Coronavirus, Spagna pronta a ripartire da fabbriche e cantieri. Superati 18mila morti

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In 24 ore nel Paese sono decedute 567 persone con un leggero rialzo rispetto al giorno precedente. Intanto si pensa di iniziare a riavviare il motore dell'economia. In molte città la polizia distribuisce mascherine ai pendolari diretti al lavoro

In Spagna il coronavirus ha ucciso più di 18.000 persone (GLI AGGIORNAMENTI). I dati sono stati comunicati con l'ultimo bollettino fornito dal governo, che segnala 567 decessi in 24 ore con un leggero rialzo rispetto al giorno precedente. Intanto il Paese si avvia alla ripartenza con la decisione dell'esecutivo di distribuire 10 milioni di mascherine nel corso della settimana per accompagnare il rientro nelle fabbriche e nei cantieri degli operai dei comparti edile e manifatturiero, primi settori "non essenziali" a ritornare attivi (FOTOLO SPECIALE - LE TAPPE DEI CONTAGI - LA MAPPA INTERATTIVA - LE NOTIZIE DELLA FARNESINA SULLA SPAGNA).

517 morti in 24 ore

La Spagna è tra i Paesi con il maggior numero di vittime dopo gli Stati Uniti e l'Italia. Il numero di casi confermati si attesta a 172.541. Nei giorni scorsi è stato registrato un calo del numero di contagi giornalieri, conseguente alle misure di confinamento adottate dal governo, che ha convinto il premier Pedro Sanchez ad allentare la morsa delle restrizioni e riavviare l'attività di determinati comparti.

Mascherine distribuite in varie città

Da Madrid a Barcellona e Saragozza, i poliziotti stanno distribuendo i dispositivi per coprire il volto ai pendolari diretti nuovamente al lavoro dopo settimane di blocco. La ripartenza di industrie e cantieri è però stata contestata e ritenuta avventata da molti operatori sanitari e da una parte delle forze politiche e amministrazioni territoriali, come la Catalogna.

Cittadini restano ancora a casa

La maggior parte della popolazione tuttavia resta ancora bloccata nelle proprie case, mentre negozi, bar e altri spazi pubblici rimarranno chiusi almeno fino al 26 aprile. "Sono ancora misure difficili ma dobbiamo mantenerle in atto, nonostante le cifre", ha ammonito il ministro della Sanità Salvador Illa. 

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