Coronavirus, in Cina contagi ai minimi da sei settimane. Quarantena per arrivi dall'Italia

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Prosegue il trend al ribasso: sono 125 i nuovi casi e 31 i morti. Nella provincia dell'Hubei, epicentro dell'epidemia, 7 nuove persone positive, da poco tornate dall'Italia. Nella capitale isolamento obbligatorio per chi proviene da Paesi esposti al contagio

La diffusione del coronavirus in Cina tocca un nuovo minimo e allenta la tensione sul Paese. Dopo la riduzione del grado di allerta da parte di diciotto province e la chiusura di uno dei 16 ospedali costruiti per fronteggiare l’emergenza, la Cina ha registrato 125 nuovi casi di contagio, il livello più basso delle ultime sei settimane, e 31 morti, tutti concentrati nella provincia dell'Hubei epicentro dell'epidemia. Ma ci sono 7 nuovi casi tra persone tornate dall'Italia. La Commissione sanitaria nazionale (Nhc) ha portato il totale dei decessi a 2.943 e le infezioni complessive a quota 80.151. Intanto Pechino ha annunciato che tutti coloro che arrivano nella capitale cinese dall'Italia e da altri Paesi esposti al contagio -  Corea del Sud, Giappone, Iran - dovranno rispettare un periodo di quarantena di 14 giorni (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI – OMS: NON È ANCORA PANDEMIA - LO SPECIALE).

Trend al ribasso

I casi di contagio hanno seguito un trend al ribasso negli ultimi giorni, malgrado gli 11 casi segnalati oggi fuori dall'Hubei rappresentino il livello più alto degli ultimi 5 giorni. Di questi 11, sette sono relativi allo Zhejiang e sono cittadini cinesi tornati dall'Italia la scorsa settimana: secondo il network statale Cgtn, lavoravano nello stesso ristorante di Bergamo e avevano stretti contatti con la prima donna rientrata il 28 febbraio e risultata positiva, primo caso di contagio di ritorno del Covid-19 dall'Italia.

Quarantena per chi arriva a Pechino

La misura di quarantena obbligatoria per chi arriva a Pechino, secondo quanto è stato spiegato in un comunicato, coinvolge sia i cittadini cinesi sia gli stranieri. In mancanza di una dimora a Pechino, l'auto-isolamento sarà osservato in un hotel designato.

La riduzione dell’allerta in 18 province

Ieri, 2 marzo, sono diventate 18 le province che hanno abbassato l'allerta sull'epidemia partita da Wuhan. La Cina punta quindi a far ripartire l'economia, finita in ginocchio a causa del coronavirus, con il ritorno all'operatività nei settori industriali e produttivi dopo il blocco deciso per frenare il contagio, come caldeggiato dal presidente Xi Jinping. Il percorso di allentamento delle limitazioni - iniziato il 24 febbraio con Gansu, Liaoning, Guizhou, Yunnan, Shanxi e Guangdong - ha visto come ultima adesione quella dello Zhejiang, la stessa provincia che il 1° marzo ha ufficializzato il primo caso di contagio di ritorno dall'Italia. Intanto la città di Wuhan ha deciso di chiudere l’ospedale di Wuchang, la prima delle 16 strutture (FOTO) costruite a tempi record per accogliere i malati da coronavirus.

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