Coronavirus in America Latina, superato il milione di contagi: oltre la metà in Brasile

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Sono 51.216 complessivamente i morti. In Brasile i casi accertati dall’inizio della pandemia sono oltre 514mila con oltre 29mila decessi. Positivi anche 16 calciatori del Vasco da Gama. Preoccupante anche la situazione in Perù con più di 164mila contagi e 4.500 vittime

L'America Latina ha superato nelle ultime 24 ore la soglia di un milione di contagiati da Coronavirus, raggiungendo 1.010.279 di casi confermati (+35.000), di cui 51.216 morti (+1.100). È quanto emerge da una statistica elaborata dall'Ansa sulla base di dati riguardanti 34 nazioni e territori latinoamericani (CORONAVIRUS, AGGIORNAMENTI LIVE - LO SPECIALE). Continua l'emergenza in Brasile, dove si registrano anche 16 casi di positività tra i giocatori della squadra di calcio, Vasco da Gama.

Oltre 514mila contagi in Brasile

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Da solo, proprio il Brasile raccoglie oltre la metà dei contagiati (514.849), come riporta anche la mappa dell'università americana Johns Hopkins, aggiungendone in un giorno ben 16.400 e consolidando il suo secondo posto al mondo dietro gli Stati Uniti (1.786.030). Anche i morti sono cresciuti, avvicinandosi alla barriera dei 30.000, a quota 29.314 (+480). Preoccupante anche la situazione in Perù, seconda nazione più contagiata nella regione con 164.476 casi (+8.800) e 4.506 morti (+135). 

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Positivi 16 calciatori del Vasco da Gama 

Sempre in Brasile, 16 calciatori del Vasco da Gama sono risultati positivi ai test per il coronavirus. Lo ha annunciato il responsabile del settore medico del club carioca, Marcos Teixeira, specificando che in tutto, fra personale dipendente di vario tipo, sono stati fatti 350 test di cui a 43 atleti. "Quindi il 44% di loro - ha detto Teixeira - è risultato positivo". I 16 calciatori sono già stati messi in isolamento, ma Teixeira ha rivelato anche che altri tre "erano risultati positivi ma sono già guariti. In ogni caso tutto ciò dimostra che stiamo facendo un grande lavoro sul fronte della salute".

Polemiche sulla ripresa del calcio chiesta da Bolsonaro

La notizia riaccende le polemiche sulla ripresa del calcio in Brasile, chiesta nei giorni scorsi dal presidente Jair Bolsonaro "perché i calciatori sono atleti e giovani, quindi per loro il rischio di contagio è minimo. E poi molti di loro devono giocare per poter guadagnare e mantenere le famiglie". Ma fra club e autorità locali di vari Stati non sono pochi quelli che sono in disaccordo con il presidente brasiliano. Si continua, quindi, a discutere su come e quando ricominciare, forse a luglio, anche se i 16 calciatori positivi del Vasco non aiuteranno chi sostiene quest'ultima tesi.

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