Nucleare, l'Iran annuncia: abbiamo raggiunto il 20% di uranio arricchito

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La decisione del presidente Hassan Rohani si basa sulla legge approvata dal Parlamento il mese scorso che va contro gli impegni presi dalla Repubblica islamica con l'accordo nucleare, firmato a Vienna nel 2015, che fissa al 3,67% il limite dell'arricchimento di uranio

L'Iran annuncia di aver raggiunto il 20% di uranio arricchito. Il portavoce dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana di Teheran, Behrouz Kamalvandi, ieri sera ha dato l’annuncio alla tv di Stato: "Intorno alle 19:00 abbiamo raggiunto il livello del 20% nel sito di Fordo. Al momento stiamo esaminando l'arricchimento superiore al 20%". L’impianto si trova tra le montagne della città santa sciita di Qom. La decisione del presidente Hassan Rohani, che si basa sulla legge approvata dal Parlamento il mese scorso, va contro gli impegni presi dalla Repubblica islamica nel sottoscrivere l'accordo nucleare, firmato a Vienna nel 2015, che fissa al 3,67% il limite dell'arricchimento di uranio. Pur violando l'intesa, il 20% non è ancora un livello di allarme poiché per la bomba atomica serve un arricchimento al 90%. In base a questa nuova legge che sancisce l’“azione strategica per revocare le sanzioni”, l'Organizzazione per l'energia atomica iraniana (Aeoi) deve aumentare le riserve di uranio arricchito del 20% a 120 kg entro la fine dell'anno ed eseguire una serie di lavori tecnici per il relativo stoccaggio.

Il disimpregno dell'Iran sul nucleare

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A un anno dall'uccisione del generale Qassem Soleimani in un raid americano a Baghdad, sotto gli occhi degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), la Repubblica islamica prosegue il suo disimpegno, iniziato con il ritiro unilaterale degli Usa dall'accordo e con la reimposizione delle sanzioni economiche. Questo nuovo atto iraniano arriva in un contesto di accresciute tensioni con gli Stati Uniti, a due settimane dall'insediamento della nuova amministrazione Biden.

Le reazioni internazionali

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"Un'estorsione nucleare". Così gli Stati Uniti commentano la decisione dell'Iran di avviare l'arricchimento dell'uranio al 20% nell'impianto di Fordo. La mossa "dell'Iran è chiaro tentativo di rafforzare la sua campagna di estorsione nucleare, un tentativo che continuerà a fallire", afferma il Dipartimento di Stato.

"Israele non permetterà all'Iran di produrre armi nucleari", ha subito minacciato il suo premier Benjamin Netanyahu. Ma reazioni preoccupate giungono anche dai partner di Teheran nell'intesa del 2015 (Jcpoa). L'Unione europea parla di "un notevole allontanamento dagli impegni sul nucleare", con "gravi implicazioni sulla non-proliferazione".

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