Navalny, Usa: “Ripercussioni se muore”. Farnesina: “Siamo preoccupati”

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Il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan ha ammonito che ci saranno conseguenze per la Russia se l'oppositore non dovesse farcela. Messaggi a Mosca anche da Roma: "Auspichiamo che gli venga garantito accesso immediato alle cure mediche di cui ha bisogno". Intanto la figlia lancia un appello: "Fatelo visitare da un medico", mentre i sostenitori hanno convocato proteste in piazza il 21 aprile

"Abbiamo comunicato al governo russo che quello che accade a Navalny in prigione è loro responsabilità e che la comunità internazionale ne chiederà conto". A dirlo è il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan, che ha ammonito che ci saranno ripercussioni per la Russia se l'oppositore russo Alexey Navalny dovesse morire. Il 17 aprile Kira Yarmish, portavoce del dissidente, ha riferito sui social che "sta morendo. Nelle sue condizioni, è una questione di giorni". Preoccupazione anche dall’Italia: "La Farnesina esprime forte preoccupazione per la notizia del deterioramento delle condizioni di salute di Alexey Navalny e auspica che gli venga garantito accesso immediato alle cure mediche di cui ha bisogno", si legge sul profilo Twitter del ministero degli Esteri. Sempre su Twitter arriva intanto l'appello della figlia: "Consentite a un medico di fargli visitare mio papà", scrive Daria Navalnaya. 

Ambasciatore russo a Londra: "Non lo faremo morire in carcere"

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La comunità internazionale, dunque, chiede alla Russia di salvare Navalny. Da Londra, però, l'ambasciatore russo attacca: "Non lo faremo morire in cella. Si comporta come un delinquente”. Lo stesso, intervistato da Andre Marr, a proposito dei dolori denunciati dal dissidente in carcere, ha detto: "Oggi gli fa male una gamba, domani un braccio. Nessun altro che sia nel suo stesso penitenziario si lamenta come lui". Poi alla domanda sul perché non gli sia concesso di vedere il suo medico, Kelin ha chiesto se "nel Regno Unito i detenuti chiedono di vedere il proprio medico personale".

I problemi di salute di Alexei Navalny

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Detenuto dallo scorso gennaio, Alexey Navalny ha iniziato uno sciopero della fame il 31 marzo per chiedere un trattamento medico adeguato per il mal di schiena e l'intorpidimento di mani e gambe che lo affliggono in carcere. Il 6 aprile è stato poi  ricoverato per sospetta tubercolosi. Secondo la sua dottoressa Anastasia Vasilyeva, che non ha potuto visitarlo ma solo consultare le analisi fatte dai medici della colonia penale, la situazione dell'oppositore russo sarebbe gravissima. "Ha livelli critici di potassio nel sangue, i reni stanno entrando in sofferenza, rischia in ogni momento l'arresto cardiaco, deve essere ricoverato in terapia intensiva", è la diagnosi della specialista.

I sostenitori: "È tempo di agire"

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Il popolo di Navalny ha rotto intanto gli indugi e ha convocato per il 21 aprile una grande manifestazione nazionale. Dopo l'avvelenamento e il rientro in Russia, l'oppositore è stato arrestato e processato. Da alcune settimane è rinchiuso tra le mura della colonia penale di Pokrov e dal 31 marzo porta avanti uno sciopero della fame a causa del rifiuto dei medici di vederlo. "È tempo di agire, qui non si tratta solo della libertà di Navalny, ma della sua vita", ha scritto in un post su Facebook Leonid Volkov, uno dei sostenitori del dissidente. L'invito è a manifestare il 21 aprile, dopo che il presidente Vladimir Putin avrà pronunciato il suo discorso alla nazione. La Francia intanto è "estremamente preoccupata" per lo stato di salute dell'oppositore russo Navalny, ha riferito il ministro francese degli Esteri Jean-Yves Le Drian evocando le "enorme responsabilità" del presidente russo Vladimir Putin. "La situazione del signor Navalny è estremamente preoccupante", ha detto il capo della diplomazia francese alla tv pubblica France 3. "Auspico che vengano prese misure per garantire la sua integrità libera ma anche la sua liberazione", ha detto. "C'è una responsabilità enorme per il presidente Vladimir Putin".

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