Minneapolis, uccisione Daunte Wright: si dimettono l'agente che ha sparato e capo polizia

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In Minnesota è esplosa la rabbia per l'uccisione del 20enne afroamericano da parte di una poliziotta che avrebbe scambiato la pistola per un taser. Le forze dell'ordine hanno usato lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Rassegna le dimissioni anche il capo della polizia del dipartimento dove lavorava la poliziotta. In città è in vigore il coprifuoco. "Nessuno sia al di sopra della legge", ha commentato il presidente Biden

Terremoto nelle forze dell'ordine a Minneapolis dopo l'uccisione del ventenne afroamericano Daunte Wright: la poliziotta che ha sparato si è dimessa con effetto immediato, e lo stesso ha fatto il capo della polizia del dipartimento di Brooklyn Center, quello a cui apparteneva l'agente. Intanto sono decine gli arresti tra i manifestanti scesi in piazza vicino Minneapolis, dove è esplosa la rabbia dopo la morte del giovane. Le forze dell'ordine hanno usato anche lacrimogeni per disperdere la folla. Appello a rientrare a casa da parte del sindaco di Brooklyn Center, mentre in città è in vigore il coprifuoco. "Dobbiamo riportare fiducia e assicurare le responsabilità affinché nessuno sia al di sopra della legge", ha commentato il presidente Usa Joe Biden. Di “omicidio" parla intanto il medico legale.

Si dimette l'agente che ha sparato

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Wright è stato ucciso da Kim Potter, una poliziotta che gli avrebbe sparato con quella che pensava fosse il 'taser', la pistola paralizzante. Annunciando le dimissioni immediate, la poliziotta ha dichiarato: "Ho amato ogni singolo minuto della mia carriera da poliziotta", ha scritto la donna nella dichiarazione con cui ha rotto il silenzio. "Ho servito questa comunità al meglio delle mie capacità, ma credo che le mie dimissioni immediate ora siano proprio nell'interesse della comunità, del dipartimento di polizia e dei miei colleghi". Potter, 48 anni, era una veterana in servizio nel dipartimento di Brooklyn Center, sobborgo di Minneapolis, da ben 26 anni. Subito dopo l'uccisione di Daunte Wright era stata sospesa in attesa del risultato delle indagini.

Minneapolis torna alla sera dell'uccisione di George Floyd

La città di Minneapolis, in Minnesota, è tornata di colpo a undici mesi fa, alla rabbia della comunità nera, le lacrime, i cortei, alle proteste in piazza, gli scontri, i lacrimogeni, al coprifuoco. È tornata alla sera del 25 maggio 2020 quando, a pochi chilometri di distanza dalla tragedia di domenica pomeriggio, venne ucciso dalla polizia George Floyd, durante l'arresto: l'uomo era stato accusato di aver smerciato una banconota falsa da venti dollari. Da giorni a Minneapolis si svolge il processo, in cui imputato è l'ex agente Derek Chauvin: la sentenza è attesa per la prossima settimana, ma intanto la situazione è diventata di nuovo incandescente. È stato anche ordinato il dispiegamento di 500 riservisti della Guardia Nazionale in risposta alle proteste delle ultime ore.

La dinamica dell’omicidio

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Daunte Wright era alla guida della sua auto, assieme alla fidanzata, quando è stato fermato da una pattuglia della polizia a Brooklyn Center, un sobborgo a nord di Minneapolis. Durante l’identificazione, gli agenti si sono accorti che sul ragazzo c'era un ordine d'arresto per non essersi presentato, settimane prima, davanti al giudice. Wright era stato denunciato per porto d'armi senza avere la licenza. In serata è stato reso pubblico il video ripreso dalla body camera della poliziotta che ha sparato. Le immagini sono terribili e documentano il tentativo di arresto: il ragazzo sta per essere ammanettato, poi si divincola, scalcia, cerca e riesce ad entrare nell'abitacolo. Wright entra in macchina, prova a ripartire, ma la poliziotta che è vicina impugna l’arma con la destra, gridando "Taser Taser Taser", poi spara e colpisce il ragazzo. Un solo colpo. "Shit", esclama l’agente, rendendosi conto dell'errore. Wright riesce a ripartire ma si schianta poco dopo su un'altra macchina e muore.

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Non è chiaro se il ragazzo sia morto per il proiettile o in conseguenza dell'incidente. La fidanzata, che era con lui, è rimasta illesa. È stata lei a dare la notizia alla madre di Wright, al cellulare. La poliziotta, definita una con "grande esperienza” - Potter è nel dipartimento di polizia da quasi 26 anni -, è stata sospesa in attesa dei risultati dell'inchiesta. Il capo della polizia di Brooklyn Center, Tim Gannon, ha parlato di "tragico errore". Gli agenti, ha spiegato Gannon, devono tenere la pistola sul loro lato forte, e il taser su quello debole: la poliziotta, destrorsa, avrebbe preso la pistola per sbaglio e sparato un colpo, prima di rendersi conto del tragico errore. "Penso a Daunte Wright, alla sua famiglia e al dolore, alla rabbia e al trauma che gli afroamericani sperimentano ogni giorno. Mentre attendiamo i risultati dell'indagine, sappiamo cosa dobbiamo fare per andare avanti: riportare fiducia e assicurare le responsabilità affinché nessuno sia al di sopra della legge”, twitta il presidente statunitense.

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