Russia, Navalny portato in ospedale penitenziario. Corte diritti umani apre procedimento

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L’oppositore russo trasferito nel reparto ospedaliero della colonia penale IK-3. Il suo staff, che sta preparando una manifestazione per mercoledì: è "un centro di tortura". La Corte europea ha notificato al governo di Mosca il ricorso presentato dal dissidente contro la sua detenzione in carcere, aprendo di fatto il processo sul caso. Di Maio: “Gli sia assicurato accesso immediato alle cure mediche necessarie". Usa: quello che gli capita in carcere "è responsabilità del governo russo", "il mondo ne chiederà conto"

L’oppositore russo Alexei Navalny è stato trasferito in ospedale, o meglio nel reparto ospedaliero della colonia penale IK-3 del Servizio penitenziario federale russo (FSIN) nella regione di Vladimir, specializzato nell'osservazione medica dei detenuti. Secondo il servizio penitenziario, le sue condizioni di salute sono "soddisfacenti". I sostenitori del dissidente, però, hanno fatto notare che la clinica si trova all'interno di una colonia penale, definendola "un centro di tortura". Intanto, mentre una grande manifestazione è stata indetta per mercoledì, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha aperto un procedimento sul caso.

La decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo

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In particolare, la Corte ha notificato al governo di Mosca il ricorso presentato da Navalny contro la sua detenzione in carcere in Russia, aprendo di fatto il processo sul caso. Il leader dell'opposizione russa aveva fatto ricorso ai giudici di Strasburgo il 20 gennaio scorso, affermando che la detenzione mette a rischio la sua vita. La notifica segue la richiesta, avanzata dalla stessa Corte il 16 febbraio, affinché Mosca prendesse misure urgenti per la liberazione del leader dell'opposizione russa. Nel ricorso, Navalny dice di essere sottoposto a maltrattamenti, in particolare attraverso la privazione del sonno, una nutrizione inadeguata, forti pressioni psicologiche, abusi verbali e il diniego di assistenza medica. Nel notificare il ricorso a Mosca, la Corte di Strasburgo ha avanzato una serie di richieste di chiarimento sulla detenzione dell'oppositore, alle quali Mosca dovrà rispondere entro il 12 luglio. I giudici di Strasburgo vogliono sapere se le autorità russe possono addurre "un impedimento oggettivo" per non aver dato seguito alla richiesta di liberazione del 16 febbraio. Inoltre, i togati chiedono se l'attuale stato di salute di Navalny, le strutture mediche e le cure che sta ricevendo sono compatibili con il rispetto del suo diritto alla vita e a non essere sottoposto a maltrattamenti, anche tenendo conto del "deterioramento della salute quasi letale" che l'oppositore ha subito a seguito dell'avvelenamento dell'agosto 2020 "e l'impatto che questo ha avuto sulla sua salute".

La vicenda

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Navalny è stato arrestato a gennaio appena tornato in patria, dopo essersi ripreso da un avvelenamento quasi fatale che secondo lui è stato orchestrato dal Cremlino. La Russia ha sempre negato l'accusa. Il dissidente sta scontando due anni e mezzo di carcere per vecchie accuse di appropriazione indebita - che l'oppositore dice essere motivate politicamente - in una colonia penale nella città di Pokrov a circa 100 chilometri a est di Mosca. Il 44enne ha iniziato uno sciopero della fame il 31 marzo per chiedere un trattamento medico adeguato per il mal di schiena e l'intorpidimento delle gambe e delle mani. Alcuni giorni fa i suoi medici hanno detto che la sua salute si è rapidamente deteriorata e hanno chiesto ai funzionari della prigione di concedere loro un accesso immediato. "Il paziente può morire in qualsiasi momento", ha sostenuto il cardiologo Yaroslav Ashikhmin. Ora è arrivato il trasferimento nel reparto ospedalieri, che però non ha fermato le polemiche e le preoccupazioni.

Le reazioni internazionali

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Nelle scorse ore, tra Usa ed Europa, sono tanti i Paesi che hanno espresso allarme per le condizioni di Navalny. "Chiediamo che abbia accesso immediato ai suoi medici di fiducia e riteniamo la Russia responsabile per la sua salute", ha commentato l'Alto rappresentante dell'Ue Josep Borrell, aggiungendo però che non sono in preparazione nuove sanzioni contro Mosca. Il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio, parlando in videoconferenza al Consiglio Affari Esteri dell'Ue, "ha ribadito l'appello affinché gli sia assicurato accesso immediato alle cure mediche necessarie". La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha ribadito che quello che capita in carcere all'oppositore russo "è responsabilità del governo russo" e che "il mondo ne chiederà conto". "Nel frattempo il nostro obiettivo naturalmente è continuare a premere per il suo rilascio e ribadire il nostro punto di vista che deve essere trattato umanamente", ha aggiunto.

La risposta della Russia

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Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, nel suo consueto briefing con la stampa, ha invece dichiarato: "Lo stato di salute dei detenuti e dei prigionieri sul territorio russo non può e non deve essere un argomento di interesse per gli altri Stati". Ha poi precisato di non aver recepito "in alcun modo le dichiarazioni fatte dai rappresentanti di altri Stati".

La manifestazione di mercoledì

Intanto, lo staff di Navalny prepara la manifestazione di mercoledì. Sul trasferimento del dissidente, il direttore del Fondo Anti-Corruzione Ivan Zhdanov ha commentato: "È abbastanza chiaro che ora ci viene data una sorta di 'buona notizia' sulle condizioni di Alexey prima della protesta, ma non fatevi ingannare". Sui social i sostenitori dell'oppositore hanno pubblicato la lista delle città e i punti dove recarsi alle 19 locali. Per Mosca è stata indicata la piazza del Maneggio, davanti alle mura del Cremlino, e non la tradizionale Pushkinskaya. Pronta la risposta delle autorità. Il ministero dell'Interno russo invita a non partecipare alle manifestazioni non autorizzate e dichiara che le forze dell'ordine "non permetteranno una destabilizzazione della situazione e prenderanno tutte le misure necessarie per mantenere l'ordine nelle regioni del Paese". La procura generale ha emesso un bollettino in cui precisa che chi prenderà parte alle proteste rischierà la "procedura penale". Per il 26 aprile, infine, è stata fissata la prima udienza del tribunale di Mosca che dovrà decidere se il movimento di Navalny - già bollato come "agente straniero" - sarà considerato un'organizzazione estremista.

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