizzazione a Cuba"

Pronta la risposta di Biden, che ha ammonito il governo di L'Avana dal reprimere con la forza e la violenza le proteste, invitandolo ad ascoltare il suo popolo: "Un popolo - ha affermato - che sta coraggiosamente chiedendo il riconoscimento di diritti fondamentali e universali dopo decenni di repressione e di sofferenze economiche dovute a un regime autoritario"

"Gli Usa stanno saldamente con il popolo cubano mentre fa valere i suoi diritti universali. Chiediamo al governo cubano di astenersi dalla violenza nel suo tentativo di silenziare le voci del popolo di Cuba", ha detto Biden. "Il popolo cubano sta chiedendo la sua libertà da un regime autoritario, non penso che abbiamo visto nulla come queste proteste per molto tempo, se non mai", ha aggiunto. E manifestazioni di solidarietà sono andate in scena anche a Miami

In diverse città del mondo, infatti, migliaia di persone sono scese in strada per manifestare il loro supporto al popolo cubano (nella foto, Miami)

"Abbasso il comunismo", "Viva Cuba libera", hanno urlato migliaia di americani di origine cubana scesi in piazza negli Usa, soprattutto a Miami (nella foto) e a Washington, a sostegno delle manifestazioni di protesta nell'isola caraibica

Manifestazioni pro-Cuba anche a Madrid e in altre città del mondo

Tornando alle tensioni tra il governo cubano e Cuba, anche Jack Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, ha sottolineato come i cubani abbiano il “diritto di protestare pacificamente e di determinare liberamente il proprio futuro” (nella foto, Madrid)

"La Casa Bianca non ha alcuna autorità politica e morale per parlare di Cuba", è stata la replica del ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez (nella foto, Madrid)

Un monito agli Usa è arrivato anche dalla Russia, storica alleata di Cuba: "Consideriamo inaccettabile che ci sia un'interferenza esterna negli affari interni di uno Stato sovrano o qualsiasi azione distruttiva che incoraggi la destabilizzazione della situazione sull'isola", ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova (nella foto, le proteste a Cuba)

Avvertimento agli Usa anche dai vicini di casa del Messico, il cui presidente Manuel Lopez Obrador ha messo in guardia da ingerenze e tentazioni interventiste

Le proteste contro il governo cubano sono partite da una piccola località a sud-ovest dell'Avana - San Antonio de los Banos, comune di 50.000 abitanti a una trentina di chilometri dalla capitale - e poi si sono diffuse in almeno 25 città del Paese

I manifestanti, all'inizio per lo più giovani, hanno sfilato al grido di "Patria e vita!", titolo di una canzone critica contro il governo, ma anche di "Abbasso la dittatura!" e "Non abbiamo paura!"

Intanto, scrive il quotidiano ufficiale cubano Granma, l'Ufficio politico del Comitato centrale del Partito comunista di Cuba (Pcc) ha tenuto una riunione presieduta dal presidente Miguel Díaz-Canel, "alla quale ha partecipato il generale dell'esercito Raúl Castro Ruz". "Durante l'incontro - si legge - sono state analizzate provocazioni orchestrate da elementi controrivoluzionari, organizzati e finanziati dagli Stati Uniti con finalità destabilizzanti"