Usa 2020, Trump: "La gente non accetterà queste elezioni truccate"

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Il tycoon pubblica su Twitter una serie di post su presunti brogli elettorali e conferma la sua volontà di non concedere la vittoria a Joe Biden. Il vincitore del voto del 3 novembre definisce "imbarazzante per il Paese" l’atteggiamento del presidente in uscita ma aggiunge: "Non vedo la necessità di azioni legali per assicurare la transizione". Intanto i leader mondiali legittimano il successo alle urne del 77enne democratico

"La gente non accetterà queste elezioni truccate". Lo dice su Twitter Donald Trump, pubblicando una serie di post su presunti brogli nei diversi Stati Usa. Così, il tycoon conferma la sua volontà di non voler concedere la vittoria a Joe Biden che, a sua volta, definisce il rifiuto del tycoon di concedere la vittoria "imbarazzante l'intero Paese" (LO SPECIALE USA 2020).

Biden: "Rifiuto di Trump non ha molte conseguenze"

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"Il rifiuto di Donald Trump di concedere la vittoria non ha molte conseguenze. Sulla strada della transizione possiamo andare avanti senza fondi e senza briefing", ha detto Joe Biden, che si mostra sicuro nel post-elezioni. Per il 77enne democratico il lavoro verso l'insediamento della prossima amministrazione è già iniziato e sulla possibilità di intraprendere azioni legali per assicurare la transizione afferma: "Non vedo la necessità".

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Quando ormai è passata oltre una settimana dal voto, con il presidente uscente - appoggiato da gran parte del partito repubblicano - che si rifiuta di concedere la vittoria, per Biden diventa sempre più difficile svolgere il proprio compito, tanto che i suoi avvocati, nonostante le rassicurazioni dello stesso Biden, stanno in realtà valutando la possibilità intraprendere un'azione legale contro l'amministrazione Trump, accusandola di ostacolare illegalmente il normale corso degli eventi. Intanto è stato il team di legali del tycoon a muoversi per primo facendo causa alla Pennsylvania, Stato che ha dato la vittoria a Joe Biden, denunciando una presunta violazione della Costituzione. L'accusa di violazione costituzionale lascia presagire l'intenzione della campagna di Trump di arrivare in fondo alla questione, fino a portare il caso davanti alla Corte Suprema. Offensiva legale che riguarda tutti gli Stati che gli sono stati strappati da Biden, o dove Biden è in testa: dunque non solo la Pennsylvania ma anche il Wisconsin, il Michigan, il Nevada, l'Arizona e la Georgia.

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A livello mondiale, però, Biden è già stato riconosciuto legittimo presidente: lo ha fatto Emmanuel Macron così come Angela Merkel, e persino un alleato di Trump come Boris Johnson (tutti e tre oggi hanno avuto un colloquio telefonico con Biden). A congratularsi è stato anche il leader turco Recep Tayyip Erdogan, mentre restano "in attesa dei risultati ufficiali" Vladimir Putin e Xi Jinping. 

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