Covid, Fauci a Sky Tg24: “Virus creato in laboratorio? Serve indagine più profonda”

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L’immunologo americano ha parlato in occasione della cerimonia di conferimento dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. “Il Covid ci ha insegnato molte cose. C’è un intero pianete coinvolto, adesso la sfida è convincere la gente a vaccinarsi”

“Questo coronavirus non so da dove sia uscito, non ancora, probabilmente non da un laboratorio ma abbiamo bisogno di un’investigazione più profonda per scoprire esattamente cosa fosse”. Queste le parole a Sky TG24 di Anthony Fauci, immunologo e direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) nonché consigliere medico del presidente Joe Biden nella task force Usa anti Covid. Nel contesto della cerimonia di conferimento dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Fauci ha parlato anche di come l’Italia ha affrontato e sta affrontando l’epidemia. (COVID: AGGIORNAMENTI LIVE - SPECIALE).

“Allentamenti in Italia rischiosi? Dipende dalle circostanze”

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Alla domanda sull’allentamento delle restrizioni e sullo spostamento del coprifuoco in Italia, nel momento in cui soltanto il 15% della popolazione è vaccinato, l’immunologo americano è chiaro: “Dipende dalle circostanze in cui lo fai. Indossare una mascherina può prevenire la diffusione delle infezioni anche se non sei vaccinato. L’ideale sarebbe avere quante più persone vaccinate: il 15% è un buon inizio ma devi arrivare al 70-75%”. Poi aggiunge: “Se sposti il coprifuoco dalle 22 alle 23 devi essere sicuro che le persone indossino le mascherine soprattutto all’interno, all’esterno probabilmente non serve, ma dentro sì perché se hai il 15% di persone vaccinate vuol dire che l’85% non lo è, quindi si deve fare molta attenzione”.

"Il Covid ci ha insegnato molte cose, la sfida adesso è vaccinare"

Sull’esperienza nuova di una pandemia di questa portata: “Abbiamo imparato molte cose dal Covid-19, come il fatto che le epidemie accadono e che c’è sempre il pericolo cue possa succedere. L’incubo più grande, il caso peggiore, sarebbe stato proprio un nuovo virus che salta da una specie animale all’uomo e che è facilmente trasmissibile”. Poi sottolinea che “in ogni caso, il risultato è che ora c’è un intero pianeta coinvolto e spero che sia un avvertimento per tutti, affinché siamo molto più preparati la prossima volta e che ci sia molta più collaborazione tra Paesi, ma soprattutto che si investa sulla scienza perché è stata la capacità di avere i vaccini così velocemente che ha salvato molte vite. L’unica sfida adesso - dice Fauci - è quella di convincere le persone di tutto il mondo a vaccinarsi”.

“Vaccino? I Paesi ricchi aiutino quelli poveri”

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Sulla distribuzione dei vaccini e la possibilità di revoca delle protezioni dei brevetti sui vaccini: "Sono pienamente a favore che i Paesi ricchi facciano il possibile per fornire vaccini ai paesi più poveri, non importa come, se firmando contratti con grandi compagnie per inviare dosi o col trasferimento di tecnologia”. Infine sui ritardi della campagna vaccinale in Italia, Fauci ha sottolineato che il nostro Paese, a differenza di Usa e Gran Bretagna, non ha avuto pieno potere su cosa fare perché fa parte dell'Unione europea e deve attenersi alle sue decisioni. 

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