
Coronavirus, da oggi il nuovo Dpcm: tamponi e divieti per rientri dai Paesi a rischio
Il provvedimento in vigore dal 7 al 30 settembre. Confermato obbligo di sottoporsi a tampone per chi torna da 4 Paesi: Croazia, Grecia, Malta, Spagna. Non è permesso entrare da Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Kosovo, Montenegro, Serbia e Colombia. La novità: chi si trova all’estero potrà rientrare per raggiungere “la persona con cui ha una stabile relazione affettiva, anche se non convivente”. LE REGOLE

Lunedì 7 settembre entra in vigore un nuovo Dpcm. Questo decreto del presidente del consiglio, sempre per limitare il contagio da coronavirus, sarà valido fino al 30 settembre. Nel provvedimento rimane l’obbligo di sottoporsi a tampone per chi torna da alcuni Paesi a rischio e il divieto di ingresso in Italia da altri. Ecco cosa devono sapere i viaggiatori internazionali
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Il nuovo provvedimento del governo, quindi, conferma la validità dell’ordinanza firmata il 12 agosto dal ministro della Salute Roberto Speranza per controllare chi torna dall’estero. Come spiega il Corriere della Sera, però, c’è una novità: chi si trova all’estero potrà entrare in Italia per raggiungere “la persona con cui ha una stabile relazione affettiva, anche se non convivente”
Nuovo Dpcm: resta l'obbligo su tamponi e mascherine. Capienza mezzi all'80%
Le regole per i viaggi, come spiegano le disposizioni del governo, sono diverse a seconda dello Stato di provenienza o destinazione e delle motivazioni degli spostamenti. Sono previsti sei elenchi di Paesi
Lo speciale coronavirus
Nell’elenco A ci sono la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano: non è prevista nessuna limitazione
Le regole per viaggiare sicuri in aereo
Nell’elenco B ci sono i Paesi Ue (tranne Croazia, Grecia, Malta, Spagna; Romania e Bulgaria), i Paesi Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, Andorra e Principato di Monaco: gli spostamenti da/per questi posto sono consentiti senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo, e senza obbligo di isolamento al rientro. Rimane l’obbligo di compilare un’autodichiarazione
I focolai di coronavirus in Italia
Regole diverse per Croazia, Grecia, Malta, Spagna: chi entra/rientra in Italia da questi Paesi (dopo soggiorno o transito nei 14 giorni precedenti) deve presentare un’attestazione di essersi sottoposto, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, a test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo. Oppure deve sottoporsi al test all’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine o entro 48 ore dall'ingresso in Italia. Nell’attesa deve stare a casa in isolamento fiduciario
Le informazioni sul sito ViaggiareSicuri
Inoltre, chi arriva da Croazia, Grecia, Malta, Spagna deve comunicare subito il suo ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, anche se asintomatico. Poi, in caso di sintomi riconducibili al Covid-19, deve segnalare con tempestività la situazione all'Autorità sanitaria e continuare l’isolamento fiduciario
La situazione in Italia con grafici e mappe
Bulgaria e Romania fanno parte dell’elenco C: sono consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione da/per questi Paesi ma, al rientro in Italia, c’è l’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. È anche necessario compilare un’autodichiarazione e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione)

Nell’elenco D ci sono Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay: sono consentiti gli spostamenti da/per questi Paesi senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo. Al rientro in Italia è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione e raggiungere la propria destinazione finale nel nostro Paese solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione)

L’elenco E comprende gli spostamenti da/per Paesi extra Ue, quindi il resto del mondo, con obbligo di motivazione. I movimenti, quindi, sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo

Nel nuovo Dpcm, come spiega il Corriere, tra le motivazioni c’è una novità: “È consentito l’ingresso nel territorio nazionale per raggiungere il domicilio, l’abitazione e la residenza di una persona, anche non convivente, con la quale vi sia una stabile relazione affettiva”

Il rientro in Italia da questo gruppo di Paesi è sempre consentito ai cittadini italiani/Ue/Schengen e loro familiari, ai titolari di permesso di soggiorno e loro familiari. Al rientro in Italia è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un'autodichiarazione con la motivazione che consente il rientro e si può raggiungere la propria destinazione solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione)

C’è, infine, l’elenco F: i Paesi da cui non è permesso l’ingresso in Italia. Si tratta di Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Kosovo, Montenegro, Serbia e Colombia

Da Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù e Repubblica Dominicana è in vigore un divieto di ingresso in Italia con l’eccezione dei cittadini Ue (inclusi gli italiani) e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 9 luglio 2020

Da Kosovo, Montenegro e Serbia è ancora in vigore un divieto di ingresso, con l’eccezione dei cittadini Ue (inclusi i cittadini italiani) e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 16 luglio 2020

Dalla Colombia è in vigore un divieto di ingresso con l’eccezione dei cittadini Ue (inclusi i cittadini italiani) e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 13 agosto 2020

Per i Paesi nell’elenco F sono esclusi dal divieto di ingresso anche equipaggi e personale viaggiante dei mezzi di trasporto e funzionari e agenti diplomatici e personale militare nell’esercizio delle proprie funzioni. Gli spostamenti dall’Italia verso questi Paesi sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo

Al rientro in Italia da questi Paesi è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione con la motivazione e si può raggiungere la propria destinazione finale nel nostro Paese solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione)

Per tutti i Paesi, comunque, il governo raccomanda di consultare la Scheda di interesse su ViaggiareSicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle autorità locali

Rispetto alle regole appena descritte per i vari Paesi sono previste alcune eccezioni. Ad esempio, ad alcune condizioni, per chi fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza. Oppure per chi transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore

Eccezioni, ad alcune condizioni, anche per il personale sanitario in ingresso in Italia, lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita, funzionari dell'Unione europea o di organizzazioni internazionali, agenti diplomatici, personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, funzionari e impiegati consolari, personale militare, alunni e studenti per la frequenza di un corso di studi

L’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, comunque, non si applica all'equipaggio dei mezzi di trasporto; al personale viaggiante; agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria

Non è permesso l'ingresso in Italia, comunque, per i casi positivi, per chi presenta sintomi legati al Covid-19 (o li ha presentati negli 8 giorni precedenti al viaggio), per chi ha avuto contatti stretti con un positivo nei 14 giorni precedenti