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Il coronavirus e il farmaco dalla Russia, Burioni: "Non serve a niente, basta bufale"

Il bollettino del 17 marzo in Italia

3' di lettura

Da giorni circola la voce che l’Arbidol, non in commercio in Italia e Usa, sia miracoloso contro il Covid-19. Risponde anche la Federazione degli Ordini dei medici chirurghi: "E' un antivirale, non è diverso da altri venduti in Europa, ma pochi studi su efficacia"

Da giorni, soprattutto su WhatsApp e su alcuni siti internet, circola la voce che un farmaco in commercio in Russia e Cina sia efficace contro il Covid-19. Il farmaco in questione si chiama Arbidol e qualcuno si è chiesto come mai - se è così miracoloso - non venga venduto anche in Italia. A mettere in guardia da false speranze, però, ci ha pensato un approfondimento pubblicato sul portale della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi (Fnomceo), nella rubrica “Dottore, ma è vero che…?”. Il farmaco, si legge, non è un “prodotto segreto o sconosciuto”, “esiste, fa parte del gruppo ben conosciuto dei farmaci antivirali” e non è neanche “molto diverso dagli altri in commercio in Europa”. In queste settimane, “il suo uso è stato proposto anche per Covid-19” ma gli studi che ne valutano l'efficacia contro il coronavirus sono “pochi e in genere su riviste scientifiche di basso impatto”. Anche il virologo Roberto Burioni è intervenuto sul tema, scrivendo su Twitter: "Non serve a niente. Basta con le bufale, almeno ora". (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - MAPPE E GRAFICI DEL CONTAGIO - IL BOLLETTINO DEL 17 MARZO)

Che cos’è l’Arbidol

L’approfondimento della Federazione dei medici spiega che “gli antivirali sono quei farmaci che hanno come obiettivo quello di impedire a un virus di replicarsi e causare la malattia o i sintomi della malattia”. Questi farmaci, “la cui efficacia è discussa e spesso dubbia, agiscono sui meccanismi di replicazione dei virus diminuendone la diffusione nelle cellule dell'organismo”. Spesso, si legge ancora, “riescono anche a stimolare la risposta immunitaria, così da rendere più resistente l’organismo all’attacco del virus”. Queste caratteristiche, sottolinea la rubrica, sembrano “valere anche per l’Arbidol”. Il principio attivo di questo farmaco è l'Umifenovir, il cui scopo è proprio quello di “mitigare o abbreviare i sintomi delle malattie da virus, in particolare di quelli che causano l'influenza”. In Italia e negli Stati Uniti il farmaco non è in vendita ma ne esistono altri simili, “uno dei quali (l'Oseltamivir) usato in occasione delle ultime pandemie influenzali, con risultati dubbi”.

È efficace contro il coronavirus?

L’Arbidol, quindi, non è un “prodotto segreto o sconosciuto. Fa parte di una categoria precisa, studiata e alla quale appartengono numerosi farmaci in vendita in Europa e in Italia". Se non è in dubbio la sua esistenza, però, la discussione vera è sulla sua efficacia. “Pur studiata, non è così chiara”, spiega Fnomceo. “L’Accademia russa di scienze mediche – si legge nell’approfondimento – ha affermato che non ci sono sufficienti prove scientifiche che sostengano l’efficacia del farmaco e gli studi che abbiamo a disposizione sono molto discutibili. In uno per esempio, il farmaco confrontato con un placebo ha ridotto solo di un giorno i sintomi dell’influenza nei soggetti testati e in un altro i risultati sono stati simili (confrontandolo con altri farmaci antivirali noti)”. L’articolo conclude: “Non ci sono particolari motivi per ritenere che questo farmaco sia preferibile ad altri già utilizzati o che abbia effetti particolarmente favorevoli e non si può ritenere questo farmaco come ‘la cura’ per la malattia causata da SARS-Cov-2. Si deve aggiungere che gli studi in proposito sono pochi e in genere su riviste scientifiche di basso impatto”.

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