Coronavirus, la Commissione Ue esclude il commissariamento per chi utilizza il Mes

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In una lettera al presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno i commissari Dombrovskis e Gentiloni affermano: "Nessun monitoraggio né aggiustamento  dei conti" sarà richiesto a chi ricorrerà al Fondo salva-Stati. Bruxelles rassicura: "Debito italiano sostenibile"

La Commissione Ue non effettuerà nessun controllo ulteriore, oltre a quelli standard del Semestre europeo, per verificare le spese collegate al Mes (COS'È), e non effettuerà alcuna richiesta di aggiustamento macroeconomico, nemmeno ex post, ai Paesi che chiederanno gli aiuti del fondo per affrontare le difficoltà economiche legate al coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE). Sono le rassicurazioni contenute in una lettera inviata al presidente Mario Centeno e firmata dai commissari Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni, alla vigilia dell'ultimo Eurogruppo sul tema. La Commissione ha chiarito inoltre che sarà soltanto lei ad occuparsi del monitoraggio sulle spese del Mes, escludendo così l'intervento della cosiddetta Troika.

Solo la Commissione “veglierà” sul Mes, ma non potrà chiedere correzioni aggiuntive

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A “vegliare” sul Mes sarà quindi solo la Commissione, che già effettua regolarmente delle missioni di monitoraggio dei conti pubblici nell'ambito del cosiddetto Semestre europeo, il ciclo di sorveglianza delle finanze pubbliche che comincia con le bozze di legge di stabilità ad ottobre e finisce con le raccomandazioni Ue a maggio. Per chi chiederà gli aiuti, le missioni dei tecnici europei non aumenteranno: resteranno sempre le stesse. Secondo i commissari, data la limitatezza di scopo e grandezza della linea di credito dedicata alla pandemia, tutta quella serie di regole legate al Mes non si applica. Non ci sarà quindi nessun programma macroeconomico di riforme da concordare, né la possibilità per la Commissione di chiedere "correzioni aggiuntive dei conti" nell'ambito del monitoraggio.

La Commissione: “Debito italiano sostenibile”

Intanto la Commissione ha già pubblicato le analisi di sostenibilità dei debiti per tutti i Paesi della zona euro, pre-requisito per valutare l'idoneità al Mes, visto che possono chiedere gli aiuti solo i Paesi con i conti in ordine. Dalle analisi, risultano tutti idonei. E vengono fugati anche eventuali dubbi sul debito italiano: "Malgrado i rischi, il debito resta sostenibile nel medio termine, anche grazie a importanti fattori mitiganti" come il suo profilo, con scadenze medie a 8 anni che smorzano i rischi dei temporanei aumenti dei tassi. Quindi "anche se il debito si deteriora per la crisi", il rapporto debito/Pil "resta su una traiettoria di discesa nel medio termine".

Gli ultimi dubbi da chiarire sul Mes

La lettera dei commissari è comunque una proposta, che l'Eurogruppo dovrà confermare. Inoltre, dovrà chiarire cosa si intende per spese dirette e indirette legate al virus, le scadenze dei prestiti, e per quanto tempo sarà disponibile la linea di credito. 

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