Elezioni Israele, Netanyahu: più grande vittoria della mia vita. Olp: ha vinto occupazione

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A scrutinio quasi ultimato, il blocco di destra ha 59 seggi alla Knesset, due in meno dalla maggioranza. Likud primo partito, seguito da Blu Bianco e Lista araba unita. Premier: “Successo gigantesco”. Gantz: “Risultato non ci consentirà di tornare su retta via”

Dopo le elezioni politiche, in Israele è in corso lo spoglio. A scrutinio quasi ultimato, il blocco di destra guidato da Benyamin Netanyu ha 59 seggi su 120 alla Knesset, a due seggi dalla maggioranza di 61. E c’è già chi canta vittoria e chi esprime la sua delusione. "La più grande vittoria della mia vita", ha detto Netanyahu. Il suo Likud, infatti, si conferma come primo partito. Seguono i centristi di Blu Bianco e la Lista araba unita. "Gli israeliani ci hanno dato fiducia perché sanno che gli abbiamo portato la migliore decade nella storia di Israele", ha aggiunto il premier israeliano. A vincere le elezioni israeliane sono state "le colonie, l'occupazione, l'apartheid", ha commentato su Twitter il segretario generale dell'Olp Saeb Erekat.

Likud primo partito

Secondo quanto reso noto dalla Commissione elettorale centrale martedì mattina, è stato contato il 90 per cento delle schede. In base a questi dati, il Likud si conferma primo partito del Paese con 36 seggi e distacca di 4 punti Blu Bianco di Benny Gantz, fermo a 32, mentre il blocco di centrosinistra è a 54 seggi (compresi i partiti arabi). Avigdor Lieberman ha 7 seggi. Terzo partito del Paese è la Lista Araba Unita che riporta, al momento, 15 seggi. Manca ancora lo scrutinio del voto dei soldati e dei diplomatici all'estero. Il blocco delle destre, fedele al premier Netanyahu, dovrebbe ottenere quindi 58 seggi: tre in meno del minimo necessario per la maggioranza parlamentare.

Netanyahu: “Abbiamo fatto l'impossibile”

Nella notte, Netanyahu - accompagnato dalla moglie Sara - ha parlato ai sostenitori del Likud arrivati a Tel Aviv per celebrare la vittoria. "Un successo gigantesco, Abbiamo fatto l'impossibile", ha detto. Il premier ha sostenuto che il successo elettorale va attribuito in buona parte ai successi diplomatici da lui conseguiti di recente. "Abbiamo sviluppato legami con diversi leader del mondo, fra cui – ha precisato – dirigenti di Paesi islamici e arabi. Oman, Sudan e Ciad sono solo alcuni di essi". Nel prossimo futuro, Netanyahu ha detto che procederà all’estensione della sovranità israeliana "ai lembi di terra patria in Giudea Samaria" (Cisgiordania), alla "eliminazione della minaccia iraniana", al raggiungimento di "una alleanza storica con gli Stati Uniti" e ad accordi di pace con Paesi islamici allineati col piano Trump. Per quanto riguarda la politica interna, poi, ha osservato che "adesso è giunto il momento di rimarginare le ferite, di puntare alla riconciliazione".

La delusione di Blu Bianco

Nella notte ha parlato anche Benny Gantz, del partito centrista Blu Bianco. “Non è questo il risultato che consentirà a Israele di tornare sulla retta via. Il senso di delusione e di dolore è comprensibile", ha detto. "L'importante è restare uniti, fedeli ai nostri principi. Non consentiremo ad alcuno di distruggere il Paese, di mandare in frantumi la democrazia", ha aggiunto. Gantz ha consigliato di attendere con pazienza la pubblicazione dei risultati definitivi del voto. "Lo Stato - ha sottolineato - ha bisogno di un periodo di convalescenza, di unità e di riconciliazione". Gantz ha anche ricordato che fra due settimane inizierà il processo a Netanyahu, che è stato incriminato per corruzione, frode e abuso di potere. La verifica della fondatezza delle accuse "è prerogativa solo e soltanto del tribunale", ha spiegato. Poi ha ribadito che resterà alla guida del partito.

Olp: occupazione ha vinto le elezioni

Un commento sulle elezioni è arrivato anche da Saeb Erekat, segretario generale dell'Olp. A vincere le elezioni israeliane sono state "le colonie, l'occupazione, l'apartheid", ha scritto su Twitter. "La sua campagna - ha aggiunto riguardo al Likud di Netanyahu - è stata sulla continuazione dell'occupazione e del conflitto. Che costringerà il popolo della regione a vivere per la spada con il prosieguo della violenza, dell'estremismo e del caos".

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