Hong Kong, si dimettono tutti i deputati pro-democrazia

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La decisione è stata presa dopo l'espulsione di quattro rappresentanti del Civic Party, a seguito di una inconsueta decisione dell'organo legislativo di Pechino

Tutti i deputati pro-democrazia del Legislative Counsile (LegCo) di Hong Kong hanno annunciato che presenteranno le dimissioni dopo l'espulsione di quattro rappresentanti del Civic Party, a seguito di una inconsueta decisione del Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo, l'organo legislativo di Pechino.

Decisione anticipata a mezzo stampa

I 19 deputati, in una conferenza stampa tenuta lunedì, avevano preannunciato la loro mossa qualora i colleghi, in base alle anticipazioni di stampa, fossero stati cacciati dalla LegCo. E’ un tentativo di dividere l’opposizione tra i più docili e quelli pronti a battersi con la forza delle opinioni contrarie: collaborare con il governo o perdere il seggio. Il blocco democratico però ha reagito compatto: gli altri 15 deputati oppositori del LegCo hanno annunciato dimissioni in massa, per protesta.

"Espulsione deputati decisa da Pechino"

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La leader di Hong Kong, Carrie Lam, attribuisce a Pechino la decisione di espellere i deputati pro-democrazia di Hong Kong. Lam ha precisato oggi che solo il Comitato Permanente dell'Assemblea Nazionale del Popolo, il vertice dell'organo legislativo del parlamento cinese, ha l'autorità per interpretare la Basic Law, la Legge Fondamentale che regola il rapporto tra Hong Kong e la Cina, e che la risoluzione  approvata oggi da Pechino non le dà il diritto di espellere parlamentari della città. Lo ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa, tenuta dopo la decisione di Pechino e precisando che la risoluzione adottata oggi "semplicemente chiarisce che Alvin Yeung, Dennis Kwok, Kwok Ka-ki e Kenneth Leung non sono idonei per stare nel Consiglio  Legislativo", il parlamento della città. Pechino, ha proseguito la leader di Hong Kong, "ha anche l'autorità per gestire i problemi che sorgono dall'attuazione" della mini-costituzione della città. I quattro deputati pro-democrazia espulsi, infine, saranno giudicati in base alla possibilita' che abbiano violato le condizioni scandite nella risoluzione riguardanti la Basic Law, la nuova legge sulla sicurezza nazionale nella città imposta da Pechino a fine giugno scorso, e altre ordinanze locali.

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