Minneapolis, agente uccide afroamericano: coprifuoco dopo scontri. Biden invita alla calma

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Nella città del Minnesota la rabbia è esplosa dopo l'uccisione di un 20enne di colore durante un controllo: secondo le autorità, il poliziotto non avrebbe avuto l'intenzione di sparare ma avrebbe scambiato per errore il taser con la pistola. Il sindaco, per timore di altri disordini, ha ordinato il coprifuoco. Schierati 500 riservisti della Guardia nazionale. Rinviata la partita di Nba tra i Timberwolves e i Brooklyn Nets. Il presidente Usa Biden: “Ogni protesta violenta non è giustificabile”

Ancora scontri e proteste a Minneapolis, dove la rabbia è esplosa dopo l'uccisione di un ragazzo afroamericano da parte di un poliziotto. Il sindaco, per timore di nuovi disordini, ha ordinato per la serata del 12 aprile il coprifuoco. Nello Stato del Minnesota è stato disposto anche il dispiegamento di 500 riservisti della Guardia nazionale. Il presidente Usa Joe Biden, intanto, ha lanciato un appello alla calma. Rinviata anche la partita di Nba tra i Timberwolves e i Brooklyn Nets, che era in programma alle 20.

Appello alla calma di Biden

Biden ha definito "tragico" quanto accaduto nella città del Minnesota  - in particolare a Brooklyn Center, una cittadina di 30mila abitanti a una ventina di chilometri - e "comprensibili" le proteste pacifiche della comunità afroamericana. Il presidente ha però messo in guardia da ogni tipo di violenza, dopo le scene di guerriglia urbana. "Ogni protesta violenta non è assolutamente giustificabile", ha detto il capo della Casa Bianca, "così come non c'è giustificazione per vandalismi e saccheggi".

Notte di violenze dopo la morte di un 20enne

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A Minneapolis a scatenare la notte di violenze, tra l’11 e il 12 aprile, è stata l'uccisione di un ragazzo di 20 anni che, a bordo della sua auto, era stato fermato da una pattuglia per un controllo. In un video diffuso dalle forze dell'ordine si vede come l’agente, per evitare la fuga del ventenne, gli spara a bruciapelo dentro l'abitacolo. I vertici del Dipartimento di polizia parlano di un clamoroso incidente: il poliziotto - dicono - non avrebbe avuto l'intenzione di sparare, ma avrebbe scambiato per errore il taser con la pistola. Spiegazione che non è bastata a placare le tensioni, in una città già ferita dalla morte di George Floyd e che attende la fine del processo contro Derek Chauvin, l'ex agente che era tra i quattro coinvolti nella morte dell’uomo nel maggio 2020.

Le prime ricostruzioni

Secondo le prime ricostruzioni, il ventenne Daunte Wrigth - che era in auto con la fidanzata nell'area di Brooklyn Center, un sobborgo di Minneapolis - è stato fatto scendere dalla macchina dagli agenti, che durante il controllo avrebbero scoperto come su di lui pendesse un mandato di cattura. Un provvedimento spiccato all'inizio di questo mese per non essersi presentato nell'aula di tribunale dove avrebbe dovuto rispondere di un paio di reati minori, tra cui il trasporto di una pistola senza autorizzazione. Quando i poliziotti hanno tentato di ammanettarlo per portarlo via, il ragazzo - come si vede nel video - con uno scatto è riuscito a rientrare in auto per sottrarsi all'arresto. A quel punto, dopo alcuni secondi molto concitati, un agente che puntava una pistola contro il ragazzo ha esploso un colpo, prendendolo in pieno. Il ventenne è riuscito comunque a ripartire, anche se la fuga è terminata pochi isolati dopo, contro un altro veicolo. Quando i soccorsi sono arrivati Daunte era già morto, mentre la ragazza che era con lui è rimasta ferita nello scontro.

Le proteste e gli scontri

Appena si è diffusa la notizia di quanto successo, centinaia di persone si sono riversate a protestare per le strade di Brooklyn Center. Una protesta che presto si è trasformata in scontri e tafferugli, con lancio di pietre e bottiglie contro la polizia, che a sua volta ha usato proiettili di gomma e gas lacrimogeni per tenere a bada la folla. Un centro commerciale della zona è stato preso d'assalto e almeno 20 esercizi commerciali sono stati vandalizzati. I momenti di maggior tensione si sono registrati quando i manifestanti hanno circondato la sede del Dipartimento di polizia di Brooklyn Center, con gli agenti in tenuta antisommossa che a fatica sono riusciti a difendere il presidio. L’edificio è stato attaccato con una sassaiola e il lancio di altri oggetti. Le truppe della Guardia nazionale si sono poi schierate di fronte alla struttura.

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